sottosegretario Giustizia

C’è una strumentalizzazione molto mediatica delle inchieste giudiziarie. I giornali ne parlano, cosa in parte comprensibile specie se le indagini si occupano di personaggi pubblici, ma il rischio è che i cittadini siano portati a pensare che la responsabilità penale sia stata già accertata”. Lo afferma Cosimo Ferri, sottosegretario alla Giustizia, in una intervista a Il Messaggero. “I giornalisti – prosegue – fanno il loro mestiere, è normale che parlino delle notizie che accadono. Molte volte, però, quelle stesse notizie finiscono per essere oggetto di diatribe di una parte politica contro l’ altra e le indagini sono conseguentemente usate per altri fini”. Per uscirne, riflette Ferri, “occorre una riflessione ampia da parte di tutti i soggetti in campo e innanzitutto sono fondamentali garantismo e massimo rispetto anche per chi è sotto indagine. Ma è necessario anche un cambiamento culturale forte, prevenendo gli stereotipi”. Questo vale per tutti, per la giustizia, per i cittadini e per i media. Ma credo anche che alcuni interventi concreti potrebbero aiutare. Ad esempio, quando gli indagati sono soggetti pubblici i processi devono essere ancor più veloci. Non perché i politici abbiano un canale privilegiato ma va rispettata l’ esigenza dei cittadini di sapere in tempi brevi se la persona di cui si discute debba essere assolta oppure no. I tempi hanno una rilevanza che può essere determinante e quindi credo che si debba lavorare a stringerli il più possibile. Nulla lascia più disorientata l’ opinione pubblica di un’ assoluzione giunta dopo molti anni”