Renzi e Padoan difendono i conti del Documento di economia e finanza (Def), dopo le perplessità sollevate da Bankitalia, Ufficio parlamentare di Bilancio e Corte dei Conti sulla previsione del governo della crescita del Pil dell’1% prevista per il 2017, di cui si è discusso nelle audizioni delle commissioni Bilancio di Camera e Senato. “Come sempre – sottolinea il presidente del Consiglio – a ottobre gli esperti ci dicono che le nostre misure non hanno copertura e i numeri non tornano”. E aggiunge: “Essendo previsioni glielo dico tra un anno chi ha ragione”. E spiega le sue ragioni su Facebook: “Abbiamo sempre trovato le coperture, smentendo le previsioni negative: continueremo a farlo. Ma mentre gli esperti discutono io oggi vado ad incontrare chi il Pil lo produce non chi lo analizza: visiterò una decina di aziende piccole e grandi della provincia di Treviso: dalle realtà artigianali fino a multinazionali. Per me è doveroso che il presidente del consiglio sia accanto a chi ogni mattina rischia e lotta per creare posti di lavoro”. Per il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan il traguardo è “ambizioso”, ma “realizzabile”. Intanto anche il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto, al ribasso, i numeri indicati da Roma, ritoccando la crescita (+0,8% nel 2016 e +0,9% nel 2017) e il peso del debito pubblico che salirà nei prossimi due anni al 133,2% e al 133,4% (Le previsioni dell’Italia sono del 132,8% nel 2016 e 132,5% nel 2017).





