Via D’Amelio

“Troppe sono state le incertezze e gli errori che hanno accompagnato il cammino nella ricerca della verita’ sulla strage di Via D’Amelio, e ancora tanti sono gli interrogativi sul percorso per assicurare la giusta condanna ai responsabili di quel delitto efferato”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aprendo il Plenum del Csm, in ricordo di Paolo Borsellino. ievocare le loro figure (Borsellino e Falcone, ndr) non puo’ e non deve essere un rituale fine a se stesso, originato dalle spinte emotive suscitate dall’occasione, e questo ci viene ricordato, ancora una volta, dall’ignobile oltraggio recato al busto di Giovanni Falcone, nella scuola di Palermo a lui dedicata, e ancora ieri a quello contro la stele che ricorda Rosario Livatino”. A 25 anni dalla strage di via D’Amelio il Consiglio Superiore della Magistratura ricorda la figura di Paolo Borsellino autorizzando la pubblicazione di tutti gli atti e i documenti relativi al percorso professionale del giudice Borsellino, dal suo ingresso in magistratura, nel 1963, fino alla tragica morte del 19 luglio 1992, quando vennero uccisi anche 5 agenti della sua scorta. Per il presidente della Repubblica “la tragica morte di Paolo Borsellino, insieme a coloro che lo scortavano con affetto, deve ancora avere una definitiva parola di giustizia.

“A 25 anni da Via D’Amelio domani Sky Arte trasmettera’ “La corsa dell’Ora”, il film sul coraggioso giornale di Palermo che per primo denuncio’ la mafia, film che la Rai ha rifiutato. Peccato, peccato davvero, che il servizio pubblico abbia deciso di perdere un’occasione del genere: raccontare la storia dell’Ora, per ricordare che la mafia non si combatte solo con gli arresti e le inchieste giudiziarie ma anche diffondendo testimonianze e consapevolezza del fenomeno mafioso, sarebbe rientrato perfettamente nei doveri previsti dal Contratto di servizio della Rai”. E’ quanto scrive su facebook il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi. “Se oggi in Italia si parla di mafia – prosegue Anzaldi – lo si deve anche a quel quotidiano, che ha pagato l’impegno contro Cosa Nostra con un altissimo contributo di sangue. E’ in quella piccola redazione che il 15 ottobre del 1958 vede la luce la prima inchiesta sul potere mafioso e per la prima volta vengono messi nero su bianco nomi, volti, fatti. Dopo 10 mesi ne fa un promemoria per il Presidente del Consiglio dell’epoca, Amintore Fanfani, perche’ costituisca una Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno mafioso. La risposta della mafia non si fa attendere e arriva con una carica di 5 chili di tritolo che, alle 4:52 del 19 ottobre del 1958, devastano la sede. Il 20 ottobre il giornale e’ di nuovo in edicola con un titolo di testa a nove colonne in caratteri cubitali: ‘La mafia ci minaccia, l’inchiesta continua’. Non solo: quell’esplosione squarcia la solitudine e il silenzio che circondano la redazione e quell’inchiesta arriva all’attenzione dell’Italia intera e del mondo. Lo stesso Presidente della Repubblica Saragat dichiarera’ in Parlamento:”. “Chi volesse rivivere la storia coraggiosa – scrive ancora il deputato dem – di quel giornale e dei suoi redattori, persone normali che senza protezione e senza aiuti e solo per amore della scrittura e della verita’ non esitarono a rischiare la vita, potra’ farlo guardando il film “La corsa dell’Ora”, di Antonio Bellia. Potra’ vederlo su Sky Arte che lo trasmettera’ in occasione dei 25 anni dalla strage di Via D’Amelio. Lo vedremo su Sky perche’ la Rai quel film l’ha rifiutato, non interessava. Anche se, ironia della sorte, molti dei documenti storici di quel film arrivano dalle Teche Rai”.