WhatsApp

WhatsApp come Facebook Messenger: sulla chat ci si potrà scambiare denaro. Come scrive l’Ansa, che riporta la notizia del sito indiano The Ken, l’app di proprietà di Mark Zuckerberg, fondatore di Fb, sta pensando di lanciare questa funzione in India entro i prossimi sei mesi.
WhatsApp, punterebbe a utilizzare Upi, un sistema di pagamento bancario sostenuto dal governo, per permettere agli iscritti di poter effettuare pagamenti tra di loro con il semplice invio di un messaggio. L’India, con 200 milioni di iscritti, è per WhatsApp il principale mercato.
Facebook ha già introdotto una funzione per scambiarsi denaro all’interno della chat Messenger, al momento solo negli Stati Uniti.

La Commissione europea ha inviato una comunicazione a Facebook per aver fornito informazioni inesatte o fuorvianti nel corso del 2014, nel corso dell’indagine della stessa Commissione sull’acquisizione di WhatsApp, in merito al regolamento Ue sulle concentrazioni. La Commissione ritiene in via preliminare che, contrariamente alle affermazioni di Facebook, la possibilità tecnica di corrispondenza automatica tra utenti WhatsApp e utenti Facebook ci fosse già nel 2014. Facebook ha ora ora fino al 31 gennaio 2017 per rispondere alla comunicazione degli addebiti. Il commissario Margrethe Vestager, responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “Le aziende hanno l’obbligo di fornire informazioni precise alla commissione nel corso indagini sulle concentrazioni, e devono prendere sul serio tale obbligo. In questo caso specifico, Facebook ci ha dato informazioni errate o fuorvianti durante le indagini l’acquisizione di WhatsApp. Facebook ha ora la possibilità di rispondere”.

“Siamo fiduciosi di rispettare le leggi vigenti e attendiamo di poter rispondere presto alle domande delle autorità”. Lo ha dichiararlo all’agenzia Ansa un portavoce di WhatsApp, riguardo ai procedimenti istruttori avviati dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per presunte violazioni del Codice del Consumo. Nel mirino dell’Autorità ci sono termini contrattuali previsti dalla compagnia, in particolare la condivisione dei dati personali degli utenti con Facebook (proprietaria di WhatsApp). Il Codacons intanto ha annunciato che, se dovessero trovare riscontro concreto gli illeciti ipotizzati dall’Antitrust, l’organizzazione dei consumatori avvierà una class action contro WhatsApp, tesa a far ottenere agli utenti italiani il risarcimento per la lesione dei propri diritti in sede legale.