Roberto Benigni

Roberto Benigni sempre piu’ convinto delle ragioni del sì al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. E questa sua posizione gli ha procurato non poche critiche dal ‘suo’ mondo di sinistra. Al referendum costituzionale “e’ indispensabile che vinca il si’. Se vincesse il no sarebbe peggio della Brexit”. A dirlo e’ Roberto Benigni, intervistato dalle Iene. La versione integrale dell’intervista, non assoggetata ai limiti della par condicio per i programmi non informativi, e’ pubblicata sul sito di Mediaset. Benigni spiega che “i Costituenti stessi hanno detto di riformare la Costituzione. Loro stessi l’hanno previsto. Se la riforma non passa ora, non accadra’ mai piu'”.

E poi arriva la mossa che non ti aspetti, quella meno prevedibile e che fa pendere l’ago della bilancia da una parte piuttosto che dall’altra e che fa vincere gli uni sugli altri. Perché nessuno avrebbe potuto pensare, sino a ieri, che il cantore televisivo della beltà assoluta della nostra Costituzione, la più bella del reame e del mondo, si pronunciasse a favore del sì alla riforma costituzionale su cui si voterà ad ottobre. Ma come, proprio lui che ne ha tessuto gli elogi piu’ poetici, si dichiara favorevole ad una sua trasformazione, sebbene parziale? Si certo, ci sarà subito qualcuno che farà obiezioni, che cercherà di sminuire il significato di questo endorsement del regista e premio Oscar per La vita é bella, ma ormai il dado é tratto, e a nulla servirà schierare liste di costituzionalisti pro o contro la riforma ed elencare le ragioni della necessità di un mutamento del testo e quelle per la sua immutabilità. Il custode morale della Costituzione italiana, alla pari con il Presidente della Repubblica, se non in posizione preminente, era ed é lui, Roberto Benigni. E lui si é già pronunciato. E’ solo una vittoria morale?. Io dico di no. Io penso di no. La riforma costituzionale é stata sdoganata: set, partita, incontro per il signor Matteo Renzi.