Oggi in Aula alla Camera approda il disegno di legge sulla riduzione degli stipendi ai parlamentari. Il testo taglia-stipendi è del Movimento 5Stelle, ed è stato inviato in Aula con un centinaio di emendamenti che fanno immaginare un rinvio in commissione Affari costituzionali. I pentastellati sostengono che, se passasse il testo, si risparmierebbero 61 milioni dalle indennità e 26 milioni dalle spese, ovvero più dei 58 milioni stimati dalla riforma di Renzi. Grillo ha convocato i militanti in piazza e nella tribuna di Montecitorio a sostegno del disegno di legge e anche lui sarà presente a Roma per spingere all’approvazione della norma. Intanto ieri il presidente del Consiglio e segretario del Pd, Matteo Renzi, ospite di Lucia Annunziata sui RaiTre, ha rilanciato una proposta. “Il Pd è favorevole a ridurre gli stipendi – ha detto – il problema è come. Perché ai parlamentari invece di dare l’indennità piena non la diamo in base alle persone?”. E ha continuato: “Di Maio ha il 37% di presenze e prende il doppio di me che non sono parlamentare: alla fine del mese gli si dia il 37% dello stipendio”.





