Sergio Mattarella

E’ giunta l’ora di isolare politicamente Matteo Salvini e di abbandonarlo alla sua deriva estremistica. Le oltraggiose parole pronunciate dal leader leghista contro il Capo dello Stato Mattarella ‘amico degli scafisti’, lo qualificano per quello che e’: un populista da taverna che fomenta l’odio razziale e le divisioni. Il presidente della Repubblica si era reso colpevole, al Meeting di Rimini, delle seguenti parole ‘non dobbiamo costruire muri, ci vuole umanita’ verso chi e’ perseguitato, accoglienza verso chi ha bisogno e insieme sicurezza e rispetto delle leggi da parte di chi arriva’. Parole di umanita’, che non concedono certo deroghe alla vergognosa tratta degli umani e che spingono invece all’integrazione e al rispetto della persona. Ma Salvini non puo’ accettarle, teso com’e’ a difendere il suo bacino di voti racimolato sull’odio e sulla intolleranza. Ora ha toccato il fondo. Conventio ad excludendum contro Salvini, da parte di tutte le altre forze politiche. E’ ormai una necessita’ politica e una priorita’ della decenza.

Parte domani, a Rimini, la 37^ edizione del ‘Meeting per l’amicizia tra i popoli’ dal titolo: ‘Tu sei un bene per me’. Verrà inaugurata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella che parteciperà ad un dibattito sui 70 anni della Repubblica. Il meeting durerà fino al 25 agosto. Domani interverrà ad un dibattito sulla Repubblica anche Luciano Violante, presidente emerito della Camera dei Deputati. Nella giornata del 20 agosto, l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, parlerà di sviluppo come risorsa, all’evento ‘Mappe: pezzi di guerra e vie di pace’, dialoghi a cura di Monica Maggioni, presidente Rai, mentre in serata si parlerà ancora dei 70 anni della Repubblica con Giuliano Amato, giudice della Corte costituzionale. Il 21 agosto, Agnese Moro, figlia di Aldo Moro, sarà impegnata in un dibattito sul delicato tema della ‘Giustizia oltre la pena’ mentre, lunedì 22, il ministro dell’Interno Angelino Alfano si confronterà sul futuro dell’Europa con Thomas de Maizière, ministro federale dell’Interno tedesco.

“In questo 2016 ricorrono l’ottantesimo anno dalla morte della scrittrice nuorese Grazia Deledda e il novantesimo anno dal conferimento, a lei, dell’unico Premio Nobel femminile delle lettere italiane. Grazia Deledda fu una donna forte e anticonformista, che non temeva i pregiudizi, autrice di una scrittura personale che affonda le sue radici nella conoscenza della tradizione e della cultura sarda”. Lo dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Questo intenso legame tra letteratura e territorio, da cui seppe tuttavia poi affrancarsi, attraversa la sua produzione secondo un modello di straordinaria potenza e capacita’ espressiva, dai toni intimamente lirici e autobiografici con personaggi spesso proiezioni di una vita sognata. Interprete del malessere esistenziale che segno’ la fine dell’Ottocento, Grazia Deledda e’ stata capace, per l’unicita’ della sua opera e l’alto valore morale dei suoi scritti, pur provenendo da un’area periferica del Paese, di entrare a pieno titolo a far parte dell’olimpo del panorama letterario mondiale. Nei suoi romanzi, l’influsso della narrativa verista imprime una svolta decisiva al suo stile, in cui i suoi personaggi, tormentati da profondi conflitti interiori, sono delineati con mano precisa”. Il presidente della Repubblica conclude: “Le sue opere rappresentano una pietra miliare nella storia della letteratura e la ristampa di molti dei suoi lavori conferma la continua attenzione alla sua opera che contribuisce a diffondere la nostra cultura in Italia e all’estero, rappresentando un modello di indubbia valenza per le nuove generazioni”.