Roberta Pinotti

“L’Italia sta dialogando con Germania e Francia per quanto riguarda la possibilita’ di cooperazione e sostegno anche nei paesi a sud della Libia, come Niger e Ciad”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, in un’intervista a Rai New24 a margine della cerimonia a Taranto del passaggio di consegne dall’Italia alla Spagna del comando della operazione Sophia a bordo della nave San Giusto. “La strategia italiana per quanto riguarda la Libia e’ complessivamente tutto il Nord Africa e il Sahel e’ una strategia di contenimento dell’immigrazione clandestina e di gestione di questo fenomeno, insieme alla lotta agli scafisti, ed e’ stata condivisa dai nostri principali alleati”, ha detto il ministro.

“L’Ue dovrebbe destinare più soldi alla Libia per pattugliare le coste”. Lo dice il ministro della Difesa, Roberta Pinotti in una intervista a ‘la Stampa’ ed aggiunge, riguardo all’Italia e all’intervento nel Mediterraneo: “Noi siamo “già operativi con la formazione della Guardia costiera libica nell’ambito della missione Sofia. Ma anche con i carabinieri che formano le forze di polizia locali, come in Somalia. Nel caso ci siano altre necessità, le nostre forze armate potranno essere coinvolte in missioni di addestramento nei Paesi dove originano i fenomeni migratori. Ma tutto questo non basta”. La titolare della Difesa dichiara che per fermare gli scafisti “serve uno sforzo a trecentosessanta gradi: bisogna puntare sul sostegno allo sviluppo e all’economia di quei Paesi. È centrale il rafforzamento delle capacità di controllo e stabilità di quegli Stati”.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha formalmente dato il via alle celebrazioni del 4 novembre, Giorno dell’unità nazionale e giornata delle Forze armate, deponendo questa mattina una corona d’alloro sulla tomba del Milite ignoto. Un omaggio ai caduti di tutte le guerre reso dal capo dello Stato – dopo l’esecuzione dell’inno di Mameli – insieme al presidente del Senato Pietro Grasso, alla presidente della Camera Laura Boldrini, al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi, al ministro della Difesa Roberta Pinotti, al capo di Stato Maggiore della Difesa generale Claudio Graziano e alle alte cariche civili e militari. Presenti, fra gli altri, anche il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti e il sindaco di Roma Virginia Raggi. Dopo il consueto passaggio della Pattuglia acrobatica, che ha diffuso in cielo una scia con i colori bianco, rosso e verde della nostra bandiera Mattarella ha passato in rassegna le bandiere dei diversi ordini militari. Un momento di particolare emozione tra la folla sistemata dietro le transenne che delimitavano la zona si è avuto quando è atterrato nel centro di Piazza Venezia un paracadutista, recando con sè un tricolore. Dopo il passaggio delle frecce tricolori Mattarella, con il ministro Pinotti, ha proceduto alla consegna delle Croci di “Cavaliere” dell’Ordine Militare d’Italia allo Stendardo del 1° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Antares” e alla Bandiera di Guerra del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”. Renzi, prima di andare via, si è fermato a salutare un gruppo di militari, fra cui l’ex deputato Gianfranco Paglia (ufficiale paracadutista dell’esercito costretto sulla sedia a rotelle in seguito ad una grave ferita subita nel 1993 durante una missione in Somalia), il quale gli ha domandato cosa ne pensasse della cerimonia. “Questa è più bella del solito – ha risposto il premier – mi è piaciuta di più”.

“Altri 500 militari saranno inviati elle zone terremotate del centro Italia per vigilare sulle case degli sfollati contro gli sciacalli. Lo dice il ministro della Difesa Roberta Pinotti in una intervista al Messaggero.  “Le spese per le forze armate non servono soltanto per la Difesa – spiega il ministro – ma per dare sicurezza ai cittadini”. E aggiunge: “Lavoriamo in perfetta armonia con la Protezione civile che coordina passo per passo gli interventi”. Continua Pinotti: “Oltre ai 1.237 militari con 134 mezzi già sul terreno, siamo pronti a inviare 500 uomini, in coordinamento con l’Interno, per presidiare le zone terremotate e prevenire gli atti di sciacallaggio”. Finora i militari, ha raccontato il ministro, “sono stati impegnati per la messa in sicurezza del territorio e degli edifici, nella distribuzione di cibo e generi di conforto, per interventi sanitari e ricognizioni aeree”.

“La prima volta che ho parlato ad un contingente schierato e’ stato proprio qui, ad Herat, dieci anni fa, quando ero presidente della Commissione Difesa. Come allora voglio sottolineare l’importanza del fatto che voi siete qui in nome di un Paese che ve lo chiede ed e’ il vostro modo di servire la Patria. Voi, lontani dai vostri affetti, rendete le vostre famiglie orgogliose per quello che fate per la sicurezza e la stabilita’ di questa Regione e per assicurare un futuro migliore a questo popolo.” Cosi’ il ministro della Difesa Roberta Pinotti parlando al contingente italiano schierato in Afghanistan durante i due giorni della sua visita nel Paese asiatico. Il ministro della Difesa ha voluto, poi, ricordare il tributo pagato dalle Forze armate italiane in Afghanistan precisando che sebbene oggi la missione sia cambiata e’ necessario non abbassare mai la guardia. “Abbiamo consolidato – ha continuato il Ministro – una presenza che ci consente di avere maggiori livelli di sicurezza rispetto a quelli che avevamo alcuni anni fa. Quello che state facendo per la formazione e l’addestramento a favore delle Istituzioni e delle Forze di sicurezza afgane e’ un lavoro utile a costruire la stabilita’ di questo Paese e, al contempo, a garantire anche la sicurezza dell’Italia perche’ da aree di crisi arrivano anche minacce per la comunita’ internazionale”. La zona di responsabilita’ dell’Italia, la Provincia di Herat e’, infatti quella che ha gli indici migliori da tutti i punti di vista: scolarizzazione, mortalita’ infantile anche di sviluppo economico e questo – ha affermato Pinotti – “lo si deve anche al modo in cui avete operato”. “Mi faccio portavoce del ringraziamento di tutto il Governo, il modo in cui voi vivete queste missioni e’ qualcosa che fa onore al vostro Paese e l’Italia e’ davvero orgogliosa di quello che voi fate.”

Supporto dell’Italia nella lotta al terrorismo e nell’impegno internazionale anti-Isis. “Il Governo – ha detto detto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, intervenendo nel Question time alla Camera – ritiene che il successo della lotta tesa alla eliminazione delle centrali terroristiche dell’ISIS in Libia sia di fondamentale importanza per la sicurezza non solo di quel Paese, ma anche dell’Europa e dell’Italia”. Ed ha continuato: “L’Italia e’ fin dall’inizio convintamente parte della lotta anti-ISIS e con altrettanta determinazione sostiene come fondamentale il coinvolgimento diretto e attivo delle popolazioni e dei Governi locali nella lotta al terrorismo cui dare, su specifica richiesta, il necessario supporto”. Ha spiegato il ministro che la richiesta di supporto “emerge chiaramente dalle parole del Presidente Serraj che nell’ affermare l’adesione della Libia alla Coalizione anti-Isis dichiara che tutte le Nazioni non devono lasciare i giovani libici combattere da soli questo nemico e al posto loro”. Ha aggiunto Pinotti: “il Governo e’ pronto a considerare positivamente un eventuale utilizzo delle basi e degli spazi aerei nazionali a supporto dell’operazione, dovesse tale evenienza essere ritenuta funzionale ad una piu’ efficace e rapida conclusione dell’azione in corso”

“La Nato manterra’ una presenza militare costante in Mediterraneo e potra’ cooperare efficacemente anche con la missione “Sophia”, missione che condurra’ anche l’addestramento delle componenti navali delle Forze di sicurezza libiche, nonche’ il contrasto dei traffici che violano l’embargo alla fornitura di armi.” Cosi’ il Ministro della Difesa Roberta Pinotti intervenendo questa mattina al Senato in Commissioni riunite Difesa e Esteri per una informativa del Governo sugli esiti del vertice Nato di Varsavia e il ruolo dell’Italia in ambito europeo e internazionale alla luce degli ultimi eventi in Turchia e dei recenti attacchi terroristici. “L’Italia puo’ rivendicare giustamente questo risultato – ha precisato il Ministro – perche’ si era fatta promotrice, la scorsa primavera, di una piu’ forte cooperazione fra Nato e Unione europea, con una specifica proposta di un meccanismo di coordinamento a livello politico-strategico, proprio per l’area del Mediterraneo.”