Stress test banche

“La credibilità delle banche italiane è rafforzata, ma occorre che le istituzioni europee ed italiane lavorino ancora per realizzare più regole comuni per la corretta concorrenza per il mercato bancario”. Lo afferma in una nota il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, dopo gli esiti degli stress test di ieri. In particolare, è necessario “continuare nelle riforme”, come giustizia civile e uniformità fiscale in Europa: “Anche così si prepareranno ancor migliori risultati italiani per i prossimi esami che per le banche non finiscono mai”.Gli stress test, sottolinea Patuelli, “sono stati un esercizio severo con assai improbabili scenari avversi e una impostazione sfavorevole in partenza verso le banche impegnate principalmente nei prestiti alla clientela (come le italiane) per le quali, per esempio, non sono stati conteggiati gli interessi relativi ai crediti deteriorati di ciascuna banca, nonostante le concrete probabilità di almeno parziali incassi di detti interessi. Ciò nonostante, il risultato complessivo per le banche europee è sostanzialmente soddisfacente, e pure per le banche italiane che escono dagli stress test per quattro meglio delle attese dei mercati e per una con l’approvazione da parte della Bce di un importante piano di complessivo rafforzamento patrimoniale”. Quindi, conclude, “per l’Italia occorre continuare nelle riforme, cogliere i frutti di quelle già effettuate e realizzare innanzitutto altre misure per rendere ancora più efficiente la giustizia civile e più uniforme il fisco in Europa, per rendere più competitive tutte le attività imprenditoriali italiane nel contesto europeo”.

Intesa tra le migliori. Il Tesoro: sistema solido. Bankitalia: buona tenuta del sistema bancario. Tre delle cinque banche italiane passano agevolmente gli stress test europei, ma Unicredit e Mps sono fra i 10 peggiori. E il Montepaschi riceve la stangata più forte fra tutti gli istituti del Continente, un crollo a -2,44% del coefficiente patrimoniale Cet1 che azzera il capitale nello scenario avverso e spiega le fortissime tensioni degli ultimi mesi, prima dell’aumento di capitale e della maxi-cessione di crediti cattivi annunciati oggi per correre ai ripari extremis. Fra le 51 banche esaminate dall’Autorità bancaria europea, l’irlandese Royal Bank of Scotland e la Allied Irish Bank escono con parecchi danni, un capitale di miglior qualità (il Cet1, appunto) praticamente dimezzato e poco sopra il 7%. Deutsche Bank, che pure non subisce il tracollo che qualcuno ipotizzava e non vede una stangata sui derivati e sui rischi di mercato, va al 7,80% nello scenario peggiore ipotizzato dall’Eba: capitale penalizzato, ma in miglioramento dal 7% del 2014. Miglioramento anche nello scenario di base, al 12,1% dal 10,5%.