“Ennesimo flop del governo in materia di giochi; un flop tutt’altro che casuale se si pensa al tentato blitz dell’ultimo giorno prima delle vacanze. E’ inutile, questo governo affronta il tema dell’azzardo a partire dal proprio tornaconto, che in gran parte finisce col coincidere con il tornaconto dei grandi concessionari. Non si arriva a 96 miliardi ed oltre… senza guadagnarci un po’ tutti: concessionari e gestori da un lato, ma anche il governo con il suo prelievo fiscale sempre piu’ corposo e consistente. Evidentemente con il gioco non si gioca, se questa diventa una delle attivita’ piu’ redditizie di una lobby potente a cui il governo assicura il suo appoggio. Perdono solo i giocatori, le loro famiglie e quella visione della politica che in un welfare di nuova concezione la sua forza e il suo stimolo principale. Ridicolo aiutare le persone dopo averle ridotte sul lastrico; drammatico speculare su vizi e debolezze della gente per consegnarli agli strozzini”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti, UDC. “Il 26 giugno del 2014, ossia oltre tre anni fa- racconta Binettti la commissione affari sociali approva all’unanimita’ un disegno di legge che affronta il problema gioco in chiave di prevenzione e di cura; dice no alla pubblicita’ selvaggia, ribadisce l’obbligo di curare i malati di gioco d’azzardo, istituisce un osservatorio, e finanzia tutto cio’ con i proventi stessi delle tasse intascate dal governo proprio con i giochi. Nessuna legge potrebbe vantare un finanziamento piu’ sicuro e dovuto. Ma il governo rifiuta l’approccio di tipo sociale e ostenta una vistosa simpatia per l’approccio che nasce in chiave economico-fiscale. Unico obiettivo da tutelare: il gettito fiscale non puo’ diminuire, anzi deve crescere ulteriormente. Mercoledi’ scorso, dopo estenuanti richieste, in commissione sociale si torna a parlare di giochi, ma immediatamente arrivano nuovo distinguo e nuove sottigliezze con il prevedibile di affossare per l’ennesima volta cio’ che una vastissima parte dell’opinione pubblica chiede a gran voce da anni. Molte promesse in liberta’ fino all’ennesimo flop di ieri in conferenza stato-regioni. Tutto rimandato a settembre. Sul gioco non si gioca e nessuno puo’ mettere mano ad un viluppo di interessi che ormai sfiora i 100 miliardi: sic!!! Questo governo ha fallito in pieno i suoi obiettivi migliori anche in questo campo; ma noi non ci rassegneremo, piu’ passano i giorni pero’, piu’ si avvicina la chiusura della legislatura, per cui si puo’ solo nella prossima tornata elettorale. Anche su questo il governo sta giocando d’azzardo…”