Storace

La destra verso la riunificazione. E’ quanto si augura Francesco Storace, presidente del Movimento Nazionale per la Sovranita’, nell’editoriale pubblicato oggi su Il Giornale d’Italia. “Lo sanno ancora in pochi ma Fratelli d’Italia va a congresso. Venerdi’ 28 aprile la Meloni sottoporra’ all’assemblea nazionale e alla direzione del suo partito la convocazione delle assise, probabilmente per l’autunno, dopo che avra’ consultato in settimana anche l’ufficio di presidenza”, scrive Storace. “Quando un partito va a congresso – continua – sono importanti le modalità, le parole, gli inviti, le prospettive. Se ci va un partito che sta a destra l’attenzione è doverosa, soprattutto dopo una storia di contrapposizioni che è difficile far digerire alla pubblica opinione”. Per il presidente Mns: “L’auspicio e’ quello di una svolta autentica, che punti a realizzare gli obiettivi che la fondazione An indico’ ad ottobre 2015 per favorire l’unita’ politica della destra italiana”. E continua: “La svolta autentica sarebbe l’intenzione vera di riunificare la destra, senza veti. Qui sara’ interessante il dibattito interno, per capire se finalmente ci si pone il problema della ricucitura di una diaspora che sembra senza fine. L’Italia ha bisogno di una destra unitaria, con tutte le sue storie, per restituire una missione ad un popolo sempre piu’ orfano di punti di riferimento”. Il Movimento nazionale per la sovranità si riunirà il 29 aprile.

Oggi a Roma seconda e ultima giornata del congresso fondativo del Movimento nazionale per la Sovranita’. Dopo gli interventi di rappresentanti di Fi, Lega e Idea, la relazione conclusiva di Gianni Alemanno, ieri indicato come leader della formazione nata dalla fusione tra Azione Nazionale e La Destra di Francesco Storace. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio inviato a Storace e Alemanno, riferendosi al congresso fondativo della destra sovranista, scrive: “I temi che avete posto al centro della vostra agenda si collegano a grandi questioni che sono attualmente oggetto del dibattito politico e appare positivo il vostro intento di offrire alla opinione pubblica, con l’azione della nuova formazione, un contributo in termini di programmi e di valori nel quadro dei principi democratici”.

“Credo che servano le primarie, ma l’alleanza questa volta si dovra’ fare sui programmi”. Lo ha detto ieri Francesco Storace ospite della trasmissione #cartabianca su Rai Tre. “Non dovremmo andare alle urne per le primarie solamente per scegliere un leader, quel leader dovra’ rappresentare una politica”, ha aggiunto il leader de La Destra, adesso imepgnato nella creazione di un nuovo soggetto politico con Gianni Alemanno.”Non capisco l’ostilita’ di Berlusconi – ha continuato Storace – dice di avere preso 200 milioni di voti in questi anni, vincera’ anche le primarie. Diamo il diritto al popolo di scegliere il proprio leader”.

“Abbiamo letto con attenzione l’intervista di Silvio Berlusconi sul centrodestra e crediamo che sia tempo di smettere di litigare all’interno del centrodestra”. Lo hanno detto Storace e Alemanno parlando all’Assemblea regionale del Lazio, organizzata in vista del Congresso nazionale di Azione Nazionale e de La Destra. “Noi auguriamo di cuore a Berlusconi di ottenere giustizia dalla corte di Strasburgo e di tornare in campo pienamente sulla scena politica – hanno aggiunto – Ma nessuno puo’ trattare con sufficienza le questioni poste da Matteo Salvini, a cominciare dalla critica all’Euro, indispensabile per uscire dalla crisi economica. L’unica strada per ritrovare l’unita’ senza fare mediazioni al ribasso rinunciando ad idee forti, e’ quella di organizzare le primarie del centrodestra. Con questo strumento sara’ il popolo del centrodestra a scegliere non solo il leader ma anche la linea politica del nostro schieramento.”

Gianni Alemanno ha presentato in una conferenza stampa a Montecitorio il nuovo soggetto politico che nascera’ dall’unione tra Azione nazionale e da La Destra di Francesco Storace. ll congresso fondativo si terra’ a Roma il 18 e 19 febbraio. Alemanno ha annunciato che il movimento si basa sulla “piena rivendicazione della sovranita’ nazionale e popolare”, ed ha invitato a partecipare le tante anime della destra, ad iniziare da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che domenica scorsa ha organizzato la manifestazione “Italia sovrana” con l’obiettivo di difendere l’identità del Paese e del made in Italy. “Siamo pronti ad affrontare le elezioni con le nostre gambe, se le soglie rimarranno al 3%”, ha dichiarato l’ex sindaco di Roma, “ma ci auguriamo che ci sia un processo di aggregazione con le forze sovraniste” che oltre a Fratelli d’Italia, guardi alla “Lega di Matteo Salvini e ai conservatori e riformisti di Raffaele Fitto”. A Giorgia Meloni si è rivolto anche Storace invitando la presidente di FdI al congresso di fondativo che si terra’ a metà febbraio. Il nuovo movimento non ha ancora un nome ne’ un simbolo. La scelta sarà affidata a un sondaggio sul web.

“Fa piacere che ci siano politici, indagati da magistrati, massacrati dai media, scannati dai politici avversari, riabilitati da altri magistrati. Marino, Cota, Alemanno, tra i due e i tre anni sotto la gogna mediatica. Piu’ fortunato Zingaretti, che ha sofferto una decina di minuti. Io ho donato alla magistratura italiana ventitre’ anni, tra Laziogate, ricerca sanitaria e Napolitano. Appartengo alla casta dei puniti perche’ rimasti puliti. In Italia la coerenza e’ peggio di un reato, soprattutto quando ti permetti di essere sempre assolto. In questi quasi dieci anni di assenza dal Parlamento ho sentito solo chiacchiere sulla giustizia, usata come clava. Ma chi sbaglia continua a non pagare mai. E questo non mi fa piacere”. Lo scrive in una nota pubblicata sulla sua pagina Facebook Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio. (foto archivio  tratta dal web ©AlessandroParis/Lapresse)

Anche se Zingaretti dovesse rifugiarsi nel consueto silenzio, sara’ la Corte dei Conti a chiamarlo in causa per il raddoppio del numero dei dirigenti regionali assunti sotto la sua Amministrazione”. Lo scrive Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio commentando su Il Tempo l’inchiesta del quotidiano diretto da Gian Marco Chiocci sui dipendenti regionali. “Il governatore piange sempre sulla Regione che ha trovato, ma la sua e’ una Regione immobile, che non produce nulla per lo sviluppo, moltiplica solo la propria nomenklatura. Lo abbiamo denunciato a piu’ riprese in Commissione Bilancio e in Aula, ma l’assessore Sartore oltre che concordare con la nostra denuncia non poteva. Il suo famelico governatore, spinto da un segretario generale assunto in spregio a ogni regola di selezione pubblica – Andrea Tardiola – ha trasformato la Regione Lazio in una macchina da guerra politica. Peggio del Lazio – prosegue Storace – a costo medio per la dirigenza, sta solo la Campania. In tre anni i dirigenti sono diminuiti in tutte le regioni, solo nel Lazio sono aumentati. Se Renata Polverini ne aveva 44 a tempo determinato, la cifra e’ esplosa a 90 con Nicola Zingaretti. Chissa’ se l’inchiesta de Il Tempo e’ stata letta anche dal governo, dai ministri, da quelli che tagliano sui dipendenti pubblici al livello piu’ basso ma non si accorgono dei signori dei piani superiori. E’ di nuovo Roma ladrona”?  (immagine AlessandroParis/Lapresse)