“Da ieri, le Tv di tutta Europa, praticamente a ciclo continuo e con dovizia di ospiti tuttologi e onniscienti, trasmettono notizie e commenti sui fatti di Monaco, presentandoli – pur con qualche interrogativo più o meno di rito – come l’ennesimo atto terroristico di matrice islamica. Adesso viene fuori che si trattava di un adolescente depresso e svitato, desideroso di vendicarsi per le umiliazioni subite da piccolo. I morti sono morti, comunque, e la vicenda è tragica. Ma perché montare subito un palco mediatico di questo tipo?”. Lo chiede Lorenzo Dellai, capogruppo di Democrazia solidale-Centro democratico, alla Camera. “Nessuno nel mondo della comunicazione – aggiunge – pensa che serva un minimo di codice di autoregolamentazione in una fase così delicata? La regola che dovrebbe impedire alla cattiva politica di speculare sulla paura della gente non è la stessa che dovrebbe agire anche nei confronti del sistema mediatico per impedire che tutto si giustifichi, purché l’audience sia alto? In ogni caso, purtroppo, il Califfo sentitamente ringrazia: stiamo lavorando per lui”.





