Scelta Civica

“Quando Salvini parla di Scelta Civica di Monti crediamo che il primo a dolersene sia proprio Monti, che l’ha lasciata nel 2013 e mai ha speso una parola per una comunita’ politica che dal 2015 e’ guidata dal segretario Enrico Zanetti, le cui battaglie su banche e fisco contro l’establishment sono ben note”. Lo ricorda una nota del partito in cui si osserva anche che “la polemica evidentemente non e’ su Scelta Civica, ma su un progetto piu’ ampio che, anche grazie a Scelta Civica, sta partendo e rafforzera’ in modo significativo l’area moderata del centrodestra”.

“Salvini gioca ad ‘asso piglia tutto’: oggi esulta per il successo del referendum sull’autonomia di Lombardia e Veneto, poi pero’ va in Sicilia a parlare dell’importanza del Sud e in caso di vittoria di Musumeci salira’ sul carro del vincitore”. Lo afferma Mariano Rabino, deputato e presidente di Scelta Civica, che aggiunge: “Non si capisce bene se la Lega Nord intenda rimanere quel partito favorevole al federalismo e all’indipendenza della Padania, o sia in atto un processo di cambiamento che porterebbe alla nazionalizzazione del Carroccio. Sta di fatto che in entrambe le situazioni Salvini si troverebbe in una totale situazione di incoerenza. La politica e’ caratterizzata da idee e trasparenza, l’obiettivo non e’ aumentare il numero di militanti sparando ‘balle’ populiste che cambiano in base al fine elettorale, ma bisogna credere in precisi valori e perseguirli fino in fondo”.

Per il segretario di Scelta Civica, Enrico Zanetti, il governo presieduto da Paolo Gentiloni avrebbe dovuto essere “una fase di transizione rapidissima giusto per fare una legge elettorale, anche perche’ “la manovra finanziaria e’ opportuno venga varata da un governo all’inizio del suo mandato e non alla fine”. Tuttavia, secondo il numero uno degli ex-montiani “e’ ormai difficile che le cose vadano cosi'”. Intanto, quindi, l’impegno “delle prossime settimane e dei prossimi mesi” e’ tutto finalizzato a “dare vita ad alleanza liberal democratici che in Europa e’ baricentro di tutti i movimenti europeisti”. L’obiettivo dell’ex viceministro e’ quello di “unire tutte quelle esperienze liberali, repubblicane, radicali e riformiste che si sono perse nel periodo del bipolarismo”. Per vedere come strutturare le alleanze alle prossime politica, pero’ c’e’ da aspettare “la legge elettorale e i programmi”, in modo da capire con “quali famiglie europee ed europeiste dialogare, lontani da ogni sovranismo”.

“Non basta solo una legge elettorale omogenea per avere un governo stabile, ma occorrono anche idee chiare sulla direzione da prendere in caso di vittoria. I partiti dovrebbero riflettere e intendersi sulle decisioni che andranno prese per il bene dell’Italia e in particolare del Sud”. Lo afferma Angelo D’Agostino, deputato e vice presidente nazionale di Scelta Civica. “Non sono del tutto convinto- prosegue il parlamentare- del fatto che i cittadini vogliano le elezioni anticipate a tutti i costi; sono sicuro, invece, del fatto che prima di votare vogliono conoscere i programmi di governo, soprattutto su come superare la stagnazione nella quale l’Italia si trova ormai da troppo tempo. Il popolo meridionale, in particolare, vorrebbe conoscere le proposte per risollevare le sorti dell’economia del Sud e ridurre il divario che la separa dal resto del Paese”, chiude D’Agostino.

‘Idee liberali e popolari per il governo delle citta’ e dell’Italia’ e’ il titolo della conferenza programmatica organizzata dalla rete delle liste civiche dei Cittadini per l’Italia, che si terra’ oggi, sabato 4 febbraio, alle 10.30 a Roma al Teatro de’ Servi. Introduce i lavori Mino Dinoi, responsabile nazionale enti locali di Scelta Civica. Dopo la relazione di Minoi interverranno Valentina Vezzali ed Enrico Zanetti, segretario politico di Scelta Civica.

L’assemblea dei parlamentari di Ala e Scelta Civica e dei componenti dei rispettivi comitati direttivi ha deliberato il cambiamento della denominazione dei gruppi parlamentari di in ”Ala – Scelta Civica per la costituente liberale e popolare” sia alla Camera che al Senato. “Nel corso della riunione -si legge in un comunicato- dopo un ampio e articolato dibattito politico, è emerso l’auspicio di una maggiore prudenza da parte di tutte le forze politiche rispetto a roboanti dichiarazioni su scadenze elettorali in un contesto in cui manca a tutt’oggi una legge elettorale organica capace di assicurare nella prossima legislatura quella governabilità e stabilità che serve al Paese, e che questa legislatura non avrebbe sin qui avuto senza il nostro contributo”. “In ogni caso, l’assemblea ha ribadito di riporre piena fiducia nell’operato e nella saggezza del Presidente della Repubblica soprattutto in questo delicato momento della vita politica del Paese”, conclude la nota di Ala-Sc.

La proposta é davvero coraggiosa se non azzardata, considerato che l’antipolitica che regna nel nostro Paese e la sfiducia degli elettori nei confronti della politica. Marco Marcolin, deputato di Scelta Civica, ha le idee chiare riguardo le modalita’ di lavoro sui costi della politica: tagliare l’indennita’ dei parlamentari? No, raddoppiarla. Il deputato, di area zanettiana, ospite di Un Giorno da Pecora, su Radio1, ha spiegato la sua idea sul dibattito di momento: “ieri non ho votato per il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari, ma ho fatto un’altra provocazione”. Quale? “Raddoppiare l’indennita’”. Da 10mila a 20mila euro al mese? “Si, esatto”. Ma che senso ha? “E’ una provocazione, tanto facciamo a chi la spara piu’ grossa, allora dico aboliamo il Parlamento. Cosi’ non ci sono piu’ deputati, senatori etc, per creare qualcosa di nuovo”.

Il segretario di Scelta Civica, viceministro dell’Economia, Enrico Zanetti, ha lasciato il gruppo per iscriversi al Misto. È quanto si apprende da fonti parlamentari. Insieme a lui anche i deputati Mariano Rabino, Giulio Cesare Sottanelli e Angelo Antonio D ‘Agostino. “Il rapporto partito-gruppo si stava ormai deteriorando progressivamente. La situazione era diventata insostenibile. A questo punto, era giusto fare chiarezza”. Enrico Zanetti spiega all’Adnkronos le ragioni dell’addio al gruppo di Scelta civica insieme ad altri 3 deputati. Dopo l’adesione al Misto, il viceministro dell’Economia “ha lanciato la costituzione di un nuovo gruppo denominato Scelta civica-verso cittadini per l’Italia”. La prospettiva è andare oltre Sc, dunque, e iniziare ”un altro percorso politico”, che porterà alla “creazione un soggetto di area liberal-democratica con chi ci sta”. Zanetti conferma il ”sostegno al governo Renzi e alle sue riforme”, ma è pronto a portarsi via il simbolo di quel che rimane di Sc e strizza l’occhio soprattutto ai verdiniani: ”Ho lanciato questo gruppo al quale si stanno iscrivendo sia parlamentari provenienti dalla stessa Sc, sia singoli appartenenti ad altre realtà, come l’area ex Pdl e quella ex Lega”. ”Nei prossimi giorni faremo il punto della situazione”, assicura il viceministro, che aggiunge: ”Al Congresso convocato da Sc il prossimo settembre si aprirà il confronto interno. Noi siamo per il superamento di Sc e mi auguro che sul nostro progetto politico ci siano convergenze le più ampie possibili, sia dentro che fuori il Parlamento”. Zanetti guarda in futuro ad Ala: ”non c’è nessun tipo di preclusione a chi è disposto a entrare in un processo politico, c’è, invece, preclusione assoluta a logiche di fusione meramente parlamentare tali da far nascere gruppi Sc-Ala: a questo non siamo mai stati interessati”.