Wwf

E’ stato firmato presso il Mipaaf un protocollo d’intesa tra il Wwf Italia e il ministero delle Politiche Agricole con l’obiettivo principale di favorire la tutela e la diffusione dei sistemi agricoli e forestali ad alto valore naturale nell’ambito del periodo di programmazione 2014-2020 dei fondi comunitari. Alla firma erano presenti il ministro Maurizio Martina e la presidente del Wwf Italia Donatella Bianchi. “Prosegue il nostro lavoro comune con il Wwf – spiega Martina – per un impegno concreto a favore di un’agricoltura sempre piu’ sostenibile, coerente con gli obbiettivi della Politica agricola europea. Il protocollo di oggi si inserisce nella nostra strategia per dare piena attuazione all’obiettivo di preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all’agricoltura e alla silvicoltura. Il percorso individuato servira’ ad aumentare la capacita’ di utilizzo efficace ed efficiente delle risorse finanziarie disponibili fino al 2023 nei Programmi di Sviluppo Rurale, fornendo alle Regioni e alle imprese agricole piu’ informazioni utili sulle misure esistenti per la conservazione del nostro patrimonio naturale e sulle buone pratiche per la gestione e valorizzazione delle aree rurali ad elevato valore naturale. Nei prossimi mesi potremo diffondere e rendere piu’ forti le migliori esperienze gia’ intraprese dalle aziende agricole e dalle Regioni”.

La criticita’ in cui versa la gestione dei rifiuti a Roma richiede meno proclami e piu’ risposte immediate. Serve un Piano Rifiuti concreto ed affidabile. Devono essere individuate le cause e definite le soluzioni, tracciando un percorso serio e monitorabile e definendo le misure da adottare nel quadro della sostenibilita’ ambientale, economica e sanitaria e tenendo conto degli impegni che ci attendono, si legge in una nota del Wwf. “Con questo spirito lo scorso ottobre il Wwf Lazio aveva presentato un documento con il quale si stimavano le potenzialita’ e le opportunita’ derivante da una corretta gestione dei rifiuti a Roma verso un’economia circolare – dichiara Andrea Filpa Delegato Wwf Italia per il Lazio – e a tale scopo si consigliava una ristrutturazione dell’Ama per farla divenire uno strumento capace di guidare una simile svolta. Nel quadro romano, infatti, manca un soggetto a cui assegnare un simile compito”. L’Ama non e’ attualmente in grado di adempiere agli impegni oggi attribuiti. Insufficienza e inefficienza di mezzi, indisponibilita’ di impianti, qualificazione del personale, coordinamento con le altre strutture di governo del territorio sono solo alcune delle cause della sua scarsa resa. E’ difficile immaginare che Ama, in assenza di sostanziali mutamenti – possa assolvere a compiti ambiziosi come quello di traghettare Roma verso l’economia circolare. La situazione, peraltro, e’ aggravata dal fatto che il comparto economico connesso alla gestione dei rifiuti e’ strutturato solo per procedere all’incenerimento e/o allo smaltimento in discarica dei rifiuti. In questo deserto infrastrutturale, pur apprezzando la buona volonta’ della nuova amministrazione, il Wwf Lazio non ritiene sufficiente il piano adottato dal comune, perche’ non riesce ad incidere sui fattori che oggi frenano un simile sviluppo. Mancano azioni capaci di cambiare il modello economico, di promuovere iniziative alternative all’incenerimento e alla discarica, di sostenere la formazione di nuovi profili professionali e quindi di iniziative innovative. Il caso di Pomezia conferma questo quadro. Non basta fare la raccolta differenziata, se poi il materiale non trova uno sbocco. Il Wwf Lazio, pertanto, auspica che la Regione e la Capitale dialoghino ed uniscano le proprie forze per: – armonizzare i piani e programmi gestionali, puntando su impianti di riciclo, recupero e compostaggio, che risultano carenti nel territorio; – non sprecare ulteriori risorse in nuovi impianti di incenerimento, in quanto esiste gia’ sufficiente capacita’ impiantistica rispetto agli impegni previsti dalla legge; – promuovere la ricerca, spin off e la formazione di nuovi profili professionali sulla prevenzione e gestione dei rifiuti; – riordinare le tasse, tariffe, gli incentivi e i disincentivi sui rifiuti al fine di rendere sempre meno economico lo smaltimento e l’incenerimento; – di aprire un focus sui rifiuti da costruzione e demolizione al fine di combattere lo smaltimento illecito, nonche’ sulla frazione organica garantendo sbocchi al compost e sulle plastiche, in particolare per contrastare il fenomeno della sua diffusione nei mari.

In Italia più di 2 mila chilometri di costa sono stati invasi dal cemento negli ultimi 50 anni. Li segnala il Wwf nel dossier “L’ultima spiaggia”. Non solo mattone, ma anche impianti che dimostrano un sovrasfruttamento della pesca ed estrazione di idrocarburi. I luoghi sotto osservazione sono strategici per la biodiversità dei mari e il Wwf invita a cambiare modello di sviluppo in particolare nelle aree: Mar ligure e arcipelago toscano, Canale di Sicilia, mare Adriatico settentrionale, Canale di Otranto. Lo studio del Wwf segnala la crescita degli impianti di acquacoltura, in 10 anni del 70%, lo sviluppo turistico, l’estrazione di idrocarburi (36 le istanze per nuovi impianti), il trasporto via mare. L’associazione richiama l’attenzione sull’importanza dei piani paesaggistici da parte delle regioni.

Il Wwf, per festeggiare i suoi 50 anni in Italia, che si celebreranno martedì 5 luglio, organizza l’evento ‘E-state in Oasi’, visite guidate gratuite ai luoghi che gestisce. Il calendario prevede una visita guidata ogni prima domenica del mese. Saranno 30 le Oasi aperte in tutta Italia, da quella alpina di Valtrigona, in Trentino, alla Riserva siciliana delle Saline di Trapani. Al primo appuntamento di oggi, seguiranno i percorsi guidati di domenica 7 agosto, 4 settembre e 2 ottobre. Immagine: Oasi Burano, foto Fabio Cianchi, fornita dall’Ufficio stampa Wwf

Il bracconaggio, con tutte le altre appropriazioni illegali delle risorse della natura, raggiunge un fatturato annuo di 213 miliardi di dollari e si colloca come quarto mercato criminale mondiale. A sostenerlo è il Wwf, in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente che ricorre oggi. Come è stato ricordato lo scorso anno all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, 7mila specie sono oggetto di crimini e in Africa ogni anno oltre 30mila elefanti vengono cacciati illegalmente. Il Wwf sottolinea che anche in Italia il bracconaggio è presente, e chiede che il Paese si doti di un piano contro la cattura illegale degli animali. Quasi 30mila rapaci sono stati osservati tra aprile e maggio sullo stretto di Messina dai volontari della Lipu nel Campo antibracconaggio. Oggi sono tante le iniziative nel mondo per ricordare la giornata dell’Ambiente. In Italia, in particolare, lunedì 6 giugno, per sostenere la salvaguardia del territorio, si terrà una doppia cerimonia che unificherà la celebrazione della Giornata mondiale con il 30esimo anniversario dell’istituzione del ministero dell’Ambiente. Alla cerimonia, voluta dal ministro Gian Luca Galletti, sarà presente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.