Tito Boeri

Da gennaio 2018 ci sarà un Osservatorio sul nuovo Polo unico delle visite fiscali, con i dati sulle assenze e le malattie. Lo ha detto oggi il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in una conferenza stampa a Roma. Il nuovo Polo unico delle visite fiscali dei dipendenti pubblici e privati è nato dalla riforma Madia della Pubblica amministrazione. “Si è parlato molto – ha continuato Boeri – del Polo unico delle visite fiscali, anche per i dipendenti pubblici, per la repressione di comportamenti opportunistici” perché “è importante verificare chi assume comportamenti che sottraggono risorse, ma il Polo unico è prima di tutto a vantaggio degli stessi dipendenti pubblici. Ci sarà infatti una racconta di informazioni sulle malattie”, ha concluso il presidente dell’Inps.

“Le pensioni sarebbero piu’ basse, quindi questo stop all’aumento progressivo dell’eta’ pensionabile non e’ neanche nell’interesse dei lavoratori piu’ deboli perche’ se possono andare in pensione prima, sappiamo che saranno i datori di lavoro stessi a spingerli a ritirarsi prima, e a quel punto uscirebbero con delle pensioni piu’ basse, perche’ col sistema contributivo piu’ si lavora, piu’ i trattamenti aumentano”. Cosi’ il presidente dell’Inps Tito Boeri, in un’intervista al Gr1 Rai, dopo l’intervento della Ragioneria generale dello Stato. “Se uno percepisce la pensione piu’ a lungo perche’ si vive piu’ a lungo, e’ giusto anche che contribuisca piu’ a lungo al sistema, altrimenti il sistema non riesce a reggere”, conclude Boeri.

“Il problema vero è quello dell’equità e non quello della sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico”. Lo afferma il presidente dell’Inps, Tito Boeri, intervistato da Presadiretta, che andrà in onda domani su Rai3. “Ci sono delle persone che oggi hanno dei trattamenti pensionistici, o hanno dei vitalizi, come nel caso dei politici, che sono del tutto ingiustificati alla luce dei contributi che hanno versato in passato – Dice Boeri – Abbiamo concesso per tanti anni questo trattamento privilegiato a queste persone”. E si chiede: “Per chi ha degli importi molto elevati di prestazioni, non è il caso di chiedere loro un contributo che potrebbe in qualche modo rendere, alleggerire i conti previdenziali? Ci permetterebbe di fare qualche operazione di redistribuzione”. La proposta, per esempio sarebbe “quella andare ad aiutare quelle persone che sono in quella fascia di età prima della pensione che sono in condizione di povertà, oppure potremmo concedere maggiore flessibilità in uscita verso il sistema pensionistico”.