unioni gay

“Le sei puntate di ‘Stato civile – L’amore è uguale per tutti’ che Rai3 ha iniziato a trasmettere lo scorso 3 novembre sono interamente dedicate alla coppie omosessuali. Giusto che il servizio pubblico si occupi delle nuove realtà che vivono nel nostro paese, ma val la pena ricordare al direttore di Rai3 e al direttore generale che lo fa con i soldi di tutti i cittadini attraverso il canone. Un certo equilibrio nel rappresentare tutte le realtà affettive, proprio perché l’amore è uguale per tutti, sarebbe auspicabile. Non vediamo invece in programmazione analoghe serie sulle difficoltà quotidiane delle famiglie, sui loro problemi con la scuola, con il fisco, sugli ostacoli oggettivi per chi decida di fare un figlio. Ma al netto di queste considerazioni, ritengo sia doveroso che la Rai renda pubblici i costi di queste sei puntate, la struttura che le produce e l’incidenza di questa produzione sul budget della rete che le trasmette”. Così l’onorevole Gianni Sammarco, deputato di Area popolare.

“Trovo grave che dal fondatore dell’Ucoii (Unione delle Comunita’ Islamiche d’Italia), Hamza Piccardo, sia arrivata la rivendicazione della poligamia come diritto civile. I diritti umani e civili presuppongono l’universalita’ e l’uguaglianza delle persone, senza distinzione di sesso. La poligamia, o piu’ correttamente la poliginia, presuppone la subordinazione personale, sociale e giuridica delle donne al potere degli uomini”. Lo scrive su Facebook il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova. “La poligamia e’ legata a una cultura e a una politica di supremazia maschile e di oppressione femminile e di diritti asimmetrici tra uomini e donne. È sbagliato legare, come ha fatto Piccardo, le unioni civili per le coppie omosessuali e la poligamia. La poligamia, oggi, sottrarrebbe diritti e imporrebbe uno stato giuridico penalizzante per le donne. Il riconoscimento delle coppie gay – prosegue il sottosegretario agli Esteri – senza togliere nulla a nessuno, ha esteso diritti personali e familiari a chi non ne poteva usufruire e ha cancellato una discriminazione giuridica a danno delle persone omosessuali. Su questo sono quindi in totale disaccordo con Francesco D’Agostino che, nel suo editoriale su Avvenire di ieri, ha denunciato il matrimonio paritario per gli omosessuali come la causa principale del ‘disprezzo’ e del ‘disgusto’ per l’Occidente del ‘resto del mondo’, che nel terrorismo islamico si esprimerebbe nella forma piu’ inaccettabile ed estrema. Io penso, all’opposto di D’Agostino, che i fanatici islamisti odiano le donne e i gay e il matrimonio di persone libere e uguali, sia esso omosessuale o eterosessuale, per le medesime ragioni, cioe’ non per disgusto, ma per terrore di un modello di liberta’ (giuridica, sociale e anche economica) che riconosce a tutti gli individui, a prescindere dal sesso o dalle preferenze sessuali, un uguale diritto e un’uguale dignita’. È esattamente il contrario di quanto prescrive l’ideologia arcaica in cui il sedicente califfo vorrebbe imprigionare in primo luogo l’Islam e poi tutto il mondo assoggettato ai deliri di un califfato mondiale”