Vogliamo cercare di andare al di là delle convenzioni, gettando le maschere? La minoranza del Pd odia Renzi, lo considera un ‘diverso’, un uomo di potere che sta ultimando la mutazione del Pd: da partito di sinistra a partito di centro. La lotta é per la sua poltrona, l’ultima che gli é rimasta. Quella di Premier gliel’hanno tolta con la ‘scusa’ del referendum, sul quale l’ex sindaco ha puntato imprudentemente quasi tutte le sue fiches. Michele Emiliano, Pierluigi Bersani, Massimo D’Alema, Roberto Speranza, Enrico Rossi, questo vogliono: uccidere Renzi politicamente una volta e per tutte. In che modo farlo? Detronizzandolo da segretario del partito Democratico. Per fare questo, tutte le occasioni sono buone: il Congresso, usato in tempo utile per non ritornare al voto, la legge elettorale e i suoi tentativi di riforma, in primis la soppressione dei capilista sui quali Renzi piazzerebbe i suoi fedelissimi. Renzi, da parte sua, con l’arroganza e l’ambizione che lo contraddistingue, non ha accettato di buon grado la defenestrazione, e cerca di recuperare. Il tempo é un suo nemico: se ne passa troppo ci si dimenticherà di lui e gli assetti di potere si consolideranno a prescindere dalla sua sfera di influenza; se ne passa troppo poco non avrà il tempo di riorganizzarsi, dentro il partito e fuori da esso. In questo contesto é chiaro che la minoranza del Pd di fare la minoranza non vuole più saperne: o si libera di Renzi o si scinde dal partito. Per andare dove? Non importa, ma una occasione simile non l’avranno più. O si liberano di Matteo o non se lo toglieranno più dai piedi per i prossimi anni. PS: la minoranza del Pd odia Renzi, il suo dinamismo, la sua velocità, il suo cinismo, il suo non essere di sinistra.