Sigfrido Ranucci

“Sarebbe gravissimo. Report non e’ di Sigfrido Ranucci, e’ dei cittadini che pagano il canone. Ci tirano per la giacchetta di qua e di la’, a seconda di dove tira il vento della politica”. Lo ha affermato l’autore-conduttore di Report Sigfrido Ranucci, commentando le indiscrezioni sul possibile stop della Rai alla trasmissione di inchieste di Raitre da lui ereditata da Milena Gabanelli, a seguito dell’ispezione avviata per la bufera scaturita dal servizio sui rischi del vaccino contro il papilloma virus e la querela ricevuta da Roberto Benigni per il servizio sui suoi studi cinematografici a Papigno. Su Benigni, Ranucci, intervistato da Repubblica, è lapidario. “Mi ha sorpreso. Non abbiamo mai detto che ha usufruito di finanziamenti pubblici per ristrutturare gli studi di Papigno. Abbiamo tutte le carte”. Quanto ai vaccini, “Io -afferma il giornalista di Report- ho fatto vaccinare mia figlia. Ma vogliamo parlare anche delle controindicazioni?. La cosa peggiore e’ non dare tutte le informazioni. C’erano dati che non collimavano e noi abbiamo cercato di capire perche´. Nessuno ha mai messo in discussione l’utilita’ dei vaccini, anzi, all’inizio della puntata ho detto esattamente il contrario. Chi ci accusa di questo non ha visto la trasmissione. Vogliamo registrare anche le reazioni di chi si e’ vaccinato ed e’ rimasto inchiodato sulla poltrona?». “La diffidenza – denuncia Ranucci- aumenta quando sei poco trasparente e fai la lotta alla corruzione. La confusione vera e’ sui dati dei decessi, sulle persone che si ammalano dopo la vaccinazione. Abbiamo fatto luce su come funziona la farmaco-vigilanza: entro 36 ore le eventuali reazioni avverse ai vaccini vanno segnalate, ma non sempre accade. Non ce lo siamo inventato noi: abbiamo raccolto le testimonianze. Vogliamo riflettere sui numeri? Abbiamo ripercorso tutta la vicen-da, abbiamo dato la parola a persone che non erano riuscite a segnalare la loro reazione avversa. Saranno anche pochi casi, ma per questo devono essere abbandonati? Credo di no. Il servizio pubblico deve seguirli”.

Lunga vita a Report e al giornalismo d’inchiesta che incarna. Innegabili negli anni i successi della trasmissione, prima sotto la guida di Milena Gabanelli e oggi con la conduzione di Sigfrido Ranucci. Ma l’eguale spazio e dignità offerta, nell’ultima puntata, alle due tesi, l’una a favore e l’altra contro le vaccinazioni per il papilloma virus, é un autogol, non fosse altro che per il fatto che la scienza e le sue argomentazioni dimostrabili e dimostrate, sta da una parte e non dall’altra. Il giornalismo d’inchiesta é un bene primario e irrinunciabile della democrazia, ma le tesi precostituite e l’autorefenzialità sono suoi nemici che stanno dietro l’angolo.