Salone del libro

La mafia e’ un “mito” e i suoi boss sono personaggi leggendari? E’ una domanda forte – e, insieme, un invito a riflettere – quella sottesa al libro “L’inganno della mafia”, edito da Rai Eri, che il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, ha scritto con Antonio Nicaso. Un libro che gli autori presentano con Andrea Vianello al Salone del Libro di Torino, domenica 21 maggio alle 18.15 allo stand Rai. Di mafia – e’ la tesi di Gratteri e Nicaso – si parla molto, ed e’ un bene. Ma a volte se ne parla nel modo sbagliato, ed e’ un male. Molti libri, film e fiction di successo restituiscono un’immagine romanzata delle mafie, frutto in parte di luoghi comuni e vecchie leggende. Dal “Padrino” a “Gomorra”, da “Quei bravi ragazzi” a “Romanzo criminale”, il rischio che il boss diventi un eroe e l’illegalita’ una “carriera” e’ favorito spesso da una narrazione che mette in primo piano i protagonisti di camorra o ‘ndrangheta, omettendo come possono essere combattuti o dimenticando chi lotta con coraggio per affermare la giustizia. Ma lasciare che si radichi lo stereotipo di una piovra invincibile, dotata di rapporti privilegiati con le istituzioni e capace continuamente di riadattarsi, significa indebolire un’azione di contrasto, che porta non di rado alla cattura e alla condanna dei boss.

“Il consiglio generale dell’Associazione italiana editori (Aie) ha dato mandato al presidente di lavorare ad una joint venture con Fiera Milano per il ‘Progetto Promozione del Libro'”. La nuova societa’ dovrà sviluppare l’attività a livello nazionale, valorizzando l’intera produzione editoriale, anche attraverso l’organizzazione di eventi fieristici in tutta Italia. La decisione è stata accolta con una punta di amarezza a Torino, sede storica del Salone del Libro. “I vertici dell’Aie avevano deciso fin dall’inizio di voler organizzare un Salone a Milano. Sarebbe stato piu’ sincero da parte dell’Aie dirlo subito e non far credere che avrebbe esaminato piu’ proposte”, ha affermato l’ex sindaco di Torino, Piero Fassino. Ed ha continuato: “Torino in ogni caso non puo’ rinunciare a essere una citta’ del libro e a valorizzare in forme nuove e con nuovi progetti un patrimonio accumulato in trent’anni di attivita’ che ha raccolto unanimi riconoscimenti nazionali e internazionali”. Per il presidente dell’Aie, Federico Motta non si tratta di ‘‘uno sgarbo istituzionale”, ma “della volonta’ di fare qualcosa”. L’Aie, ha scritto in una nota, “si augura di continuare con le istituzioni piemontesi e la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura una collaborazione tesa all’individuazione e alla realizzazione di eventi per lo sviluppo della lettura”. Sulla scelta del capoluogo lombardo, Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio, urbanistica e Città metropolitana, ha commentato: “Una decisione di grande importanza, che permetterà a Milano di affermare ancora di più il suo ruolo di capitale dell’editoria e della comunicazione. Ringrazio il presidente Federico Motta e l’Associazione italiana degli editori per aver manifestato la volontà di portare nel capoluogo lombardo il Salone del Libro”.