Senato

Il governo ha incassato la fiducia del Senato con 146 si’, 113 no e nessuno astenuto sul ddl concorrenza. Il via libera e’ arrivato sul testo tornato con modifiche dalla Camera ed è dunque definitivo.
“Dopo un iter travagliato di quasi tre anni è un importante segnale di serietà per il Paese. La legge introduce significative novità in tema di assicurazioni, professioni, energia, comunicazioni, ambiente, trasporti, turismo, poste, banche e farmacie con l’obiettivo di stimolare la crescita e la produttività e consentire ai consumatori di avere accesso a beni e servizi a minor costo”. Lo ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda dopo l’approvazione della Legge per la concorrenza. “Il MISE – ha aggiunto – è fin d’ora al lavoro per definire nei tempi più brevi possibili tutti i decreti attuativi necessari per la piena efficacia della legge. Nel futuro occorrerà comunque ragionare sull’opportunità di procedere con un approccio settoriale eventualmente mediante decreti legge elaborati tenendo conto delle indicazioni dell’Antitrust”.

“Abbiamo votato alla Camera la settimana scorsa. Abbiamo approvato il taglio dei vitalizzi. Il Pd ha chiesto di rimandare in senato a dopo le vacanze. Mi puzza, non vorrei che si mettano d’accordo”. Lo ha detto, il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, a proposito della decisione del Pd di rinviare in Senato l’approvazione della legge sui vitalizi a dopo le vacanze.

“Forza Italia ribadisce la posizione espressa in tutte le opportune sedi parlamentari: si faccia al piu’ presto una legge che funzioni e che sia applicabile a tutela degli organi dei crimini in famiglia”. Lo ha sottolineato Paolo Romani, presidente dei senatori di Fi, aggiungendo che “Forza Italia e’ indiscutibilmente a favore del rapido varo di un provvedimento che tuteli gli orfani dei crimini domestici: nessun rallentamento dunque in Commissione Giustizia al Senato, dove la mancata assegnazione in deliberante non dipende da un contrasto sui contenuti e obiettivi della norma, quanto dalla necessita’ di superare e correggere alcuni errori materiali del testo proprio al fine di una rapida approvazione”.

Pietro Grasso non si candiderà alla presidenza della Regione siciliana. La decisione è stata annunciata in una nota dopo un ‘lungo colloquio’ del presidente del Senato con il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, sulla “proposta giunta dagli organismi regionali e nazionali del Partito Democratico di candidarsi a Presidente della Regione alle prossime elezioni”.
Nel corso dell’incontro sono state affrontate tutte le implicazioni politiche e istituzionali di tale scelta, soprattutto “in relazione al delicato momento della Legislatura e ai prossimi impegni del Senato della Repubblica su temi importanti per il Paese quali ad esempio la Legge elettorale e la Legge di Bilancio”, riferisce la nota. “Dopo una lunga riflessione il presidente Grasso e il sindaco Orlando hanno quindi convenuto, stante le condizioni attuali, sulla impossibilità di proseguire sull’ipotesi di candidatura proposta dal Pd”. Ha detto Grasso: “Il mio impegno e il mio amore per la Sicilia non smetterà di esprimersi in ogni forma e in ogni sede anche nazionale, ma i miei doveri istituzionali attuali mi impongono di svolgere, finché necessario, il mio ruolo di presidente del Senato”.

Le piacerebbe fare il presidente della Repubblica? “Da servitore dello Stato, quando mi chiamano a fare qualsiasi cosa, io sono disponibile”, risponde il presidente del senato Pietro Grasso a Un giorno da pecora. Magari la prossima volta? “Bisogna vedere tra quanto tempo, perche’ io ho gia’ una certa eta’…”, risponde il presidente del Senato.

“Non consentiremo di trasformare l’indagine conoscitiva sulle ONG promossa dalla Commissione Difesa del Senato in un tribunale politico, usato spregiudicatamente da diverse forze politiche per gettare discredito su chi ogni giorno salva vite umane da morte sicura in mare. Lega, Forza Italia e M5S paiono, infatti, aver gia’ emesso sentenze di condanna dell’operato delle ONG prima che la Commissione Difesa abbia concluso i suoi lavori e questo e’ francamente inaccettabile. Si lascino lavorare i magistrati senza contribuire a demonizzare l’attivita’ delle ONG che operano nelle acque internazionali davanti alla Libia: se poi si dovessero riscontrare responsabilita’ individuali o di singole organizzazioni la giustizia dovra’ fare esemplarmente e rapidamente il suo corso. Basta pero’ lanciare accuse infamanti in modo indiscriminato sulle ONG e continuare a criticare strumentalmente l’attivita’ dei nostri militari in quest’area”. Lo scrive in una nota il vicecapogruppo di MDP al Senato, Federico Fornaro, della Commissione Difesa di Palazzo Madama.

“Mi auguro che tutto il centrodestra vorra’ disporsi rispetto alle ipotesi normative sul cosiddetto Biotestamento in termini coerenti con le proprie esperienze e con i propri principi”. Lo dichiara in una nota il Presidente della Commissione lavoro del Senato Maurizio Sacconi. “Cio’ significa innanzitutto, data una condizione di incoscienza del malato, separare lo stato terminale da quello di gravi invalidi che possono vivere a lungo – sostiene Sacconi – La rinuncia anticipata all’accanimento terapeutico nel primo caso aiutera’ medico e familiari a decidere. Nel secondo caso la disabilita’, anche gravissima, non puo’ condurre a soluzioni eutanasiche. La legge in esame non affronta invece il caso di persone coscienti che, come e’ noto, possono sempre negare il proprio consenso informato alle terapie. I temi antropologici sono la base di ogni progetto politico. E nessuno potra’ proporsi come promotore della vitalita’ della nazione se non dimostrera’ di possedere il senso della vita”.

L’Aula del Senato ospitera’ lunedi’ 27 marzo, a partire dalle ore 17 e in diretta su Rai 3, la cerimonia di inaugurazione delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Francesco De Sanctis (1817-2017). In apertura, l’Orchestra del Festival Puccini e il Mezzosoprano Laura Brioli, diretti dal Maestro Alberto Veronesi, eseguiranno i Wesendonck-Lieder di Richard Wagner. La cerimonia proseguira’ con gli interventi del Presidente del Senato, Pietro Grasso, del Presidente Emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, della Ministra dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca, Valeria Fedeli, e del Presidente della Fondazione De Sanctis, Francesco De Sanctis. Il programma prevede poi gli interventi critici di Eugenio Scalfari e del critico letterario Giorgio Ficara. La conclusione e’ affidata alle letture dell’attore Fabrizio Bentivoglio. Storico della letteratura, scrittore e docente universitario, Francesco De Sanctis fu anche deputato e Ministro della Pubblica Istruzione nei governi guidati da Cavour e Ricasoli. La diretta televisiva sara’ curata da Rai Parlamento.

Augusto Minzolini conferma la decisione di presentare le dimissioni da senatore, nonostante il voto di ieri dell’Aula di Palazzo Madama e nonostante “non sia un atto dovuto. E’ evidente – spiega l’esponente di Forza Italia – che ieri e’ stato riaffermato che in ultima istanza e’ il Senato, un organo politico eletto, a valutare se in una inchiesta che riguarda un suo membro ci sia ‘fumus persecutionis’ che, di fatto, non rende giustizia e non da’ la possibilita’ a questo suo componente di essere giudicato come tutti i cittadini, secondo la regola che ‘la legge e’ uguale per tutti'”. Ieri, durante l’intervento in Aula, ricorda, “ho solo riportato la storia di quel che mi e’ accaduto, prima come privato cittadino, assolto in una vicenda giudiziaria e addirittura risarcito dei soldi che dovevo dare alla Rai, e poi da uomo politico” quando “mi sono ritrovato ad avere a che fare con un magistrato, che aveva avuto una lunga esperienza politica, che ha ribaltato completamente la sentenza portandola da assoluzione a condanna”, senza che venisse “riaperta una istruttoria e senza nuove prove o testimonianze. Tutto questo mi ha lasciato perplesso”, perche’, sostiene ancora, “il nostro ordinamento si basa sul tema che un imputato e’ colpevole al di la’ di ogni ragionevole dubbio”. “Puo’ lasciare perplessi – ribadisce infine Minzolini – il fatto che ci siano stati due giudici che mi hanno assolto e che poi un giudice con un passato politico non solo mi ha condannato ma ha anche aumentato la pena rispetto a quanto chiedeva la pubblica accusa”.

“Rispetto il voto del Senato, che pure mi ha addolorato”. Lo ha detto Michele Emiliano, candidato alla segreteria del Pd, rispondendo a Montecitorio ai giornalisti che gli hanno chiesto un commento con cui il Senato ha deciso di non dichiarare ai sensi della legge Severino la decadenza dell’ex direttore del Tg1 Rai Augusto Minzolini, oggi senatore di Forza Italia. “Non mi permetto di giudicare il Parlamento. Nè voglio commentare l’attualità politica, io sono un’altra cosa”, ha aggiunto il governatore della Puglia.