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Salvatore Di Piazza, 48 anni, è il nuovo presidente regionale di Confartigianato settore Trasporti. Agrigentino, legale rappresentante della ditta Di Piazza, il neo presidente negli ultimi anni ha rinnovato e potenziato la struttura aziendale, sia in mezzi che in attrezzature. Tra gli obiettivi di Confartigianato Trasporti, si legge nel comunicato stampa: “quello di stimolare sempre più il concetto di ‘realtà flessibile’ in grado di soddisfare le esigenze nei settori autotrasporti e dei lavori stradali in ambito regionale.

Il Partito democratico “ha tante carte da giocare, abbiamo messo in campo serie di competenza dimostrando che l’Italia ce la può fare”. Così il ministro per le Infrastrutture, Graziano Delrio, intervistato a Circo Massimo su Radio Capital. “Gli italiani capiranno e spero che lo faccia quella maggioranza di italiani disillusa che non va a votare”. Renzi ce la può fare? “Sì, il Pd fa una proposta più seria”, ha aggiunto Delrio.

“Altero Matteoli si dimetta dall’incarico di presidente della Commissione Trasporti al Senato. Pur confidando nell’azione della magistratura per il prosieguo del processo, riteniamo quest’atto doveroso per un evidente questione di opportunità politica. Proprio relativamente ai primi elementi emersi dall’inchiesta giudiziaria sul Mose, già nel 2013 il MoVimento 5 Stelle richiamava il Ministero dei Trasporti alla necessità di attivare gli opportuni controlli e verifiche. Un’altra prova che le principali grandi opere in Italia vadano controllate e revisionate da cima a fondo, vista la corruzione dilagante in parlamento. Ed è quello che farà il Governo 5 stelle”. Così i deputati del MoVimento 5 Stelle della Commissioni Trasporti.

“Bisogna intervenire per evitare che una minoranza di lavoratori tenga in ostaggio una maggioranza di cittadini nelle loro esigenze quotidiane. Questi sono i danni di una situazione inaccettabile”. E’ il commento del ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, in un’intervista a ‘la Repubblica’, sullo sciopero di ieri che ha paralizzato Roma e le principali città italiane.
“Il nostro orizzonte deve essere quello di tenere assieme il diritto costituzionale allo sciopero e quello alla mobilità”, sostiene. “Non è possibile che si proclamino scioperi a prescindere, con rappresentanza del 10% dei lavoratori. In altri Paesi non è consentito”.
Sul tema Delrio spiega: “Avevamo iniziato un percorso, poi in autunno c’è stata un’interruzione. Credo spetti al Parlamento intervenire. È una materia così delicata che non può essere affrontata con un’iniziativa del governo”.
 

In Italia l’inflazione ad aprile mette a segno un balzo, salendo su base annua all’1,8% dall’1,4% di marzo. Lo rileva l’Istat nelle stime. Il tasso registra così il livello più alto da oltre quattro anni, ovvero dal febbraio del 2013. L’accelerazione deriva soprattutto dalla crescita dei prezzi dell’energia elettrica, del gas e dalla dinamica dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti. Su base mensile l’indice è in rialzo dello 0,3%. In dettaglio, l’accelerazione dell’inflazione deriva soprattutto dalla crescita dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+5,7%, da -1,2% del mese precedente), a cui contribuisce sia l’Energia elettrica (+5,4%) sia il Gas naturale (+6,0%), e dalla dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+5,5% da +2,5% del mese precedente). L’incremento su base mensile dell’indice generale e’ ascrivibile in larga parte ai rialzi dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+3,3%) e di quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,1%), che risentono entrambi di fattori stagionali legati alla Pasqua e al ponte del 25 aprile. Viceversa, si registra un calo dei prezzi degli Alimentari non lavorati (-1,0%). Su base annua la crescita dei prezzi dei beni sale di un solo decimo di punto percentuale (+1,8% da +1,7% di marzo), mentre accelera in modo marcato il tasso di crescita dei prezzi dei servizi (+1,7% da +1,0%).
Un aumento in larga parte atteso per l’Ufficio Studi Confcommercio che ha commentato i dati sull’inflazione nel mese di aprile diffusi oggi dall’Istat. “Sono proprio le determinanti di questo andamento, associate ad una diminuzione congiunturale dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto e al permanere dell’inflazione di fondo su valori non particolarmente elevati (1,0%), che portano a leggere il dato con attenzione ma senza un’eccessiva preoccupazione – osserva l’Associazione – La repentina ripresa del processo inflazionistico, stando anche al permanere di una politica di bassi tassi da parte della BCE, appare, infatti, sostanzialmente sotto controllo. “Più preoccupante – conclude Confcommercio – potrebbe risultare l’impatto sul comportamento delle famiglie che, al contrario delle imprese, già scontano un deficit di fiducia che le spinge a mantenere comportamenti prudenti verso il consumo e che potrebbero trovare un’ulteriore vincolo nell’aumento dei prezzi che rischia di erodere la già bassa crescita del reddito disponibile legata a dinamiche occupazionali non molto sostenute”.