Renzi Tv

“La par condicio che ha il fondamentale compito di regolare le presenze politiche nelle campagne politiche e referendarie, viene chiaramente e regolarmente aggirata nel Referendum Costituzionale”. A parlare e’ Vincenzo Vita del Comitato dei giuristi per il No nel Referendum costituzionale. “Dove e’ l’inganno?” si chiede Vita. “Mentre i dati che fornisce l’Agcom danno quasi in parita’ la quantita’ di tempo e di parole di notizia del Si e del No, e’ completamente fuori controllo la debordante presenza del Governo e in particolare del presidente del consiglio Renzi”, spiega. E conclude “Infatti quasi tutti i Tg aprono con le iniziative a cui partecipa il premier o con sue interviste, ma se mentre nel pronunciare il Si’ Renzi impiega solo qualche secondo, risulta dalle rilevazioni dell’Osservatorio Mediamonitor Politica, che il Si’ al Referendum costituzionale tende a condizionare nella maggior parte dei servizi l’intero contesto, indipendentemente dal tema trattato”.

Renato Brunetta esprime “solidarietà” ai telespettatori di Politics “dopo l’ignobile pollaio che abbiamo potuto vedere” ieri sera, con l’intervista a Matteo Renzi. Telespettatori, insiste il capogruppo di Fi intervenendo alla Camera dopo le comunicazioni del premier sul Consiglio Europea, “che non si erano ancora ripresi dalla domenica bestiale, senza calcio, Renzi-Giletti, fatta in spregio alla regolamentazione della par condicio che è stata approvata pochi giorni dopo. Deve essere davvero disperato per aver bisogno di questa invasione, avendo tutti i giornaloni dalla sua parte, dopo aver blindato i tg, dopo aver condizionato le tv private. Ne aveva proprio bisogno? Non ne ha guadagnato la sua credibilità”. E su questo punto Brunetta cita alcuni sondaggi: “La fiducia in lei si è dimezzata in 30 mesi, da 60% a 30. In 30 mesi in cui lei ha potuto fare carne di porco della democrazia parlamentare, nonostante questo la fiducia nella sua persona è crollata di 30 punti. La gente ha capito la malattia politica che la affligge, l’azzardo morale, il non mantenere la parola. Studi la teoria dei contratti dell’ultimo premio Nobel: l’azzardo morale è imbrogliare. L’hanno capito i cittadini quando andranno a votare il 4 dicembre”.