Mancano solo due mesi al voto delle Politiche e il quadro che ne emerge non é dei migliori. La sfiducia dei cittadini-elettori nei confronti del Parlamento é più alta che nel passato, unitamente alla convinzione che la politica, oggi, decida poco o niente e che non non incida realmente nelle scelte e nella realtà del Paese. Le spinte populiste e demagogiche sembrano prevalere sui tatticismi e sulle strategie delle formazioni politiche. I partiti, o ciò che di essi rimane, non riescono più ad entusiasmare e a coinvolgere, e si limitano a dialogare in modo più o meno felice sui social media e molto male in tv, dove l’agonia dei talk show politici ne ha sancito la sconfitta mediatica. Da cosa si potrebbe ripartire? Dalla concretezza, dalla vita reale, dai nodi reali del Paese, dalle difficoltà che i cittadini hanno nell’usufruire dei servizi sul territorio, dai diritti negati, dalla pubblica amministrazione autoreferenziale e sorda. L’Italia e la politica ripartano dalla realtà della vita di ogni giorno. E’ l’unico modo per recuperare credibilità e autorevolezza.





