Trump presidente Usa

Mentre i leader dei piu’ grandi Paesi europei, da Merkel a Renzi, cominciano a prendere i primi contatti con Donald Trump, neoeletto presidente degli Stati Uniti, offrendo disponibilita’ a collaborare, il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker decide di deviare dal protocollo diplomatico e si lancia in un durissimo attacco a distanza. “Con Trump perderemo due anni: il tempo che faccia il giro del mondo che non conosce”, ha detto parlando ad una platea di studenti nella sua Lussemburgo. Intanto, a pochi giorni dal viaggio di Obama in Europa e Cina, lo staff di Trump comincia a marcare il territorio e lega le mani all’attuale inquilino della Casa Bianca, avvertendolo di non fare nessuna mossa contraria al nuovo vento che soffia da mercoledi’. Evidentemente a suo agio nella rassicurante dimensione ‘casalinga’ del piccolo Paese che ha governato per quasi venti anni, Juncker si e’ lasciato andare ad un’analisi graffiante sul tycoon che guidera’ la prima potenza del mondo. “Gli americani in generale non hanno attenzione verso l’Europa, e riguardo a Trump, credo di capire che lui pensi che il Belgio sia un villaggio da qualche parte nel nostro continente… In breve, dovremo mostrargli e spiegare cos’e’ l’Europa”, ha detto, avvertendo anche dei possibili rischi di questa elezione. Secondo Juncker, “gli equilibri intercontinentali” potrebbero essere “disturbati” perche’, avendo gia’ lavorato con quattro presidenti Usa, ha “constatato che tutto quello che si dice in campagna elettorale e’ vero un po’ per tutti, purtroppo”. Il presidente della Commissione tradisce anche un certo malcontento per il fatto che Donald Trump abbia gia’ parlato con diversi leader europei, ma non si sia messo in contatto con nessuno dei vertici delle istituzioni comuni dell’Ue. Un atteggiamento che lascia intuire la preferenza verso i rapporti bilaterali, a spese di quelli comunitari. Merkel, Renzi, Hollande e la britannica May hanno tutti gia’ parlato con il nuovo alleato oltreoceano. May e’ stata la prima ad affrettarsi, per ribadire quel rapporto “storico e speciale” tra i due Paesi. Merkel ha offerto collaborazione ricordando i valori comuni, Renzi ha sottolineato l’ importanza strategica” delle relazioni Italia-Usa e Hollande ha elencato i “temi comuni”, tra cui lotta al terrorismo, Ucraina, Siria, Iraq e l’accordo di Parigi Cop21. Gli alleati europei, che per ora si confrontano con il nuovo presidente degli Stati Uniti in ordine sparso, intendono preservare i buoni rapporti in ogni modo, senza rinunciare alla chiarezza sui valori fondamentali a cui l’Europa e’ legata. Come ricordava Juncker, Trump “ha verso i rifugiati e gli americani non bianchi un atteggiamento che non riflette i sentimenti europei”, e di certo nessun leader Ue lo seguirebbe su questo terreno. I rischi che corrono i 28 sono tanti quanti i dossier aperti con gli Usa. Dall’aumento del contributo alla Nato promesso da Obama, alle sanzioni contro la Russia finora sostenute anche dagli americani. E il timore che Trump voglia sfilarsi in fretta dalle questioni europee, magari guardando con benevolenza a Mosca, basta a mettere l’Ue in uno stato di agitazione. Per questo domenica sera i ministri degli Esteri si vedranno in via straordinaria, per una cena convocata dalla Mogherini e voluta fortemente dalla Germania. Qualche elemento in piu’ per decifrare il nuovo protagonista, Merkel, Hollande, Renzi, May e Rajoy lo potranno avere il 18 nel vertice a Berlino con Obama. Sempre che lo staff di Trump, abbia ribadito a Obama di non prendere iniziative.

Donald Trump sarà “un grande presidente, è un uomo di visione straordinaria, che sa come essere un capo, che sa tirare fuori il meglio degli americani, come Reagan”. Così, ai microfoni di RaiNews24 l’ex sindaco di New Yrok Rudolph Giuliani, tra i più grandi sostenitori del magnate. “Lo conosco da 28 anni, l’ho visto fare cose straordinarie, sarà un grande presidente che farà grande l’America”, ha aggiunto.

E alla fine cio’ che il mondo temeva si e’ verificato. Donald Trump e’ il 45mo inquilino della Casa Bianca. Ha conquistato lo Stato della Florida e quello dell’Ohio. Gli americani lo hanno preferito ad una donna di potere, quella Hillary Clinton gia’ first lady di Bill, invischiata nello scandalo del mailgate e sempre in difficolta’ nel sembrare credibile contro il sessismo e il maschilismo di Trump, proprio lei che aveva vissuto sulla sua pelle di donna e di moglie la fellatio che la stagista Monica Lewinsky aveva offerto a Bill nella stanza ovale. Ha vinto Donald Trump, il magnate sessista, maschilista e razzista, che dice cio’ che pensa e che pensa cose orribili. Uno che vuole erigere un muro al confine con il Messico, dichiarare guerra all’Islam e bombardare l’Isis, scimmiottare l’amico Putin, dare piu’ armi ai cittadini anziche’ toglierle, restituire l’America agli americani e toglierla a chi americano non e’. C’e’ da avere paura oggi, perche’ anche se Trump dovesse mantenere solo il 50% delle promesse elettorali che ha fatto, il mondo diventerebbe un posto meno sicuro, sebbene molto piu’ divertente. Perche’ da uno che sostiene ‘dobbiamo trovare il modo di chiudere Internet per arginare il terrorismo’ e ‘l’effetto serra e’ una balla inventata dalla Cina’, cosa ci si puo’ attendere?