sanzioni

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ordinato un inasprimento del regime sanzionatorio a carico della Corea del Nord, con l’obiettivo di limitare ulteriormente l’accesso di quel regime al commercio internazionale. L’ordine esecutivo approntato dalla casa Bianca, spiega la stampa Usa, contiene alcune tra le sanzioni economiche piu’ drastiche mai varate dagli Usa nell’arco degli ultimi decenni: la Corea del Nord verra’ isolata dal sistema bancario internazionale, e ne verranno presi di mira i settori industriali piu’ importanti, oltre a quello delle spedizioni marittime. Alla minaccia di Trump di radere al suolo la Corea del Nord – pronunciata martedi’ di fronte all’Assemblea generale delle Nazioni Unite – Pyongyang ha risposto definendo il presidente Usa un individuo “mentalmente disturbato”; un comunicato firmato dal leader nordcoreano in persona, Kim Jong-un, accusa Trump di essere “un gangster che ama giocare con il fuoco”, e sostiene che l’intervento di quest’ultimo all’Onu l’ha convinto “che il cammino intrapreso e’ quello corretto, e che e’ necessario percorrerlo sino in fondo”. Intervistato dall’agenzia sudcoreana “Yonhap”, il ministro degli Esteri nordcoreano, Ri Yong-ho, ha dichiarato che Pyongyang sta valutando di condurre un nuovo test di una bomba all’idrogeno, questa volta nelle acque del Pacifico.

“L’Enac deve comminare oggi stesso una sanzione a Ryanair, dato che sul sito della compagnia appare ancora oggi la scritta sui rimborsi sbagliata, in violazione dell’art. 8 del Regolamento (CE) n. 261/2004”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Ieri l’Enac ha richiamato Ryanair “alla rigida applicazione di quanto previsto dalla normativa, segnalando alla compagnia che ogni “mancata osservanza delle previsioni del Regolamento” a tutela dei passeggeri sarebbe stata “rigorosamente sanzionata”. “Ebbene una violazione e’ in corso, come riconosciuto e noto all’Enac fin dal 19 settembre. E’ ora, quindi, di passare all’azione. Chiediamo anche all’Antitrust, che ha gia’ aperto un procedimento, di intervenire per far rimuovere la scritta, sospendendo in via cautelare la pratica segnalata ai sensi dell’articolo 27, comma 3, del Codice del Consumo, per evitare, in attesa di una pronuncia sul merito, che siano pregiudicati i diritti dei consumatori”, dichiara Dona.

L’Onu torna a colpire la Corea del Nord con nuove sanzioni: ieri sera il Consiglio di sicurezza ha approvato all’unanimità una risoluzione che prevede il bando alle esportazioni tessili di Pyongyang e il divieto alle esportazioni di petrolio e gas naturale verso la Corea del Nord, fatta eccezione per una quantità da impiegare per il sostentamento della popolazione. “La Corea del Nord non ha ancora passato il punto di non ritorno”: lo ha detto l’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley, dopo l’approvazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di nuove sanzioni contro il regime asiatico, precisando che “gli Usa non cercano la guerra con Pyongyang”. “Il mondo civilizzato deve fare quello che la Corea del Nord non sta facendo, ossia fermare la sua marcia verso la costruzione di un arsenale nucleare. La scelta e’ loro. Se continueranno su questa strada continueremo ad aumentare la pressione, se decideranno di cambiare percorso il mondo vivra’ in pace con loro”, ha aggiunto la Haley. Cina, adottate ‘misure necessarie’ – La Cina ha sostenuto il Consiglio di sicurezza dell’Onu nell’adozione di “misure necessarie” sull’ultimo test nucleare della Corea del Nord del 3 settembre, il più potente dei sei fatti. Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri cinese Geng Shuang, secondo l’agenzia Nuova Cina. Pechino spera che le nuove sanzioni siano attuate in pieno, ribadendo l’opposizione ai sistemi antimissile Thaad in Corea del Sud. La crisi, secondo il rappresentante permanente cinese all’Onu Liu Jieyi, “deve essere risolta in modo pacifico”. Seul, sanzioni monito contro provocazioni – Le nuove sanzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu sono un “pesante” monito alla Corea del Nord, dato che altre provocazioni non potranno che aumentare le sue sfide diplomatiche ed economiche: le misure, spiega una nota del governo sudcoreano, “rappresentano il rinnovato impegno della comunità internazionale a non tollerare lo sviluppo nucleare e missilistico del Nord”. La risoluzione 2375, votata in risposta del test atomico del 3 settembre, è la nona con sanzioni per il Nord dal 2006, anno della prima detonazione nucleare.

Donald Trump ha firmato la legge approvata con maggioranza dal Congresso per l’adozione di nuove sanzioni a Russia, Iran e Corea del Nord. Trump ha definito tuttavia “imperfette” le misure.
La firma del presidente degli Stati Uniti, del disegno di legge che impone nuove sanzioni a Russia, Iran e Corea del Nord “non modifica la realta’ attuale”. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in una conferenza stampa. “Questo non cambia di fatto nulla”, ha dichiarato il portavoce presidenziale russo, il quale rispondendo ad una domanda su eventuali nuove misure di ritorsione ha risposto che non vi sara’ “alcuna misura di ritorsione”, dato che tali mosse “sono gia’ state prese”.

Putin ha annunciato l’espulsione di 755 diplomatici americani. Il presidente lo ha detto in un’intervista esclusiva con il canale televisivo Rossiya 1. Un’azione “causata delle politiche di Washington”, e presa dopo che “gli Usa hanno fatto una mossa che non è stata provocata da niente, solo per peggiorare le relazioni russo-statunitensi”, ha detto Putin riferendosi alle recenti sanzioni Usa contro Mosca.
Il Dipartimento di Stato americano intanto ha espresso il suo rammarico per la decisione di Mosca di tagliare la presenza diplomatica statunitense in Russia aggiungendo di pensare che sia valutata la possibile risposta a questo passo.

“La politica precedente viene continuata. Noi non possiamo che rammaricarci per questo”: cosi’ il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha commentato la decisione degli Stati Uniti di estendere le sanzioni per la Corea del Nord a tre societa’ russe – Ardis-Bearings Llc, Nnk Primornefteproduct e Independent Petroleum Company (Ipc) – nonche’ a un cittadino russo, Igor Michurin, che ha legami con la Korea Tangun Trading Corporation. Queste sanzioni, secondo Peskov, hanno “un effetto negativo sui rapporti bilaterali” Russia-Usa.

“Pur mantenendo la stima che nutro nei confronti del vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, non condivido il suo pensiero quando parla di possibili sanzioni nei confronti di Carmelo Zuccaro. La cosa grave e’ che le Ong, se non tutte almeno qualcuna, sono colluse coi trafficanti di esseri umani; questa e’ la vicenda preoccupante, non il fatto che qualcuno l’abbia reso pubblico. Ora si discute sulla professionalita’ di un magistrato che ha osato alzare il polverone e denunziare un sistema evidentemente malato e che tutti pensavano inattaccabile. Cio’ che conta e’ fermare chi agisce in modo illecito e specula sulla pelle umana, lasciamo stare i capri espiatori”. Lo dice Renato Schifani, di Forza Italia, ex presidente del Senato.

“Non ho mai usato l’espressione ‘ministro tecnico’”, perchè “quando si è eletti in Parlamento o si giura come membri del governo, quale che sia la nostra professione di origine, da quel momento si diventa personalità politiche”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera Luigi Zanda, capogruppo del Partito democratico a Palazzo Madama. Padoan, aggiunge Zanda, “indica obiettivi generali che credo nessuno possa disconoscere. La prima necessità è di evitare sanzioni europee, senza dimenticare che abbiamo spazi di manovra estremamente ridotti e certe necessità di spesa pubblica senza dimenticare che abbiamo spazi di manovra estremamente ridotti e certe necessità di spesa pubblica. Tutti condividiamo l’obiettivo di sostenere una ripresa che non si sarebbe avuta, senza l’azione del governo di Matteo Renzi”. Continua Zanda: “Le misure concrete che proporranno Padoan e il governo le discuteremo quando ci saranno. Ora abbiamo davanti a noi la manovra correttiva, il Def e la prossima legge di Stabilità”. Sulla continuità della legislatura, Zanda afferma: “C’è stata una fase in cui alcuni, anche con argomenti seri, volevano votare presto. Ora mi pare sia passata, vedo una vasta condivisione dell’ipotesi di elezioni a scadenza naturale. Ma per arrivarci ci vogliono le condizioni politiche, dobbiamo evitare incidenti parlamentari. Fatti come il voto di oggi (ieri, ndr) in commissione Affari costituzionali non aiutano”. “Invece di essere un voto di coscienza, il voto segreto diventa sempre più un voto di manovra politica. In questo caso i senatori di gruppi avversari come M5S e Forza Italia, che in Aula e a voto palese litigano e si insultano, a voto segreto vanno nella stessa direzione. E’ una degenerazione del voto segreto”.