Ungheria

Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble si e’ detto contrario all’imposizione di forti sanzioni all’Ungheria, nonostante il loro rifiuto di accettare rifugiati, secondo quanto riporta Politico.com. Secondo Schaeuble “sarebbe saggio non tirare fuori subito i grossi calibri”, facendo riferimento al taglio dei fondi per Budapest. Il ministro delle Finanze pensa che l’Ue ha bisogno di trovare “il giusto equilibrio di fermezza e pazienza” e dovrebbe migliorare piuttosto che aggravare le proprie relazioni con i paesi che si oppongono alla politica dell’Unione sui rifugiati.

Il premier ungherese ha vinto sulla carta ma ha perso nella sostanza. Manca il quorum al referendum nel quale ha stravinto. Alla quasi unanimità ma senza raggiungere il quorum del 50%, infatti, l’Ungheria ha detto di no per referendum all’obbligo di accogliere profughi per alleggerire il carico di altri paesi dell’Ue, come Italia e Grecia. Non lo ha fatto pero’ con il minimo di consistenza plebiscitaria che aveva chiesto il premier nazionalista conservatore ed euroscettico Victor Orban, vincitore, ma in una certa misura anche sconfitto, del referendum. In tarda serata il risultato praticamente definitivo, al 95% delle schede scrutinate, è di una vittoria a valanfa del “no” con una quota del 98% e solo un 2% andato al “sì”. L’affluenza però, come annunciato dall’Ufficio elettorale nazionale, e’ stata soltanto del 43%: il quorum del 50% degli 8,27 milioni di elettori chiamati alle urne non è stato raggiunto e dunque la consultazione non è valida secondo la legge in vigore, a dimostrazione che gli appelli al boicottaggio dell’esile opposizione ungherese, assieme alla tradizionale disaffezione per lo strumento referendario, si sono fatti sentire. Secondo Orban, comunque, cambia poco: ribadendo quanto affermato in mattinata dopo aver votato in una scuola elementare del suo quartiere a Buda, il premier ha sottolineato che “l’Ungheria, per primo fra i paesi dell’Ue” e “sfortunatamente” anche l’unico, “ha consultato il proprio popolo” sulle migrazioni. “Oltre 3 milioni di elettori” hanno “rifiutato un sistema di ricollocamento obbligatorio dei migranti”: “Bruxelles dovrà tenerne conto”,

“Lanceremo un messaggio a Bruxelles: non si può fare politica contro la volontà della gente”. Così il portavoce del governo, il premier Viktor Orban alla vigilia del referendum che si tiene oggi in Ungheria sulla redistribuzione dei profughi in Europa. Secondo i sondaggi, l’80% dirà ‘no’ alle quote decise dall’Unione europea per i ricollocamenti, ma al tempo stesso si mette in dubbio la validità della consultazione in fatto di affluenza, perché il quorum dei voti validi non potrebbe superare il 50%. L’Ungheria l’anno scorso ha concesso asilo solo a 508 persone. Alcuni partiti dell’opposizione lanciano un appello al voto nullo. Sono 8,27 milioni i votanti chiamati alle urne. “Volete che l’Unione europea possa prescrivere l’insediamento obbligatorio di cittadini non ungheresi anche senza il consenso del Parlamento ungherese?”. Questo il quesito a cui gli sono chiamati a rispondere gli elettori ungheresi.