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Mark Zuckerberg ha annunciato su un post che le raccolte fondi su Facebook hanno superato il miliardo di dollari. La cifra è stata raggiunta a partire dal 2015, quando il social network  ha introdotto gli strumenti a disposizione di Ong, comunità e persone che necessitano di sostegno economico. Secondo quanto riporta l’Ansa, sono 20 milioni le persone che hanno donato o avviato raccolte sulla piattaforma attraverso le funzioni “Raccolte fondi” e “Fai una donazione”. Nel mondo del no profit sono invece 1 milione gli enti, in 19 paesi, che possono ricevere donazioni direttamente tramite Facebook.

“Non siamo nati per odiarci l’un l’altro”. Lo scrive il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, come riposta l’Ansa, a poche ore di distanza dal tweet record di Barack Obama, in cui l’ex presidente Usa ha citato Nelson Mandela (“Nessuno è nato odiando un’altra persona per il colore della sua pelle, le sue origini o la sua religione”). L’imprenditore in un post sul suo social network condanna i fatti di Charlottesville.
“E’ una vergogna dover ancora dire che i neo-nazisti e i suprematisti bianchi sbagliano, come se in qualche modo non fosse ovvio”, scrive Zuckerberg sottolineando che su Facebook “non c’è posto per l’odio”.
Facebook nei giorni scorsi ha scelto di rimuovere un post in cui si attaccava una vittima di Charlottersville. Il link a un articolo del sito Daily Stormer, condiviso 65mila volte sul social, è stato fatto sparire perché “viola gli standard della community”, ha spiegato la compagnia. Il testo, riferisce l’agenzia, continuerà a essere rimosso in automatico, a meno che non sia accompagnato da parole di condanna verso quell’articolo o quella pubblicazione, che è vicina a posizioni neonaziste.
   

“Siamo molto felici di apprendere che nella classifica dei ‘social’ vince il nostro vino che dimostra ancora una volta un grande appeal anche fra i più giovani, sempre nell’ottica di un consumo consapevole. Un dato che ci conferma gli ottimi risultati registrati in questa 51esima edizione”. E’ quanto dichiarato da Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti, che commenta così i risultati del monitoraggio dei big data realizzata da Gambero Rosso – Almawave durante i giorni della manifestazione che vedono il Chianti il vino più citato su Twitter, Facebook e Google+ raccogliendo il 9% di interesse su 42 mila conversazioni sul tema. “Negli ultimi anni il nostro Consorzio si è voluto rivolgere soprattutto ai giovani con una politica di rinnovamento nella comunicazione volta a sensibilizzare ad un consumo consapevole di un prodotto fresco e beverino che racconta una tradizione secolare che non smette di affascinare – aggiunge Busi – Prova ne è l’affluenza sempre maggiore di giovani che partecipano ogni anno alla nostra anteprima Chianti Lovers e l’interesse crescente verso un prodotto che fino a qualche anno fa era destinato ad un pubblico sicuramente più maturo”. “L’evoluzione degli strumenti di comunicazione nella società non possono che essere una grande opportunità che dobbiamo saper cogliere per continuare a crescere e far parlare della nostra storia in tutto il mondo”, conclude Busi.

E’ vero gli studenti universitari scrivono male, vanno avanti per parole chiave, faticano a mettere insieme un periodo articolato, la costruzione della frase e’ elementare e i vocaboli scarsi ma “non stracciamoci le vesti”. il rettore di Roma Tre, Mario Panizza commenta cosi’ l’iniziativa dei 600 docenti universitari che hanno rivolto un grido d’allarme al Governo e al Parlamento. Per il rettore : “Esiste un reale impoverimento della lingua usata dai nostri studenti forse dovuta realmente alla frequentazione dei social e all’uso dilagante degli sms. I periodi usati sono secchi, il costrutto manca, quando si devono addentrare in una frase piu’ articolata sbagliano”. Panizza comunque è ottimista e aggiunge: “Di contro c’e’ una grande nuova attenzione alla lingua italiana, specialmente all’estero dove in molti e sempre di piu’ sono gli interessati ad apprenderla”. Continua il rettore: “E’ importante che gli insegnanti, di qualsiasi disciplina, pretendano relazioni e componimenti scritti bene – non solo chi insegna Dante. E questo non puo’ che aiutare a migliorare l’uso dell’italiano da parte dei giovani”.