Stati Uniti

Da oggi, al largo delle coste siciliane, si svolge la Dynamic Manta 2022 (Dyma 22) una delle più importanti e complesse esercitazioni antisommergibile della Nato. L’esercitazione, viene pianificata annualmente dal 2013. “Non è legata all’attuale situazione nell’Europa orientale”, viene specificato in una nota. La Dynamic Manta è un’esercitazione condotta annualmente dal Comando marittimo alleato della Nato e si svolge nel Mediterraneo centrale, lungo le coste orientali della Sicilia. È mirata principalmente all’addestramento e alla condotta delle operazioni di difesa anti-sommergibile (Anti Submarine Warfare). Quest’anno quattro sommergibili provenienti da Francia, Grecia, Italia, e Stati Uniti, sotto il controllo del Comando Sommergibili della Nato, si addestrano insieme a undici navi provenienti da Canada, Francia, Grecia, Italia, Spagna, Turchia e Stati Uniti.

La Corea del Nord apre al dialogo con gli Stati Uniti, ma “sotto le giuste condizioni”. E’ quanto ha dichiarato il direttore generale dell’Ufficio sui rapporti con gli Usa del ministero degli Esteri di Pyongyang, Choe Son-hui, parlando con l’agenzia di stampa Yonhap, di ritorno da un viaggio in Norvegia. E alla domanda se la Corea del Nord sia pronta ad un dialogo con la Corea del Sud sotto la nuova presidenza di Moon Jae-in, Choe ha risposto: “Vedremo”, “Noi osserveremo la situazione”.

“Abbiamo indetto il congresso, secondo le regole dello Statuto. Si terra’ nei tempi previsti dallo Statuto. Chi ha idee si candidi. E vinca il migliore. Se qualcuno vuole lasciare la nostra comunità, questa scelta ci addolora, ma la nostra parola d’ordine rimane quella: venite, non andatevene. Tuttavia e’ bene essere chiari: non possiamo bloccare ancora la discussione del partito e soprattutto del Paese. E’ tempo di rimettersi in cammino. Tutti insieme, spero, ma in cammino. Non immobili. Il destino del PD e del Paese e’ piu’ importante del destino dei singoli leader.” Matteo Renzi – nella enews – lancia dunque la sfida per la leadership del partito. L’ormai ex segretario del Pd e’ determinato ad uscire dal girone delle polemiche e delle divisioni interne. E mentre gli organismi statutari decidono le regole del Congresso, annuncia di essere “in partenza per qualche giorno per gli Stati Uniti. Vi racconterò sul blog.matteorenzi.it il mio diario di bordo dalla California dove incontreremo alcune realta’ molto interessanti. Soprattutto nel campo del fotovoltaico, un settore dove si incrociano innovazione, sviluppo e ambiente. Priorita’: imparare da chi e’ più bravo come creare occupazione, lavoro, crescita nel mondo che cambia, nel mondo del digitale, nel mondo dell’innovazione”. Imparare all’estero in vista di un ritorno sulla scena politica e mediatica italiana. “Nei prossimi giorni – la chiosa di Renzi – con calma e minore intensita’ rispetto al passato, tornero’ anche a partecipare a trasmissioni televisive”.

 

Negli anni passati, i suoi propositi erano stati di imparare il cinese, correre per almeno un miglio al giorno e costruire un assistente virtuale di nome Jarvis per controllare la sua casa. Quest’anno, Mark Zuckerberg, fondatore e amministratore delegato di Facebook, si è posto un obiettivo ancor più complesso: visitare ogni Stato degli Stati Uniti in cui non è mai stato e incontrarne i residenti; al momento, è stato in circa 20 Stati, il che significa che gliene mancano circa trenta. Zuckerberg ha espresso il proprio proposito, naturalmente, attraverso un post su Facebook, in cui ha scritto che “dopo un ultimo anno tumultuoso, la mia speranza per questa sfida è di uscire fuori e parlare con più persone possibili di come vivono, lavorano e di cosa pensano del futuro”. “Per decenni, la tecnologia e la globalizzazione ci hanno resi più produttivi e connessi. Questo ha creato molti benefici, ma per molte persone ha reso anche la vita più difficile. Questo ha contribuito a un maggior senso di divisione […] Dobbiamo trovare il modo per cambiare le regole del gioco, in modo che funzionino per tutti”. Zuckerberg ha aggiunto che questa sfida comprenderà viaggi con sua moglie Priscilla Chan, visite agli uffici di Facebook, incontri con insegnanti e scienziati e fermate in piccoli paesi e università.

Quindici anni dall’attacco alle Torri gemelle che sconvolse il mondo. Sei volte si farà silenzio, per ricordare i momenti dell’attacco dell’11 settembre 2001 che causarono la morte di circa 3mila persone: lo schianto dei due aerei sulle Torri, il crollo dei due grattacieli, gli impatti del Pentagono e in Pennsylvania. Nel primo momento di silenzio, alle 8.46 locali (le 14.46 in Italia), suoneranno le campane dei luoghi di culto di New York, ora in cui il primo aereo si schiantò sulla torre. Il presidente Barack Obama osserverà un momento di silenzio alla Casa Bianca a porte chiuse. Poi sarà al Pentagono per una cerimonia di commemorazione con il segretario alla Difesa Ashton Carter. Sabato, nel suo consueto intervento alla radio, il presidente Obama ha ricordato agli americani che il mondo intero guarda a come gli Stati uniti rispondono al terrorismo. Il presidente ha promesso che gli Usa “continueranno a combattere senza sosta le organizzazioni terroristiche come Al Qaeda e e lo Stato Islamico”. Quindici anni dopo l’11 settembre, si vive tra le tensioni in Medioriente, il terrorismo islamico, e la propaganda online, gli attacchi in Europa e negli stessi Stati Uniti. Gli Usa sono ancora impegnati militarmente, in modo limitato o in appoggio logistico per contrastare insurrezioni islamiste in vari scenari: Siria e in Iraq, Afghanistan, Yemen, Libia, Somalia e Nigeria. “Obama è convinto che sia necessario evitare le grandi guerre che aggravano le tensioni”, ha spiegato Hussein Ibish, ricercatore all’Istituto degli Stati del Golfo arabo a Washington, come riporta l’agenzia La Presse. Tuttavia, l’esercito è “in una nuova era”: droni, forze speciali, addestramento militare locale.