Steve Bannon

“La rabbia è una grande arma. Ecco perché Grillo è stato brillante”. Steve Bannon, ex stratega della Casa Bianca, tesse le lodi di Beppe Grillo e del M5S. L’occasione per l’analisi è offerta da un’intervista a The Spectator dopo le elezioni dello scorso 4 marzo, caratterizzate dall’exploit del Movimento. “Sono partiti come un semplice voto di protesta: ‘vogliamo fermare il capitalismo clientelare'”, dice Bannon, accendendo i riflettori sulla “combinazione tra una classe politica a braccetto con le banche e con le corporations che ha praticamente distrutto il popolo italiano”. I grillini, secondo Bannon, si sono presentati sulla scena politica dicendo, ‘vogliamo che questo finisca e la prima cosa che faremo è distruggere i politici”. La rabbia, dice l’ex guru dell’alt-right, “è una grande arma. Ecco perché Grillo è stato brillante. Sono passati dal nulla al 33% dei voti. E’ straordinario. E sono un soggetto che si basa su internet con pochissimi soldi”. Il successo del M5S ha scosso l’establishment, quello che Bannon identifica con ‘l’uomo di Davos’: “Quello che è successo in Italia ha scatenato il panico. La gente si è alzata e ha detto: ‘Sapete una cosa? Non faremo più così. E’ quello che” gli uomini di Davos “temono”.

La Casa Bianca comunica con una nota l’uscita di scena di Steve Bannon. “Il capo dello staff della Casa Bianca John Kelly e Steve Bannon hanno convenuto di comune accordo che oggi sarebbe stato l’ultimo giorno per Steve.Siamo grati per il suo servizio e gli auguriamo il meglio”, si legge in una nota della portavoce della Casa Bianca Sarah Huckabee Sanders citata da diversi media Usa. Che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, intendeva rimuovere Steve Bannon dal suo posto alla Casa Bianca era stato detto poche ore fa dal New York Times e da altri media. Secondo la Cnn Trump era furioso per una recente intervista di Bannon.Tra le altre cose, l’uscita di Bannon fa tirare un piccolo sospiro di sollievo ai mercati, e Wall Street chiude la settimana recuperando una parte delle perdite subite col tonfo dei giorni scorsi. Lo spettro di un addio di Cohn sembra per ora allontanarsi. Anche perche’ – osservano alcuni commentatori – non è un segreto che Trump gli abbia promesso la presidenza della Bce dopo Janet Yellen, in uscita nel 2018. Ma Cohn vuole lavorare senza più ostacoli provocati da una presidenza finora improntata sull’improvvisazione. Con l’obiettivo di portare a casa nel 2018 almeno l’annunciata ‘rivoluzione’ fiscale. Difficile che in vista delle elezioni di metà mandato qualcuno in Congresso si opponga a un massiccio taglio delle tasse. Ma oramai i repubblicani che vorrebbero staccare la spina al presidente non si contano più.Si allunga lista ‘silurati’ Trump – Donald Trump caccia anche il chief strategist Steve Bannon, allungando cosi’ la lista delle uscite eccellenti dalla Casa Bianca. In quasi sette mesi il presidente americano ha rivoluzionato piu’ volte la sua amministrazione puntando a circondarsi di fedelissimi. E ricorrendo alle parole che piu’ apprezza: “You are fired!”, sei licenziato, lo slogan che ha reso popolare nello show televisivo ‘The Apprentice’. La prima testa a cadere e’ stata quella di SALLY YATES, il ministro della giustizia ad interim e una delle ultime eredita’ dell’era Obama. A poche ore dalla scadenza del suo mandato (sarebbe stata automaticamente sostituita da Jeff Sessions la cui conferma in Senato era attesa il giorno seguente) Yates e’ stata fatta fuori a sorpresa per essersi ”rifiutata di attuare” il bando degli arrivi da sette paesi a maggioranza musulmana. Yates e’ colei che ha messo in guardia la Casa Bianca su Michael Flynn, ritenuto ‘ricattabile’ dai russi. Proprio a MICHAEL FLYNN, travolto dal Russiagate, Trump e’ stato a malincuore costretto a rinunciare.

L’arrivo di Steve Bannon alla Casa Bianca è “un allarmante segnale” del fatto che Donald Trump voglia mantenere “la visione divisiva e di odio che ha caratterizzato la sua campagna”. Ad affermarlo è la democratica Nancy Pelosi che, in un comunicato ripreso dai media Usa, ha definito “nazionalista bianco” l’uomo che è stato nominato consigliere e principale stratega della Casa Bianca di Donald Trump. “Dopo aver vinto la presidenza ma aver perso il voto popolare, il presidente eletto Trump deve cercare di unire gli americani, non continuare ad alimentare le fiamme delle divisione e del fanatismo”, ha detto ancora la Pelosi, capogruppo della minoranza democratica alla Camera.