scrittura

E’ vero gli studenti universitari scrivono male, vanno avanti per parole chiave, faticano a mettere insieme un periodo articolato, la costruzione della frase e’ elementare e i vocaboli scarsi ma “non stracciamoci le vesti”. il rettore di Roma Tre, Mario Panizza commenta cosi’ l’iniziativa dei 600 docenti universitari che hanno rivolto un grido d’allarme al Governo e al Parlamento. Per il rettore : “Esiste un reale impoverimento della lingua usata dai nostri studenti forse dovuta realmente alla frequentazione dei social e all’uso dilagante degli sms. I periodi usati sono secchi, il costrutto manca, quando si devono addentrare in una frase piu’ articolata sbagliano”. Panizza comunque è ottimista e aggiunge: “Di contro c’e’ una grande nuova attenzione alla lingua italiana, specialmente all’estero dove in molti e sempre di piu’ sono gli interessati ad apprenderla”. Continua il rettore: “E’ importante che gli insegnanti, di qualsiasi disciplina, pretendano relazioni e componimenti scritti bene – non solo chi insegna Dante. E questo non puo’ che aiutare a migliorare l’uso dell’italiano da parte dei giovani”.