terremoto

“Il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell’uomo.”, così monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti, nell’omelia della messa funebre che si è svolta ad Amatrice per le vittime del terremoto del centro Italia. La ricostruzione non dev’essere “una ‘querelle politica’ o una forma di sciacallaggio di varia natura, ma quel che deve: far rivivere una bellezza di cui siamo custodi”, ha detto. Il crocifisso ligneo, salvato dal crollo di una delle chiese di Amatrice, è stato fissato dai volontari sull’altare della tensostruttura dove si sono svolte le esequie sotto una pioggia battente. Sul sagrato improvvisato tanti fiori e palloncini bianchi come tante bare. Al termine dei funerali ha dichiarato il sindaco Sergio Pirozzi: “Questa gente è morta perché amava questa terra e noi vogliamo restare qui”, riferendosi ai discorsi di questi giorni riguardo alla ricostruzione nei luoghi del sisma o altrove. “I soldi che servono per la ricostruzione ci sono, c’è la solidarietà di tante persone, ora non bisogna perdere tempo”, così il premier Matteo Renzi parlando con alcuni abitanti di Amatrice al termine dei funerali. Sono 292 finora le vittime accertate. Il bilancio dal capo della Protezione civile: i morti sono 231 ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 50 ad Arcuata. Gli assistiti nelle tende sono circa 2900, i dispersi una decina, come comunicato dal sindaco di Amatrice.

Oggi giornata di lutto nazionale e bandiere a mezz’asta sugli uffici pubblici per i funerali delle vittime del sisma che ha colpito il centro Italia. Le esequie saranno celebrate dal vescovo di Rieti monsignor Domenico Pompili alle 18 ad Amatrice, all’istituto ‘Don Minozzi’ alla presenza delle alte cariche dello Stato. La celebrazione ad Amatrice chiude una polemica scoppiata nei giorni scorsi sul luogo delle esequie. Il prefetto aveva deciso di spostare i funerali a Rieti per ragioni di sicurezza, ma la proposta è stata bocciata dal premier Renzi dopo la rivolta degli sfollati che hanno chiesto la celebrazione religiosa vicino alle loro tende.

“Bisogna ricostruire le zone colpite dal terremoto in armonia con le Regioni, le amministrazioni comunali e le popolazioni. Prendiamo un impegno, sanciamo un patto tra istituzioni e cittadini italiani: affrontiamo una volta per tutte la messa in sicurezza del territorio. Non si puo’ fare in un giorno, bisogna avere una visione di medio-lungo periodo. E’ necessario un accordo tra governo e Regioni della durata di un paio di legislature, a prescindere da quale parte politica abbia la maggioranza. Servono risorse, organizzazione, trasparenza, efficienza. Le principali emergenze sono il consolidamento antisismico degli immobili pubblici e privati e quello del territorio, martoriato dal dissesto idrogeologico”. Lo scrive nel suo blog il senatore del Pd Vannino Chiti, presidente della commissione Politiche dell’Unione Europea. “Adesso e’ doveroso gestire al meglio la fase dell’emergenza: gli italiani si stanno dimostrando ancora una volta persone solidali. Proliferano iniziative di raccolta fondi, donazioni di sangue. La Protezione Civile e’ in campo con l’efficienza ormai acquisita: con i Vigili del fuoco, i settori specializzati dei Carabinieri e dell’Esercito, con i volontari che rappresentano una ricchezza preziosa del nostro Paese, per i valori di una solidarieta’ praticata con coerenza, concretezza, continuita’”.

Il presidente del consiglio Matteo Renzi ha incontrato a Genova l’architetto di fama mondiale e senatore Renzo Piano. Lo riferisce il sito del Secolo XIX, spiegando che il presidente e la moglie Agnese sono stati ospiti a pranzo dall’archistar nel suo workshop di Vesima. Piano sul Corriere della Sera, riguardo alle zone terremotate, aveva proposto il suo modello di “cantieri leggeri” e dato una sua visione progettuale per consentire alla popolazione di restare nei luoghi in cui e’ nata e vissuta. Renzi “non mi ha dato un incarico”, ha spiegato Piano a Repubblica. “Voleva dei consigli, una visione, un aiuto per un grande progetto. Gli ho detto: ci vuole un cantiere che impegni due generazioni. E con un respiro internazionale, contributi dal mondo intero”. Intanto dopo il “soccorso d’urgenza, si passa alla fase maggiormente assistenziale, come ha spiegato Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile. La situazione resta difficile. Dal 24 agosto sono state registrate nel centro Italia oltre 2.000 scosse e il Soccorso alpino ha sconsigliato escursioni sui monti Sibillini, catena incastonata tra Marche, Umbria e Lazio per il rischio smottamenti.

Per i terremotati del centro Italia finora sono stati raccolti quasi 10 milioni di euro con gli sms solidali al 45500, secondo un comunicato della Protezione civile. L’ultimo dato diffuso ieri sul sito del Dipartimento è di 9.755.718,00 euro. “I fondi raccolti – continua la nota – saranno trasferiti dagli operatori, senza alcun ricarico, al Dipartimento della Protezione Civile che provvederà a destinarle alle regioni colpite dal sisma”. A chiusura della campagna di raccolta fondi si procederà all’istituzione di un Comitato dei Garanti, nominati con un decreto del Capo Dipartimento d’intesa con i presidenti delle regioni coinvolte con l’obiettivo di valutare le proposte dei territori e di garantire la trasparenza nella gestione delle risorse finalizzate alla realizzazione di progetti. “Le somme raccolte dagli operatori telefonici – si legge in una nota della Protezione civile – saranno versate, senza alcun ricarico, su un conto infruttifero aperto presso la Tesoreria Centrale dello Stato in favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dopo l’approvazione dei progetti da parte del Comitato dei Garanti, trasferirà alle Regioni”. L’attivazione del 45500 è avvenuta attraverso un protocollo d’intesa tra il Dipartimento Protezione Civile e gli operatori della telefonia e della comunicazione, che vi hanno aderito senza fini di lucro. In particolare, gli operatori aderenti all’iniziativa sono “Tim, Vodafone, Wind, 3, Postemobile, Coopvoce, Infostrada, Fastweb, Tiscali, Twt, Cloud Italia e Uno Communication”.

La Rai oggi, in occasione della giornata di lutto nazionale in memoria delle vittime del terremoto che ha colpito il centro Italia, non trasmetterà inserzioni pubblicitarie all’interno di tutta la propria programmazione. La Rai, si legge in una nota, esporrà per tutta la giornata in tutti suoi canali un piccolo drappo nero in segno di lutto.

Oggi giorno di lutto nazionale proclamato dalla presidenza del Consiglio dei ministri per le vittime del terremoto che ha colpito il centro Italia. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Matteo Renzi saranno presenti ai funerali delle vittime marchigiane che si svolgeranno nel Duomo di Ascoli Piceno. Una celebrazione religiosa, senza salme, si svolgerà mercoledì 31 agosto alle 18 ad Amatrice. E’ 290 il bilancio, ancora provvisorio, delle vittime del sisma del 24 agosto. Lo ha comunicato il dipartimento della Protezione Civile, mentre si scava ancora sotto le macerie. Si contano morti ad Amatrice, ad Accumoli e ad Arquata del Tronto. Il terremoto ha cambiato la fisionomia del territorio; il suolo si è abbassato di 20 centimetri in corrispondenza di Accumoli, secondo le immagini della faglia rilevate dai satelliti e diffuse dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Consiglio Nazionale delle Ricerche e Dipartimento della Protezione civile.

Avviata la raccolta fondi dalle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm a sostegno delle comunità colpite dal terremoto. L’iniziativa, comunicano le tre sigle in una nota congiunta, consisterà nel devolvere un’ora di lavoro in solidarietà, “garantendo che tali risorse vengano destinate, in modo tracciato e trasparente alla ricostruzione. Stiamo definendo assieme a Cgil, Cisl e Uil – si legge ancora – il conto corrente su cui fare convergere tale contributo e vi comunicheremo al più presto le modalità operative”. “L’immane tragedia che sta colpendo il Centro Italia – si legge – merita una immediata reazione di sostegno, solidarietà e rispetto del dolore delle famiglie coinvolte, rispetto che si dimostra con l’aiuto concreto e non certo con speculazioni di vero e proprio sciacallaggio politico, come quelli esternati in modo irresponsabile contro i migranti. Mettere in contrapposizione situazioni e bisogni completamente differenti – conclude la nota – è il simbolo di una politica neanche degna di questo nome, che lucra sulle tragedie personali, che crea divisioni e conflitti inesistenti”.

Un piano di manutenzione infrastrutturale e cultura della sicurezza per evitare tragedie come quelle che si si vivono in Italia dopo ogni terremoto. E’ l’obiettivo del progetto “Casa Italia” per tutto il territorio nazionale, annunciato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi al termine della riunione dei ministri dove si è discusso del sisma che ha colpito il centro Italia il 24 agosto scorso. Il piano serve per “affermare la cultura della prevenzione” perché non basta “essere all’avanguardia dell’emergenza”, ha detto il premier, ricordando la sua esperienza da sindaco e dei primi cittadini. “Dobbiamo riuscire ad essere seri con noi stessi sulle bonifiche sul dissesto idrogeologico, sulle questioni infrastrutturali e su altri temi, dall’efficienza energetica alla diffusione della banda larga”. Al programma “intendiamo coinvolgere tutti gli attori del nostro Paese – ha spiegato Renzi – insieme per ragionare su un progetto che sia il piu’ serio e sistematico” per rispondere alle “fragilita’” del territorio.

La Presidenza della Cei, in conseguenza del sisma che ha colpito il centro Italia il 24 agosto ha disposto lo stanziamento immediato di 1 milione di euro dai fondi dell’otto per mille per “far fronte alle prime urgenze e ai bisogni essenziali” delle popolazioni. “La Chiesa che è in Italia si raccoglie in preghiera per tutte le vittime ed esprime fraterna vicinanza alle popolazioni coinvolte in questo drammatico evento”, si legge in comunicato del sito ufficiale della Conferenza episcopale italiana, che invita “Le diocesi, la rete delle parrocchie, degli istituti religiosi e delle aggregazioni laicali ad alleviare le difficili condizioni in cui le persone sono costrette a vivere”. A questo scopo la presidenza Cei ha indetto una colletta nazionale, da tenersi in tutte le Chiese italiane il 18 settembre 2016, in concomitanza con il 26° Congresso Eucaristico Nazionale, per rispondere alle esigenze delle popolazioni colpite.