“I numeri sulle unioni civili a un anno dall’approvazione della legge sono senza dubbio un successo”: e’ il commento di Rosario Coco, presidente del circolo Gaynet Roma, alle anticipazioni del quotidiano La Repubblica secondo le quali sono solo 2.800 le unioni civili celebrate fino al marzo 2017. “Il dato, in linea peraltro con quello degli altri Paesi europei, va considerato infatti – argomenta Coco – tenendo conto del contesto italiano. Secondo l’ultimo sondaggio della Fundamental Rights Agency of the European Union, l’Italia e’ insieme alla Lituania il Paese in cui la discriminazione verso le persone lgbt e’ maggiormente diffusa nel linguaggio della politica. Il 91% degli intervistati su un campione di 93.000 persone ritiene infatti offensivo il linguaggio dei politici italiani. Di questo abbiamo avuto perfettamente conferma nel corso del dibattito parlamentare che ha visto l’approvazione delle unioni civili, in cui sono state dette le peggiori atrocita’ sull’omosessualita’ e le famiglie omogenitoriali”. “L’Italia e’ purtroppo ancora un Paese omofobo, dove molti ragazzi e ragazze non possono fare coming out in famiglia e si stima che almeno 2 milioni di persone lgbt non siano ancora dichiarate. E’ evidente che il vissuto discriminatorio e lo stigma sociale ancora fortemente presente influisce non poco sulla serenita’ delle relazioni tra persone omosessuali e indirettamente anche sui numeri delle unioni civili. Tuttavia, e’ evidente che la legge e’ una tappa importante, seppur parziale, nella strada delle pari opportunita’ e della piena uguaglianza. Questi numeri, infine, dovrebbero essere un serio punto di partenza per riaprire il dibattito sull’estensione della legge Mancino-Reale all’omo-transfobia” conclude Coco.




