riformisti

“Siamo nel PD per rafforzarlo e migliorarlo. Non ci stancheremo mai di pretendere di essere ascoltati, sapendo che se fossimo stati ascoltati il Pd avrebbe fatto meno errori”. Lo ha detto Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, intervenendo alla due giorni dell’assemblea nazionale di Fronte Democratico a Roma. Su Renzi ha sottolineato: “Il segretario e’ il segretario di tutti i democratici, anche se noi non l’abbiamo votato, lo difendiamo da chi non lo rispetta e lo attacca a prescindere, ma lui ha il dovere di unire il Pd e i riformisti italiani”. Boccia ha annunciato che da “Fronte Democratico in questi due giorni arriveranno proposte di merito cosi’ come e’ avvenuto in questi tre primi mesi di vita”. Ed ha continuato: “Dopo la webtax e le banche, ci faremo sentire su scuola, ambiente e sugli altri temi che verranno fuori da questa assemblea nazionale”.

“Il Pd deve tornare a essere, senza prepotenza ma con responsabilita’, l’asse di riferimento all’ interno del panorama politico di un mondo ampio, culturalmente progressista e sinceramente riformista”. Lo scrive il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro intervenendo su “La Repubblica”. “A me pare che non ci sia discorso sulla legge elettorale che possa andare scisso da una precisa, e studiata, strategia politica sul quadro delle alleanze con cui ci si presenta al voto e con cui si intenda, in caso di vittoria, governare. E’ questo un vuoto clamoroso della nostra riflessione politica – aggiunge – non sviluppare oggi una strategia per il dopo rischia di indebolire fortemente la stessa proposta del Pd, la sua identita’ di centrosinistra, la sua affidabilita’ di rappresentanza di un’area di pensiero e consenso politico articolato su un sistema di valori contrapposto a quello di centrodestra”. “Quanto ad un’eventuale grande coalizione Pd-FI, appare rassicurante sotto il profilo della stabilita’ e dell’efficacia politica del governare”. Infine, “credo sia giusto e opportuno – conclude – utilizzare al meglio il tempo che ci separa dall’appuntamento con il voto, portando a compimento una serie di riforme gia’ avviate che,se approvate, darebbero maggiore forza e credibilita’ al nostro Paese e all’impronta riformista del Partito democratico. Penso a provvedimenti gia’ in dirittura d’arrivo come il processo penale, la concorrenza, il delitto di tortura, ma anche al nuovo codice antimafia, lo ius soli, il biotestamento”.

“Le forze politiche, i gruppi sociali, il mondo dell’associazionismo e tutti i soggetti che si ritrovano nella sensibilità centrista e riformista, rischiano l’irrilevanza e la marginalità se non riprendono a ragionare insieme. Occorre farlo da subito, nel Parlamento e nella società italiana, nella consapevolezza che solo un nuovo protagonismo delle forze del riformismo centrista può evitare la balcanizzazione del paese che si può intravedere per il prossimo futuro se resteranno in piedi blocchi contrapposti in collisione perpetua”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio.