scafisti

“Quello che e’ successo nelle ultime 24 ore nelle acque territoriali libiche e’ l’ennesima dimostrazione che le Ong sono a stretto contatto con i trafficanti di essere umani che riempiono i barconi fatiscenti di presunti profughi e li spediscono verso il nostro Paese. La Marina libica ha infatti intimato a diverse imbarcazioni umanitarie di allontanarsi dalle acque territoriali libiche. In una nota ufficiale il portavoce della Marina libica, l’ammiraglio Ayob Amr Ghasem ha apertamente accusato le Ong di essere li’ in contatto diretto con persone a bordo delle imbarcazioni che sono state poi intercettate dalle guardia costiera. Il comportamento di queste Ong accresce il numero di barconi di migranti illegali e l’audacia dei trafficanti di esseri umani. Questi ultimi sanno bene che la via verso l’Europa e’ agevole grazie a queste ong e alla loro presenza illegittima e sospetta in attesa di poveri esseri umani. In merito a quanto e’ successo lunedi’ prossimo presenteremo una interrogazione parlamentare in Senato”. Lo dichiara in una nota il Presidente dei senatori della Lega Gian Marco Centinaio.

Gli sbarchi di oltre 650 mila migranti nelle coste italiane hanno generato un guadagno illecito pari a circa 4 miliardi di euro con un incremento di oltre 300 punti percentuali nel triennio 2014-2016 rispetto al triennio precedente. È quanto emerge dalla Nota scientifica dell’Istituto Demoskopika “Sbarchi & Disperazione. Il giro d’affari della criminalità organizzata” che ha analizzato il flusso dei migranti nelle aree a maggiore condizionamento ambientale della criminalità organizzata italiana nel periodo che va dal 2011 ad oggi. “La criminalità organizzata italiana, – commenta il presidente dell’Istituto Demoskopika, Raffaele Rio – ha concesso ai gruppi criminali trasnazionali, con in testa le organizzazioni cinesi, magrebine, nigeriane e albanesi, di poter gestire l’intera filiera del traffico degli esseri umani. In cambio del denaro per il trasferimento e i servizi annessi, spesso anticipato dal trafficante, i migranti sono totalmente asserviti alle organizzazioni criminali almeno fino all’estinzione del debito contratto. Il placet di ‘ndrangheta, mafia, camorra e sacra corona unita – precisa Raffaele Rio – avviene per alcuni motivi prioritari. In primo luogo, la concessione dei sodalizi criminali italiani, ‘ndrangheta in testa, alle organizzazioni di trafficanti di esseri umani ottiene il beneficio di una “complicità criminale organizzativa” di queste ultime nel mercato degli stupefacenti il cui giro d’affari è, senza alcun dubbio, più remunerativo dell’arrivo dei clandestini. In secondo luogo – conclude il presidente di Demoskopika – perché la criminalità organizzata italiana può ottenere elevati guadagni da appalti e subappalti, vinti al ribasso, potendo disporre di un esercito di lavoratori a basso costo”. Sono stati ben 652.337 i migranti sbarcati sulle coste a “maggiore controllo” della criminalità organizzata italiana dal 2011 al 19 maggio 2017. In particolare, elaborando i dati dell’UNHCR, sono stati oltre 486 mila i migranti arrivati via mare in Sicilia, poco meno di 100 mila gli immigrati sbarcati sulle coste calabresi, circa 50 mila i flussi di migranti che hanno toccato le coste della Puglia e poco più di 18 mila, infine, i migranti approdati sulle coste campane. Un fenomeno crescente in maniera esponenziale soprattutto negli ultimi anni. Nel triennio 2014-2016, in particolare, si sono registrati quasi 610 mila sbarchi, pari all’80% del dato complessivo al netto dei primi mesi del 2017, a fronte dei 118 mila sbarchi monitorati nel triennio precedente (2011-2013), con un incremento più che rilevante pari a oltre 313 punti percentuali.
Gli oltre 650 mila migranti sbarcati sulle coste italiane, “a maggiore permeabilità criminale autoctona”, hanno portato direttamente nelle tasche di trafficanti di uomini senza scrupoli, appartenenti principalmente a gruppi criminali transnazionali, soprattutto di matrice etnica, oltre 3,9 miliardi di euro pari mediamente a circa 4,5 milioni di euro al giorno nell’arco temporale analizzato che va dal 2011 al 19 maggio 2017. Un introito illecito ottenuto moltiplicando il costo medio di 6 mila euro che ciascun migrante è costretto a pagare per poter lasciare il proprio paese d’origine nella speranza di realizzare il sogno di raggiungere un Paese che è l’investimento per suo il futuro sbarcando sulle coste italiane. Queste stime – si precisa nella nota scientifica di Demoskopika – sono calcolate, senza alcun dubbio, per difetto, poiché riguardano solo il numero di migranti sbarcati e intercettati sulle coste italiane, non prendendo in considerazione sia le migliaia di migranti che riescono a raggiungere l’Italia sfuggendo ai controlli delle forze dell’ordine e sia le vittime che non riescono ad arrivare in Italia. Analizzando il giro d’affari per “area a maggiore controllo” della criminalità organizzata italiana, emerge che i guadagni illeciti incassati dai trafficanti raggiungono complessivamente oltre 3.914 milioni di euro: 2.918 milioni di euro per gli sbarchi in Sicilia, 594 milioni di euro per i migranti approdati nelle coste della Calabria, 293 milioni in Puglia e, infine, 109 milioni in Campania.

“Una soluzione unica, miracolosa sul dramma dei migranti non c’è!”. Lo ha detto Emma Bonino, ai microfoni di ‘Manuale d’Europa’, Radio 1 Rai. “Ma è indubbio – ha osservato – che la carestia scoppiata in Sud Sudan, il colera in Yemen aggravano la situazione. Puoi bloccarli in Niger, ma intanto i trafficanti stanno cercando altre strade in Ciad e in Egitto. Li possiamo ‘tappare’ in Africa, forse, ma non e’ detto”.
Bonino pensa che l’Europa vecchia “demograficamente parlando, debba attrezzarsi per una integrazione rigorosa”. Ha aggiunto: “Va detto che gli Stati membri hanno sempre voluto che sia la difesa delle frontiere esterne che il problema dell’immigrazione fossero gestiti a livello nazionale. E’ inutile che adesso si appellino all’Europa, è troppo tardi”.

“Ci sono le prove dei contatti tra gli scafisti e i soccorritori delle Ong. E’ una certezza, e non lo dicono solo Salvini e la Lega tutta ma un procuratore della Repubblica. E di fronte a una delle più grandi emergenze degli ultimi decenni che il nostro Paese sta affrontando, è imbarazzante vedere che un magistrato debba tirare le orecchie alla classe dirigente che ci governa, inchiodandola alle proprie responsabilità politiche”. Così il deputato Alessandro Pagano della Lega-Noi con Salvini. Ci sono molte navi battenti bandiera tedesca, norvegese e maltese sulle quali c’è un’ampia zona grigia. Oggi leggiamo che tutti si interrogano, pure i finti tonti Renzi e Grillo, politici e giornalisti in passato appiattiti sulle politiche delle porte aperte, sul perché sono lì queste Ong, chi li finanzia, quali contatti hanno con i trafficanti di essere umani. Dietro queste organizzazioni pseudo umanitarie e massoniche, il nome del miliardario americano Soros riecheggia sempre di più. Ma al di là degli aspetti prettamente giudiziari – si chiede Pagano – cosa aspetta il governo Gentiloni a intervenire? L’appello non tanto velato del pm Zuccaro a fare presto, considerato l’arrivo di almeno 300 mila nuovi clandestini nel 2017, va raccolto immediatamente. Cosa aspetta Gentiloni a parlarne con la Merkel? Il commissario Ue Mogherini che fa, prende le difese delle Ong insieme alla Boldrini? Perché non chiediamo spiegazioni agli ambasciatori dei paesi interessati? Gentiloni ponga il tema su ruolo ambiguo delle Ong all’ordine del giorno del prossimo G7 a Taormina. Se il governo a guida Pd non batte un colpo sul piano politico avremo l’ulteriore conferma della loro complicità all’invasione di clandestini. Del resto – conclude Pagano – andrebbe chiarito bene qual è in merito l’indirizzo politico del nostro Ministero dei Trasporti”.

La forza europea EunavforMed, impegnata nella missione anti-scafisti ‘Sophia’, e le autorità militari del governo Serraj hanno siglato un accordo per l’addestramento della Guardia costiera e della Marina libiche. E’ un altro compito che il Consiglio dell’Unione Europea ha aggiunto all’operazione ‘Sophia’, dopo che è stato deciso di estendere il mandato della missione. Il ‘Memorandum of understanding’ è stato firmato dal comandante dell’operazione Sophia, ammiraglio Enrico Credendino, e dal commodoro Abdalh Toumia, comandante della Guardia Costiera libica. Il programma dell’addestramento coinvolge altri organismi, come la missione Eubam Libia, Frontex e Nazioni Unite.

E’ giunta l’ora di isolare politicamente Matteo Salvini e di abbandonarlo alla sua deriva estremistica. Le oltraggiose parole pronunciate dal leader leghista contro il Capo dello Stato Mattarella ‘amico degli scafisti’, lo qualificano per quello che e’: un populista da taverna che fomenta l’odio razziale e le divisioni. Il presidente della Repubblica si era reso colpevole, al Meeting di Rimini, delle seguenti parole ‘non dobbiamo costruire muri, ci vuole umanita’ verso chi e’ perseguitato, accoglienza verso chi ha bisogno e insieme sicurezza e rispetto delle leggi da parte di chi arriva’. Parole di umanita’, che non concedono certo deroghe alla vergognosa tratta degli umani e che spingono invece all’integrazione e al rispetto della persona. Ma Salvini non puo’ accettarle, teso com’e’ a difendere il suo bacino di voti racimolato sull’odio e sulla intolleranza. Ora ha toccato il fondo. Conventio ad excludendum contro Salvini, da parte di tutte le altre forze politiche. E’ ormai una necessita’ politica e una priorita’ della decenza.