udienza Papa

“E’ stato un momento molto emozionante, non solo per me ma per tutta la Commissione. Ci siamo sentiti accolti dal Santo Padre e ci siamo sentiti anche fortemente responsabilizzati, perche’ le sue parole sono un vero programma di lotta alla mafia, non solo per la Commissione Antimafia ma per la Repubblica, per ciascun cittadino, per ciascun partito politico, per ciascuna istituzione”. Lo ha detto la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, commentando l’udienza di stamane concessa alla Commissione da papa Francesco in Vaticano. “E ancora una volta – prosegue – abbiamo ascoltato parole chiare contro la corruzione: ci ha invitato a combatterla con le stesse armi con le quali abbiamo combattuto la mafia, che ha riconosciuto essere efficaci nel nostro Paese, e questo per noi e’ molto importanti”. “Cosi’ come credo – aggiunge Bindi – non possa non essere sottolineato il richiamo al fatto che se non combattiamo le disuguaglianze, se non combattiamo la poverta’, se non assicuriamo a tutti i diritti fondamentali, non giustifichiamo mai le mafie che sono la causa prima anche delle disuguaglianze, della cattiva economia, del cattivo lavoro e della mancanza della tutela dei diritti, ma spesso finiscono per essere la spiegazione del perche’ soprattutto in alcune parti del Paese e del mondo permane questo loro dominio sulla coscienza delle persone”. E quindi “lotta alla mafia non e’ solo repressione: e’ lotta alla corruzione e buone regole del mercato finanziario ed e’ lotta a ogni forma di poverta’ e ogni forma di disuguaglianza”. A proposito, poi, dell’accento posto dal Papa sui testimoni di giustizia e sui beni confiscati alle mafie, Rosy Bindi sottolinea che sono “due disegni di legge che sono uno all’approvazione definitiva al Senato, quello dei testimoni di giustizia, e l’altro all’approvazione definitiva alla Camera. quello sui beni confiscati. Io non usero’ le parole del Papa, tutti le hanno sentite – osserva – e credo che queste due leggi che sono il frutto del lavoro di tutto il Parlamento ma su impulso del lavoro della Commissione parlamentare Antimafia potranno vedere la luce nelle prossime settimane e sara’ un grande regalo al Paese”.

Convinti che “le tre religioni abramitiche possono vivere insieme”, centoventi giovani cristiani, ebrei e musulmani hanno raccontato a Papa Francesco, al termine dell’udienza generale, l’esperienza di dialogo e amicizia che stanno vivendo al Villaggio ‘La Vela’ a Castiglione della Pescaia, in occasione del campo internazionale promosso dall’opera Giorgio La Pira. E il Papa – riferisce l’Osservatore Romano – non ha mancato di invitare i giovani a impegnarsi in politica “come La Pira vi ha insegnato”, nella certezza che “e’ la forma piu’ alta di carita’”, secondo l’espressione di Paolo VI. “Proprio nello spirito del ‘sindaco santo’ all’udienza con il Papa c’erano giovani israeliani del Centro Peres per la pace accanto a ragazzi cristiani palestinesi e a una delegazione di musulmani italiani, con l’imam di Firenze, Izzedin Elzir, presidente dell’Unione delle comunita’ islamiche d’Italia”, scrive il giornale della Santa Sede.