La tre giorni di Matteo Renzi al Lingotto di Torino “ha visto la presenza di un botto di gente, gente straordinaria, dopo tre mesi di polemiche e discussioni”. Lo ha detto l’ex premier alla convention organizzata per la sua candidatura alla segreteria del Pd. “In queste sale c’era gente chiusa a discutere sul fatto che la politica e’ una cosa bella, l’elemento chiave e’ che qui c’e’ un popolo, non insieme di dirigenti, c’e’ un popolo che ci crede”, ha detto Renzi. “C’è chi pensa che essere di sinistra sia stare sul palco, fare il pugno chiuso e cantare Bandiera rossa. E’ un’immagine da macchietta, non è il modo di aiutare i cittadini”, ha continuato l’ex presidente del Consiglio. Per l’ex segretario del Pd e oggi di nuovo in corsa: “Un certo amarcord per la sinistra del passato e’ comprensibile ma a volte fa a cozzi dalla realta’. Sento parlare dell’Ulivo da persone che lo hanno segato dall’interno, passaggi di apoteosi sull’Ulivo da chi ha contribuito a concludere anticipatamente l’esperienza di governo di Prodi, cosa che non sarebbe accaduta se fosse stato segretario del partito”. “Nel curriculum possono dire di essere esperti di xylella non di Ulivo”, ha detto Renzi.