xenofobia

L’Unione Europea non “legge” “in maniera eccessivamente positiva gli ultimi risultati elettorali”, certo, “laddove il populismo e’ andato al potere, il caos programmatico e l’assenza di risultati ne sta rilevandone la natura sicofantica. Ma le pulsioni illiberali rimangono forti”. E’ quanto ha affermato al Worshop Ambrosetti, il vice presidente dell’Ue, Frans Timmermans, per il quale, “fino a quando le legittime paure dei nostri cittadini non avranno risposta, ci sara’ spazio per la politica della paranoia, dell’intolleranza, della xenofobia, del nazionalismo, dell’esclusione come finta soluzione. Non possiamo ne’ arrenderci ne’ sottovalutare il rischio di questa sfida”. 

Sergio Mattarella cita il predecessore Luigi Einaudi per inviare un chiaro messaggio ai dubbi della politica del presente. “Invano gli Stati sovrani elevavano intorno a se’ alte barriere doganali per mantenere la propria autosufficienza economica. Le barriere giovavano soltanto ad impoverire i popoli, a inferocirli gli uni contro gli altri, a far parlare a ognuno di essi uno strano incomprensibile linguaggio di spazio vitale, di necessita’ geopolitiche, e a far a ognuno di essi pronunciare esclusive scomuniche contro gli immigrati stranieri, quasi il restringersi feroce di un popolo in se stesso potesse, invece di miseria e malcontento, creare ricchezza e potenza”, legge nel corso del suo ricordo dei Trattati di Roma. Il Parlamento, riunito in seduta comune, applaude a lungo.