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“La sinistra sta perdendo la sfida delle parole. Negli anni 90 ha usato le parole seppure piu’ sbiadite della destra. Ma oggi c’e’ un rischio ancora piu’ grande: inseguire le nuove formule della destra. Dei populisti. Ogni volta che diventiamo la copia sbiadita dell’originale, e’ l’originale a prevalere”. Lo dice Andrea Orlando dal palco della convenzione Pd. “I populisti sono dei fascisti 4.0. In questo tempo di turbolenze, le proposte dei populisti, che sono fascisti 4.0 distruggeranno la speranza di un cambiamento che non e’ la ricerca di capri espiatori”.

Quello di Renzi “è un modello di partito e di leadership che poteva ancora reggere se avesse fatto i conti con il risultato del referendum, dopo il referendum non si poteva e non si doveva far finta di niente, invece, si è cercato di farlo”. Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando, a Bologna per presentare le proposte della sua mozione sulla povertà, alla Confraternita della Misericordia. “A questo punto – aggiunge Orlando -, credo che si sia compromessa una potenzialità perché io ho sempre pensato che Renzi fosse una personalità importante del Pd e che avesse una particolare energia anche nel condurre la battaglia politica. Penso che, dopo il referendum, il tentativo di rimozione del risultato renda molto più debole Renzi”.

E’ nata a Roma l’associazione Democraticisocialisti. L’associazione ha come obiettivo la creazione di un’area politica interna ed esterna al Pd per sostenere la proposta della “Rivoluzione socialista” avanzata in questi mesi da Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana e candidato alla segreteria del Partito Democratico, in vista del prossimo congresso. L’assemblea ha visto la partecipazione di un centinaio di delegati provenienti da tutte le regioni del paese. Presidente di “Democraticisocialisti” e’ il giornalista Peppino Caldarola. Per il prossimo 28 gennaio, l’associazione promuovera’ a Roma un’assemblea nazionale per individuare idee per un Pd rinnovato con radici sociali e identita’ piu’ forti di quelle attuali. La proposta di Rossi riscontra, intanto, un interesse crescente. A testimoniarlo, si legge in una nota, un nuovo sondaggio che indica il presidente della Regione Toscana come la figura maggiormente in grado di rappresentare un’alternativa alla segreteria del Partito Democratico oggi in carica. “Dovremmo convocare il congresso, c’e’ bisogno di discutere” ha Rossi durante il suo intervento all’Assemblea Nazionale del Pd, nel corso del quale ha giudicato negativamente la relazione del segretario Matteo Renzi. “Non mi ha soddisfatto, non la condivido” ha spiegato Rossi: “Mi pare contenga un elemento di chiusura sul si’ che trovo pericoloso per le nostre prospettive”. Secondo il presidente della Toscana, dopo la vittoria del no, il Partito deve ripartire dall’apertura di un tavolo con le forze sociali e “li’ vada sminata la questione del Jobs Act”. Per Rossi, “Noi abbiamo bisogno di presentarci alla prossima campagna elettorale con un patto sociale per lo sviluppo del Paese e i protagonisti di un patto sociale sono le forze sociali”. “C’e’ bisogno – ha concluso – di un profilo politico-culturale diverso e piu’ netto ispirato agli ideali dell’umanesimo socialista e cristiano”.