Urbano Cairo

In Rcs “ora ciò che voglio fare è avere tutte le deleghe e capire quando esce 1 euro perché esce e come”.  Così Urbano Cairo all’assemblea di Cairo Communications dopo la vittoria dell’Ops sulla Rizzoli. E’ stato “un risultato molto positivo, al di là delle aspettative più rosee. Non potevo immaginare un risultato migliore. C’era da parte dei fondi una buona predisposizione. Sono molto contento. Ora ci aspetta un grande lavoro in azienda. Sì sarò in prima linea”. E comunque meno si vede mio arrivo a Corsera e meglio è”.Urbano Cairo ritiene che “trasformare il Corriere della Sera in un giornale tabloid sarebbe la cosa più pazza che uno potrebbe fare, come intervenire sulla linea politica editoriale. Penso che meno la gente si accorge che sono arrivato e meglio è: se la gente se ne accorge perché il giornale è più ricco, è più bello, ha più argomenti di cui parla, allora bene, se invece è perché dice ‘questo giornale una volta non avrebbe avuto questo atteggiamento, ora che succede’ sarebbe un problema. Luciano Fontana è un bravo direttore che conosce molto bene il Corriere, è al Corriere da 18 anni, ha fatto tutta la gerarchia, conosce la macchina. Poi tutto si può migliorare, credo sia importante la presenza di un editore che si confronta dialetticamente con il direttore” anche per dare investimenti. Nelle aziende editoriali del gruppo Cairo il direttore “è il signore padrone”, e “il direttore di un giornale come il Corriere della Sera è signore e padrone con la sua redazione, con i suoi vicedirettori”. Lo ha detto Urbano Cairo parlando della conquista di Rcs. Nel corso dell’assemblea dei soci, Cairo l’editore aveva accennato criticamente al fatto che delle volte nei quotidiani si facciano “venti pagine per trattare un argomento” e su questo è stato quindi interpellato in conferenza stampa. “Il direttore nelle aziende editoriali che io ho è il signore padrone: l’editore ha un potere, che è quello di cambiare il direttore, ma su quello che fa il direttore o il conduttore della trasmissione “l’editore non deve intervenire. Può farlo qualora chiamato. Può dare idee, che non necessariamente vanno accettate. Ci può essere e ci deve essere un confronto, ma alla fine la decisione finale la prendono loro”, i direttori.