Visco

La conferma di Ignazio Visco a governatore della Banca d’Italia è stata “un colpo di coda dei poteri forti. Visco non ha vigilato, Banca d’Italia con noi tornerà sotto il controllo pubblico”. Lo ha detto il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, a margine del consiglio federale del partito in via Bellerio. “Che a fare la morale a Visco sia Renzi, che è uno dei principali colpevoli del disastro bancario, fa altrettanto ridere”, ha concluso Salvini.

“Prima di mandare a casa Visco, dobbiamo mandare a casa Renzi con Gentiloni, il Pd e con tutti gli amici loro che in questi anni che in tutti questi anni hanno fatto miliardi e miliardi di marchette al sistema bancario”. Lo ha detto la leader di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Giorgia Meloni a Catania intervistata dalla trasmissione ‘Coffee break’ de La7 partecipando ad un banchetto per la raccolta di firme contro lo Ius Soli.

La Banca d’Italia lo scorso anno ha acquistato titoli di Stato italiani per 115 miliardi nell’ambito del programma di acquisti della Bce per il quantitative easing. Lo indica il Governatore Ignazio Visco nella relazione all’assemblea dei partecipanti. Nel portafoglio di via Nazionale la consistenza di BTp, CcT e CTz alla fine dello scorso anno era di 186 miliardi. Visco aggiunge che il totale di bilancio della Banca e’ al massimo storico: 774 miliardi superando il picco raggiunto nel 2012 (610 miliardi) grazie al portafoglio di titoli acquistati per la politica monetaria che e’ piu’ che raddoppiato rispetto all’anno precedente portandosi a 245 miliardi (compresi i titoli di Stato italiani). Impatto anche dal valore dell’oro che e’ cresciuto portando l’ammontare complessivo delle riserve a 87 miliardi.

“La politica monetaria sta svolgendo efficacemente il suo ruolo, ma da sola non può bastare: in Europa, e in particolare in Italia, devono contribuire tutte le altre leve della politica economica, con un’ampia azione riformatrice capace di favorire una duratura ripresa dell’attività economica e della produttività”. Così il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco alla decima conferenza Maeci-Bankitalia alla Farnesina.

Mario Draghi difende la politica monetaria della Bce. ”Offre l’impeto necessario alla ripresa per rafforzarsi e all’inflazione per tornare gradualmente a livelli in linea con il nostro mandato”. E assicura: la Bce usera’ tutti gli strumenti a suo disposizione ”se necessario”. Nel discorso depositato all’Imfc, il braccio esecutivo del Fmi, Draghi ribadisce che il quantitative easing andra’ avanti fino alla fine di marzo 2017 e oltre se lo riterra’ opportuno. Parole che sembrano spazzare via definitivamente le indiscrezioni su un possibile avvio, all’interno del consiglio direttivo della Bce, delle discussioni sul tapering. E il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, conferma ulteriormente le dichiarazioni di Draghi. “Non ne abbiamo mai parlato”, “ne’ ufficialmente ne’ informalmente” ”La ripresa dell’area euro continua a velocita’ moderata” spiega Draghi, mettendo in evidenza come ”le informazioni” disponibili indicano che sia resistente alle incertezze politiche ed economiche”. Da qui l’esigenza di continuare a sostenere la ripresa, ma anche di spingere i governi ad approfittare della politica monetaria accomodante, che offre ”una finestra unica di opportunita”’, per portare avanti le riforme strutturali. Definisce la ripresa europea non soddisfacente il Fmi che, comunque, promuove l’operato della Bce. L’Eurotower ha ”spazio per fare di piu’ se necessario” aggiunge l’istituto di Washington, offrendo cosi’ una spalla alla Bce contro le critiche dei falchi. Il Fmi poi esorta l’area euro ad agire sui crediti deteriorati che vanno ridotti. ”La posizione delle banche si e’ rafforzata” afferma Draghi, ammettendo pero’ che resta la ”sfida della redditivita”’, sulla quale pesa il debole contesto economico, con i bassi tassi di interesse e la curva dei rendimenti piatta che si fa sentire soprattutto sulle banche che dipendono dalla trasformazione delle scadenze. ”In risposta a fattori strutturali le banche hanno bisogno di adattare il proprio modello di business” incalza Draghi, facendo eco all’esortazione giunta proprio dal Fmi nei giorni scorsi. Il Fmi, schierandosi con la Bce, ha invitato le banche a profonde riforme e a non scaricare tutte le responsabilita’ della scarsa redditivita’ sui tassi bassi. Convinto della necessita’ di un cambiamento nel settore bancario europeo anche il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. L’industria dovrebbe consolidarsi e cambiare il proprio modello di business”.

“Il risparmio è sicuro, ma le banche ora devono ridurre i costi”. Così Ignazio Visco, governatore di Bankitalia in una intervista al Corriere della Sera. “Non è come il 2011 – spiega – oggi bisogna risolvere i problemi di alcune banche e garantire che il risparmio degli italiani stia al sicuro e lo faremo”. Per Visco: “Le banche sono imprese e devono pensare ad un nuovo modello di business. Con le nuove tecnologie c’è meno bisogno di personale: dovranno tagliare i costi e nel breve periodo questa sarà la cosa più difficile”. Entro settembre gli istituti dovranno presentare informazioni più dettagliate sulle sofferenze.