Sarkozy

Al centro dell’inchiesta sui presunti finanziamenti dell’allora dittatore libico Muammar Gheddafi a Nicolas Sarkozy, ci sarebbero bustarelle per 5 milioni di euro in denaro contante. Dalla pubblicazione, nel maggio 2012, da parte del sito Mediapart, di un documento libico che evocava un presunto finanziamento di Gheddafi alla campagna presidenziale di Sarkozy, le indagini dei magistrati sono “molto progredite, rafforzando i sospetti che pesano sulla campagna dell’ex capo dello Stato”, scrive Le Monde. Nel novembre 2016, durante le primarie dei Re’publicains, il faccendiere Ziad Takieddine dichiaro’ di aver trasportato 5 milioni di euro in contanti da Tripoli a Parigi tra fine 2006 e inizio 2007 prima di consegnarli a Claude Gue’ant, tra i fedelissimi dell’ex presidente, poi allo stesso Sarkozy. Fonti vicine al dossier parlano di “indizi gravi e concordanti”. Tra l’altro, la testimonianza di Takieddine risulto’ in linea con quella dell’ex direttore dell’intelligence militare libica, Abdallah Senoussi, il 20 settembre 2012, dinanzi alla procura generale del consiglio nazionale di transizione libico.

‘In una intervista rilasciata al quotidiano Le Monde, l’ex presidente Sarkozy dichiara che nel 2011, in un momento in cui l’Italia era nel mirino dei mercati, arrivo’ a sostenere che il premier di allora, Silvio Berlusconi, era diventato un problema per i tassi di interesse italiani e che questo suo commento fece adirare Berlusconi che non glielo perdonò mai. Ebbene, la verità è un’altra, Sarkozy dice il falso: nel corso del G20 dell’Agricoltura nel giugno del 2011, partecipando in qualita’ di ministro delle Politiche Agricole, Sarkozy volle incontrarmi (una foto ritrae quel preciso momento) perche’ facessi pressione sul premier Berlusconi sulla rimozione di Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato esecutivo della Bce: italiano era gia’ il presidente della Bce, Mario Draghi, due italiani in Bce erano troppi” e per questo lo stesso Sarkozy ne chiedeva le dimissioni. Altre persone, tra l’altro, possono testimoniare questo episodio. Il presidente francese si adirò con Berlusconi proprio perchè non riusciva a convincere Bini Smaghi a dimettersi dal board della Bce e lo attacco’ strumentalmente sui tassi di interesse, argomento del quale, in realtà non gliene importava nulla’. On Saverio Romano, capogruppo Scelta Civica-Ala alla Camera dei Deputati

L’aspirazione di Sarkozy di rientrare nell’agone politico e dalla porta principale potrebbe subire uno stop. Si abbatte infatti su di lui una nuova batosta: Nicolas Sarkozy potrebbe finire sotto processo per i finanziamenti illeciti alla sua campagna elettorale del 2012. L’ex presidente di recente e’ nuovamente tornato alla politica, lanciando la sua candidatura alle primarie dei conservatori per le presidenziali del 2017. “I procuratori hanno chiesto il rinvio a giudizio di tutti quelli incriminati”, ha riferito una fonte. Spetta ora al magistrato decidere se procedere. L’ex inquilino dell’Eliseo e’ coinvolto nel cosiddetto caso Bygmalion, dal nome della societa’ di organizzazione di eventi accusata di aver fatturato 18,5 milioni di euro all’Ump invece che alla campagna presidenziale di Sarkozy, permettendogli cosi’ di superare il limite di spesa legale di 22,5 milioni.

Primo comizio per Nicolas Sarkozy da candidato ufficiale alle primarie per le presidenziali francesi del 2017: davanti ai sostenitori riuniti ieri sera a Chateaurenard, nel Sud del Paese, l’ex presidente ha promesso di “ristabilire l’autorità dello Stato su ogni centimetro quadrato della Repubblica francese”. Come ricordano oggi i media francesi, Sarkozy ha annunciato lunedì scorso l’intenzione di candidarsi alle primarie della destra in programma il 20 e 27 novembre, puntando sulla sicurezza del Paese e sulla difesa dell’identità francese davanti a una politica migratoria “che non ha più alcun senso”. “Voglio essere il presidente che ristabilisce l’autorità dello Stato su ogni centimetro quadrato della Repubblica”, ha detto ieri davanti a circa 2.000 sostenitori, denunciando “un generale declino del potere dello Stato”. “Non sarò mai quello che vacilla, il candidato dei compromessi traballanti, delle sintesi così sottili che non rimane nulla”, ha proseguito, dicendosi pronto a “incarnare” di nuovo “la funzione presidenziale” oggi “indebolita” dopo quattro anni di presidenza del socialista Francois Hollande. Accusando l’attuale capo dello Stato di aver mancato di determinazione nella lotta contro i jihadisti, Sarkozy ha quindi promesso di lottare contro il terrorismo che ha colpito il Paese: “Voglio affrontare la minaccia terroristica, i francesi devono essere certi di essere protetti, invece di chiedere perché la risposta di chi ci dovrebbe governare è così debole”. Una debolezza per cui oggi “la nostra identità è minacciata”, ha aggiunto, sostenendo “senza riverse” i sindaci che nelle scorse settimane hanno vietato il burkini, il costume da bagno islamico, sulle spiagge francesi. “Chiedo una legge che lo vieti su tutto il territorio della Repubblica”, ha aggiunto, definendo la scelta di indossare il burkini “una provocazione”. Nel comizio ha poi ribadito di voler vietare anche il velo “a scuola, all’università, nell’amministrazione pubblica e nelle imprese”, denunciando “la tirannia delle minoranze”. Toni più duri rispetto al suo principale avversario alle primarie, Alain Juppé, accusato tra le righe di essere troppo moderato nella lotta all’islam radicale: “Non voglio sentir parlare di compromessi. Non ci sono compromessi da fare con l’islam radicale”. Sebbene sia indietro nei sondaggi rispetto a Juppé, Sarkozy ha concluso dicendosi fiducioso: “Sono candidato alle primarie e vinceremo”, invitando il “popolo francese” a sostenerlo.