Gli italiani che in questa domenica di luglio sono sotto l’ombrellone oppure a lavoro hanno scoperto dai giornali di oggi un’amara sorpresa: nel servizio pubblico radiotelevisivo ci sono decine di dirigenti con stipendi da favola, pagati spesso per non fare nulla. E l’azienda come intende affrontare questo problema? Continuando ad assumere esterni?”. E’ quanto scrive sulla sua pagina facebook il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi. “Grazie alla Riforma Rai – spiega Anzaldi – varata dal governo, approvata in fretta per dare all’azienda i primi strumenti per imprimere una svolta visibile al proprio operato, la Rai e’ stata costretta a pubblicare i compensi dei propri dirigenti. Lo prevede l’articolo 2 della Riforma, che ha imposto l’obbligo di pubblicazione del ‘Piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale’ con tutti gli stipendi di amministratori e dirigenti. C’e’ voluta una legge ad hoc, perche’ la Rai, anche di fronte alle insistenze della commissione di Vigilanza negli ultimi anni, si era sempre rifiutata di adempiere a quella che per la tv pubblica avrebbe dovuto essere la condizione minima di trasparenza nei confronti dei cittadini che la finanziano con il canone. Peraltro la commissione di Vigilanza, all’unanimita’ l’11 novembre 2015, aveva approvato un parere con il quale chiedeva alla Rai di mettere nello Statuto il tetto da 240mila euro”. “Le prime indiscrezioni – aggiunge il deputato dem – mostrano decine di compensi alla Rai ben oltre il tetto imposto dal governo ai manager pubblici (240mila euro, comunque un signor stipendio), che riguardano anche dirigenti, conduttori e direttori di cui i telespettatori hanno da tempo perso qualsiasi memoria. Persone che si pensava avessero cambiato lavoro, azienda e in alcuni casi anche Paese. Invece la Rai continua a pagarli profumatamente, spesso per stare chiusi in un ufficio senza alcuna mansione. Possibile che di fronte a questi casi la Rai non abbia voluto neanche continuare ad applicare perlomeno il tetto da 240mila euro? Possibile che con decine di professionisti che prendono queste cifre, la Rai continui ad andare avanti con le assunzioni di esterni, i cui compensi, come vediamo, sono ben al di sopra del tetto? Peraltro, secondo quanto riportato sulla stampa, ai compensi pubblicati si aggiungerebbero anche ulteriori benefit, parti variabili dello stipendio, carte di credito, abitazioni: questo dato quando verra’ pubblicato? E quanto pesa? Se non arriveranno risposte, il governo dovrebbe valutare di verificare se la norma sulla trasparenza sia effettivamente rispettata. Perche’ non e’ il presidente della Vigilanza Roberto Fico a chiedere chiarezza su questo?”, conclude Anzaldi.





