Remainers

Tony Blair, ex primo ministro del Regno Unito ed ex leader del Labour, terra’ un discorso sull’uscita dall’Unione Europea oggi, il piu’ importante intervento politico dalla campagna referendaria. L’ex premier, anticipa il quotidiano britannico “The Guardian”, esortera’ gli europeisti a lottare per le loro convinzioni e a opporsi ai piani del governo: “Il popolo ha votato senza conoscere le vere condizioni della Brexit. Ora che diventano chiare, e’ un suo diritto cambiare idea. La nostra missione e’ convincerlo a farlo”. C’e’ da aspettarsi che suscitera’ polemiche, visto che la premier, Theresa May, respinge ogni critica come un’opposizione alla “volonta’ del popolo” e che il leader del Labour, Jeremy Corbyn, si e’ impegnato a non bloccare l’iter della Brexit. Blair parlera’ in un evento organizzato da Open Britain, erede dello schieramento Britain Stronger in Europe, chiamando a raccolta i “Remainer”: “La nostra sfida e’ esporre senza sosta i costi effettivi, evidenziare come questa decisione fosse basata su una conoscenza imperfetta, che ora diventera’ una conoscenza informata, calcolare in modi facili da comprendere come il procedere causera’ un autentico danno al paese e ai suoi cittadini, e costruire un sostegno per trovare una via d’uscita all’attuale corsa verso il precipizio”, dira’. E aggiungera’: “Non so se ci riusciremo. Ma so che subiremo una condanna rancorosa dalle generazioni future se non tenteremo. Questo non e’ il momento della ritirata, dell’indifferenza o della disperazione, ma e’ il momento di levarsi in difesa di cio’ in cui crediamo”. Blair concorda che la volonta’ del popolo debba prevalere, ma ritiene che possa anche cambiare quando si definiranno i termini dell’uscita dall’Ue; a suo parere May e i Brexiter stanno abusando del “mantello del patriottismo”: “Noi non siamo per la Gran Bretagna in Europa perche’ non siamo cittadini di nessuna patria. Lo siamo proprio perche’ siamo cittadini orgogliosi del nostro paese convinti che nel XXI secolo dovremmo mantenere la nostra partnership con la piu’ grande unione politica e il piu’ ampio mercato commerciale alle nostre porte, non a scapito del nostro interesse nazionale, ma a suo favore”. Pur avendo in precedenza parlato di May come di una “persona molto solida e ragionevole”, Blair critichera’ il suo governo: “Questo e’ un governo per la Brexit, della Brexit e dominato dalla Brexit. E’ un’entita’ politica con un unico scopo. Quelli che lo guidano hanno sempre voluto una Brexit dura. Anzi perfino il termine ‘dura’ deve essere corretto. Ora la linea politica e’ la Brexit a ogni costo”. L’ex primo ministro parlera’ anche di immigrazione, contestando che sia diventata il tema prioritario della Brexit senza neanche una discussione: “C’e’ in alcune parti del paese una genuina preoccupazione per gli afflussi dall’Europa, una vera pressione sui servizi e sui salari. Ma per molte persone il cuore della questione immigrazione, e quello che io riconosco come un problema sostanziale, e’ l’immigrazione dai paesi non europei, specialmente di culture differenti, nella quale l’assimilazione e le potenziali minacce alla sicurezza possono essere un problema”. Infine, esprimera’ preoccupazione per il rischio di una destabilizzazione del processo di pace nell’Irlanda del Nord.