La criticita’ in cui versa la gestione dei rifiuti a Roma richiede meno proclami e piu’ risposte immediate. Serve un Piano Rifiuti concreto ed affidabile. Devono essere individuate le cause e definite le soluzioni, tracciando un percorso serio e monitorabile e definendo le misure da adottare nel quadro della sostenibilita’ ambientale, economica e sanitaria e tenendo conto degli impegni che ci attendono, si legge in una nota del Wwf. “Con questo spirito lo scorso ottobre il Wwf Lazio aveva presentato un documento con il quale si stimavano le potenzialita’ e le opportunita’ derivante da una corretta gestione dei rifiuti a Roma verso un’economia circolare – dichiara Andrea Filpa Delegato Wwf Italia per il Lazio – e a tale scopo si consigliava una ristrutturazione dell’Ama per farla divenire uno strumento capace di guidare una simile svolta. Nel quadro romano, infatti, manca un soggetto a cui assegnare un simile compito”. L’Ama non e’ attualmente in grado di adempiere agli impegni oggi attribuiti. Insufficienza e inefficienza di mezzi, indisponibilita’ di impianti, qualificazione del personale, coordinamento con le altre strutture di governo del territorio sono solo alcune delle cause della sua scarsa resa. E’ difficile immaginare che Ama, in assenza di sostanziali mutamenti – possa assolvere a compiti ambiziosi come quello di traghettare Roma verso l’economia circolare. La situazione, peraltro, e’ aggravata dal fatto che il comparto economico connesso alla gestione dei rifiuti e’ strutturato solo per procedere all’incenerimento e/o allo smaltimento in discarica dei rifiuti. In questo deserto infrastrutturale, pur apprezzando la buona volonta’ della nuova amministrazione, il Wwf Lazio non ritiene sufficiente il piano adottato dal comune, perche’ non riesce ad incidere sui fattori che oggi frenano un simile sviluppo. Mancano azioni capaci di cambiare il modello economico, di promuovere iniziative alternative all’incenerimento e alla discarica, di sostenere la formazione di nuovi profili professionali e quindi di iniziative innovative. Il caso di Pomezia conferma questo quadro. Non basta fare la raccolta differenziata, se poi il materiale non trova uno sbocco. Il Wwf Lazio, pertanto, auspica che la Regione e la Capitale dialoghino ed uniscano le proprie forze per: – armonizzare i piani e programmi gestionali, puntando su impianti di riciclo, recupero e compostaggio, che risultano carenti nel territorio; – non sprecare ulteriori risorse in nuovi impianti di incenerimento, in quanto esiste gia’ sufficiente capacita’ impiantistica rispetto agli impegni previsti dalla legge; – promuovere la ricerca, spin off e la formazione di nuovi profili professionali sulla prevenzione e gestione dei rifiuti; – riordinare le tasse, tariffe, gli incentivi e i disincentivi sui rifiuti al fine di rendere sempre meno economico lo smaltimento e l’incenerimento; – di aprire un focus sui rifiuti da costruzione e demolizione al fine di combattere lo smaltimento illecito, nonche’ sulla frazione organica garantendo sbocchi al compost e sulle plastiche, in particolare per contrastare il fenomeno della sua diffusione nei mari.