sfida

La politica di Donald Trump “la voglio prendere come una grande sfida positiva per l’Europa, un obbligo per l’Europa a diventare adulta, senza piu’ il sostegno americano. Siamo costretti a diventare grandi e questo per me e’ una sfida positiva”. Ne e’ convinto l’ex presidente del Consiglio Enrico Letta, oggi a Milano per un incontro allo Iulm. “La politica di Trump e’ una svolta notevole e la discontinuita’ e’ data dal fatto che lui ha detto ai suoi elettori che sara’ il loro presidente – osserva Letta – Lui non ha detto che fara’ il presidente di tutti gli americani ma solo di quelli che lo hanno eletto. Questo e’ un concetto che trasforma la qualita’ della democrazia. Non e’ un caso che nella nostra Costituzione stia scritto che ogni partito parlamentare, e a maggior ragione il presidente, rappresenta l’intero della nazione e non solo quelli che lo hanno eletto. Secondo me questo e’ un concetto chiave. Per la democrazia rappresentativa tu non rappresenti solo chi ti vota. Questo e’ un passaggio che modifica molti degli elementi della democrazia e ne vedremo delle belle”.

“Le migrazioni non sono un pericolo”. Con queste parole Papa Francesco ha voluto replicare oggi a quanti dicono di voler difendere “l’identita’ cristiana dell’Europa e hanno paura che se arriva gente di altra cultura perdiamo l’identita’ europea”. “L’Europa e’ stata fatta di invasioni, migrazioni ed e’ stata fatta artigianalmente, cosi’. Le migrazioni non sono un pericolo sono una sfida per crescere”, ha insistito Francesco che ha aggiunto: “e’ importante il problema dei migranti pensarlo bene oggi che c’e’ un fenomeno cosi’ forte: pensiamo ad Africa e Medio Oriente rispetto all’Europa. Dirlo non e’ far politica di parte: c’e’ la guerra e fuggono dalla guerra, c’e’ la fame e fuggono dalla fame. Ma quale sarebbe la soluzione ideale? Che non ci siano fame e guerra. Che ci sia la pace e che si facciano investimenti in quei posti perche’ si abbiano risorse per lavorare e guadagnarsi la vita. Ma attenzione: c’e’ una cultura che li fa soffrire, e’ il fatto di essere gente sfruttata. Noi in generale andiamo la’ per sfruttarli. Un premier africano mi ha detto l’anno scorso che il suo primo impegno e’ la riforestazione del paese perche’ le multinazionali erano andate li’ e sfruttato. Non sfruttare. Non facciamo i potenti che vanno a sfruttare. Hanno fame perche’ non hanno lavoro e non hanno lavoro perche’ siamo andati a sfruttarli”. Per questo partono, diventano migranti ma, ha continuato Francesco, “anche qui sono sfruttati dagli sfruttatori dei barconi, da quel che ha fatto del Mediterraneo un cimitero: il ‘mare nostrum’ oggi e’ un cimitero. Pensiamo a questo quando siamo da soli, come se fosse una preghiera”.