slot machine

“Il gioco d’azzardo, specialmente quello facilmente accessibile delle sale slot e delle tabaccherie, è ormai un problema sociale a prescindere da ogni eventuale infiltrazione mafiosa o criminale. Il gioco d’azzardo, anche quando è legale, è un problema che deve trovare soluzioni efficaci. In Sicilia, come nel resto dell’Italia, fiumi di denaro vengono letteralmente bruciati dai consumatori nelle cosiddette ‘macchinette'”. A dirlo è Federconsumatori Sicilia, dopo il blitz antimafia che a Palermo ha portato all’esecuzione di 31 ordinanze di custodia cautelare. In Sicilia, la città capoluogo di provincia dove si gioca di più è Ragusa, con 874 euro pro capite, seguita da Caltanissetta (694 euro pro capite) e Catania (668 euro pro capite). “Complessivamente, nelle sole città capoluogo di provincia siciliane – spiegano da Federconsumatori – nel 2016 le macchinette legali hanno divorato 854 milioni di euro. Questo per quanto riguarda il gioco ufficiale, senza considerare le macchinette truccate che non avendo il collegamento all’Agenzia delle Entrate non sono tracciabili”.

“Ennesimo flop del governo in materia di giochi; un flop tutt’altro che casuale se si pensa al tentato blitz dell’ultimo giorno prima delle vacanze. E’ inutile, questo governo affronta il tema dell’azzardo a partire dal proprio tornaconto, che in gran parte finisce col coincidere con il tornaconto dei grandi concessionari. Non si arriva a 96 miliardi ed oltre… senza guadagnarci un po’ tutti: concessionari e gestori da un lato, ma anche il governo con il suo prelievo fiscale sempre piu’ corposo e consistente. Evidentemente con il gioco non si gioca, se questa diventa una delle attivita’ piu’ redditizie di una lobby potente a cui il governo assicura il suo appoggio. Perdono solo i giocatori, le loro famiglie e quella visione della politica che in un welfare di nuova concezione la sua forza e il suo stimolo principale. Ridicolo aiutare le persone dopo averle ridotte sul lastrico; drammatico speculare su vizi e debolezze della gente per consegnarli agli strozzini”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti, UDC. “Il 26 giugno del 2014, ossia oltre tre anni fa- racconta Binettti la commissione affari sociali approva all’unanimita’ un disegno di legge che affronta il problema gioco in chiave di prevenzione e di cura; dice no alla pubblicita’ selvaggia, ribadisce l’obbligo di curare i malati di gioco d’azzardo, istituisce un osservatorio, e finanzia tutto cio’ con i proventi stessi delle tasse intascate dal governo proprio con i giochi. Nessuna legge potrebbe vantare un finanziamento piu’ sicuro e dovuto. Ma il governo rifiuta l’approccio di tipo sociale e ostenta una vistosa simpatia per l’approccio che nasce in chiave economico-fiscale. Unico obiettivo da tutelare: il gettito fiscale non puo’ diminuire, anzi deve crescere ulteriormente. Mercoledi’ scorso, dopo estenuanti richieste, in commissione sociale si torna a parlare di giochi, ma immediatamente arrivano nuovo distinguo e nuove sottigliezze con il prevedibile di affossare per l’ennesima volta cio’ che una vastissima parte dell’opinione pubblica chiede a gran voce da anni. Molte promesse in liberta’ fino all’ennesimo flop di ieri in conferenza stato-regioni. Tutto rimandato a settembre. Sul gioco non si gioca e nessuno puo’ mettere mano ad un viluppo di interessi che ormai sfiora i 100 miliardi: sic!!! Questo governo ha fallito in pieno i suoi obiettivi migliori anche in questo campo; ma noi non ci rassegneremo, piu’ passano i giorni pero’, piu’ si avvicina la chiusura della legislatura, per cui si puo’ solo nella prossima tornata elettorale. Anche su questo il governo sta giocando d’azzardo…”

“Sul gioco d’azzardo stiamo per mettere a punto una misura per togliere le slot dalle tabaccherie ed esercizi commerciali”. A dirlo in un’intervista che comparira’ sul numero di Vita magazine in uscita venerdi’ 9 settembre, e’ il premier Matteo Renzi. Pesanti le pressioni di associazioni impegnate nel settore in direzione del governo, per contrastare la ludopatia, fenomeno di dipendenza dal gioco che in Italia fa segnare livelli preoccupanti. La presenza diffusa di slot machine in esercizi commerciali di varia tipologia rende molto piu’ facile per gli aspiranti giocatori, fare puntare. Il premier ora annuncia una delle misure predisposte dal governo per la prevenzione e il contrasto a questa grave forma di dipendenza che in Italia conta milioni di ‘vittime’