Shoah

Tre documenti per non dimenticare cosa è stata la Shoah, la più grande tragedia del XX secolo, saranno proposti da “La Grande storia” – con gli interventi di Paolo Mieli – in onda lunedì 30 gennaio, alle 23.10, suRai3. L’inizio è affidato alle immagini della liberazione di Auschwitz, girate dai cineoperatori dell’Armata Rossa, che testimoniano il male assoluto. Si parlerà poi di scienza, o sarebbe meglio dire pseudoscienza, rappresentata dallo spietato medico di Auschwitz Joseph Mengele, i suoi folli esperimenti, la sua ‘ossessione’ per i gemelli. Infine, il primo piano sulla pervasiva propaganda nazista, raccontata attraverso la figura di Julius Streicher, propugnatore delle tesi antisemite, attraverso la sua rivista “Der Sturmer”.

“Alla costruzione di Auschwitz non si arrivo’ per caso. Esso fu il frutto perverso ma del tutto coerente di teorie razziste e dell’antisemitismo”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella durante la cerimonia al Quirinale per la celebrazione del Giorno della Memoria. “Questi fenomeni erano gia’ tristemente presenti nella storia d’Europa – ha detto il capo dello Stato – ma mai, prima dell’avvento di Hitler al potere, avevano assunto dimensioni cosi’ vaste e drammatiche”. Ed ha continuato: “La giornata della Memoria, allora, non ci impone soltanto di ricordare, doverosamente, le tante vittime innocenti di una stagione lugubre e nefasta . Ma impegna a contrastare, oggi, ogni seme e ogni accenno di derive che ne provochino l’oblio o addirittura ne facciano temere la ripetizione. Auschwitz, oggi, e’ diventato un monumento contro l’orrore nazista. Ma e’, e deve essere, anche la testimonianza, presente e consapevole, di quali sciagure sia capace di compiere l’uomo quando abbandona la strada della convivenza e della solidarieta’ e imbocca la strada dell’odio”. Il presidente ha voluto ricordare anche i soldati italiani. “Nel Giorno della Memoria ricordiamo anche i 650.000 militari italiani deportati nei campi tedeschi, perche’ dopo l’8 settembre si rifiutarono di servire Hitler”.

Addio a Elie Wiesel. E’ morto nella sua casa di Manhattan. Aveva 87 anni. Nobel per la Pace nel 1986, era sopravvissuto alla Shoah, che raccontò in conferenze, lavori teatrali e in 57 libri. Il suo nome venne conosciuto nel 1960 in tutto il mondo con la traduzione in inglese della sua biografia “Notte”.