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Al termine di un trasparente processo di selezione delle risorse interne mediante lo strumento del job posting che ha consentito di valutare le esperienze professionali, le attitudini e la conoscenza delle realtà di riferimento, Rai ha individuato i nuovi corrispondenti per le sedi di New York, Parigi, Istanbul, Berlino e Mosca. Sette giornalisti dal curriculum impeccabile, metà dei quali donne, con una significativa esperienza in ambito interazionale maturata sul campo: sette professionisti di indiscutibile livello, alcuni dei quali appena quarantenni, che vanno a completare ed arricchire le eccellenti professionalità che già compongono la squadra dei corrispondenti Rai. Presidente e Direttore generale Rai, Monica Maggioni e Mario Orfeo, hanno espresso grande soddisfazione per scelte che vanno nella direzione di una sempre più convinta valorizzazione delle migliori risorse interne. Rai, scelti 7 nuovi corrispondenti sedi New York, Parigi, Istanbul, Berlino, Mosca-2- Milano, 12 lug. (LaPresse) – Questi i nuovi corrispondenti: – per New York: Oliviero Bergamini, 55 anni, Capo Redattore responsabile della redazione Esteri del Tg1. Numerose le sue interviste esclusive e i servizi dalle aree di crisi. E’ un profondo conoscitore della realtà americana, di cui ha seguito tutte le ultime elezioni presidenziali; Dario Laruffa, 61 anni, inviato di punta del Tg2. Ha coperto tutti i principali fatti di cronaca e di politica, nonché i principali vertici europei ed internazionali. Grande esperienza anche sulla materia economica. – per Parigi:Iman Sabbah, 40 anni, capo servizio di RaiNews24. Madrelingua araba, conduttrice di programmi e rubriche, con una notevole esperienza in ambito europeo ed internazionale; – per Istanbul:Lucia Goracci: 48 anni, inviata di punta di RaiNews24. Da tempo segue le aree di crisi ed in particolare l’area medio-orientale, avendo conseguito anche importanti riconoscimenti giornalistici. Ha già coperto numerose volte con notevole efficacia l’ufficio di Istanbul, di cui vanta un profonda conoscenza. Carmela Giglio: 59 anni, inviata di punta del Giornale Radio. Numerosissimi i suoi servizi dall’estero, sia in aree di crisi, sia nel mondo anglosassone e statunitense. In prima linea anche in occasione di molti dei recenti tragici fatti di cronaca terroristica.- per Berlino:Barbara Gruden: 54 anni, inviata di punta del Tg3 alla redazione Esteri, per la quale segue i principali Profonda conoscitrice della cultura e del territorio tedesco, con ottima esperienza di politica estera. – per Mosca:Sergio Paini: 42 anni, Vicecaporedattore agli Esteri del Tg1, grande esperienza come inviato in particolare nell’area dei Balcani e dei paesi dell’ex Urss.

“Ciò che hanno fatto i 5 Stelle è disdicevole: hanno violato la privacy di una persona e potrebbe anche profilarsi il reato di stalking. L’accaduto è già stato condannato da tutti in Vigilanza. Secondo me dovrebbe intervenire l’Ordine dei giornalisti, visto che uno dei due si è qualificato come cronista. Dovrebbe prendere provvedimenti anche la Questura, non escludo che per Orfeo sia necessaria una scorta, perché rilanciare sul web certe cose è pericoloso, in Rete ci sta di tutto”. E’ quanto dichiara il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai, in un’intervista al quotidiano “Il Dubbio”. “Fico è stato zitto – prosegue Anzaldi – invece, l’altro esponente dei 5 stelle, il senatore Alberto Airola, non si è dissociato ma almeno non ha rivendicato l’azione. Non capisco però su che base i grillini abbiano organizzato questo ‘assalto’, proprio loro che esprimono il presidente della Commissione di Vigilanza. Se i 5 Stelle ritengono, sulla base di dati concreti, che il Tg1 non sia stato imparziale, possono fare una denuncia: presentano un esposto, interviene l’Agcom e vengono comminate eventuali sanzioni se hanno ragione”. “Le scalette non le fa la politica – dichiara ancora il deputato dem – ma il direttore che è lautamente pagato per questo. Ma poi, sostenere proprio oggi che si è parlato troppo poco di Consip mi sembra fuori luogo. Alla luce delle novità sul caso, con lo scandalo delle intercettazioni false, se fosse vero ciò che sostengono i grillini significherebbe che Orfeo è l’unico vero giornalista in circolazione: accorto e lungimirante. Anzi, ci sarebbe da riflettere su quei giornali e trasmissioni televisive che si sono buttate a capofitto sulla vicenda Consip, distruggendo la vita di molte persone”. Sul caso Consip, Anzaldi ha detto: “A me il caso Consip, da italiano, mette paura. Perché se è stata possibile l’alterazione dei documenti di un’inchiesta che riguarda persone vicine a una personalità così tutelata, come il presidente del Consiglio e nello stesso tempo segretario del più grande partito di maggioranza, a un semplice funzionario cosa fanno? E a un direttore di giornale?”. Su Report: “A me stupisce il pezzo in sé, perché si fonda sulle dichiarazioni di un signore di cui non si sa nemmeno il nome ma sostiene di conoscere alcuni dettagli dell’operazione per sentito dire. Non mi pare una notizia. Mi sembra che Report abbia costruito un castello di carta. Tra l’altro, a guardare il servizio, si scopre che la famiglia Pessina operava in Kazakistan già nel 2014, quando l’Unità apparteneva a un altro proprietario. Che c’entra, dunque, lo scambio di favori per salvare il giornale?”. “Ora spiego come sono andate le cose. Ricevo una telefonata da una redattrice di Report che mi dice: ‘Stiamo facendo un servizio su l’Unità, vorremmo intervistare Renzi’. Io pensavo si trattasse di un pezzo sulla crisi economica del quotidiano e le chiedo di rinviare l’intervista a dopo le primarie. Poco dopo ricevo un’email da Report con un allegato in cui si spiega che la trasmissione è in possesso della testimonianza di una fonte anonima che racconta le cose che poi abbiamo visto in Tv. Giro la lettera ai miei colleghi del Pd che hanno seguito il salvataggio dell’Unità e loro decidono di rivolgersi ad un avvocato, alla luce delle dichiarazioni anonime palesemente diffamatorie. Ma come la facevamo l’intervista? Noi non conoscevamo nel dettaglio le accuse che venivano mosse. Non potevamo rispondere al buio, né il format della trasmissione prevede una presenza dell’interessato in diretta. E poi, lo dico da addetto stampa, perché il numero uno del partito dovrebbe concedere un’intervista su un tema di cui non si è mai occupato in prima persona? Abitualmente replica il più competente in materia. Report non ha fatto un buon lavoro”. “Roberto Fico in Vigilanza non apre bocca, anzi, è eccessivamente silenzioso. Fuori dalle istituzioni parla tanto e dice di tutto, dentro appare spesso accondiscendente”. Sugli attacchi al suo ruolo in Vigilanza: “I poteri della Commissione di Vigilanza sono ben precisi e regolati dalla legge, non vedo quale possa essere il conflitto. Non capisco di che parliamo, mi sembra solo un modo strumentale di accusarmi. Sono l’unico che muove critiche al servizio pubblico fondate su elementi fattuali e concreti, fin dall’inizio del mio mandato, nonostante sia un esponente del partito di maggioranza. I 5 Stelle non sono mai arrivati prima del Pd, anzi’

“Il TG1, dopo settimane e settimane in cui e’ riuscito nell’impresa di ignorare la notizia dell’inchiesta Consip prima, e poi di non citare mai ne’ Lotti ne’ Tiziano Renzi nei titoli, pur essendo entrambi indagati, oggi addirittura apre con un intero servizio dedicato alla tenace difesa che Renzi ha fatto ieri di suo padre e del suo fedele Luca Lotti. Un intero servizio in cui pero’ non viene mai spiegato nulla della vicenda, un intero servizio usato solo per fare da megafono della difesa di Renzi”. Lo afferma il senatore M5S, membro della vigilanza Rai, Alberto Airola. “Il renzismo di Orfeo e’ irrefrenabile – continua Airola – ormai abbiamo perso la speranza di vedergli fare servizio pubblico”.

‘Il Tg1 ha bisogno di un cambio, Orfeo non è imparziale. E’ sbilanciato a favore del governo sul referendum. Nel direttore Mario Orfeo “non trovo quella imparzialità: penso che il Tg1 abbia bisogno di un cambio. E lasciamo perdere il suo teatrino ignobile a Porta a Porta contro la senatrice M5S Barbara Lezzi”. Lo afferma il presidente della commissione parlamentare di Vigilanza Rai Roberto Fico (M5s), intervistato dalla Stampa. Alla domanda se non sia anche questo suo giudizio ingerenza della politica in Rai, l’esponente 5 stelle risponde: “Infatti non sta a me intervenire per cambiare i direttori. Ma da cittadino e deputato posso dire che il Tg1, per lo spazio dato alla maggioranza e alle ragioni del sì nel referendum, è sbilanciato a favore del governo”.