Stipendi parlamentari

Il Movimento 5 Stelle si prepara alla battaglia in sostegno della proposta di legge pentastellata sul taglio degli stipendi dei parlamentari. La discussione generale è iniziata ieri alla Camera dei deputati con la presenza a ranghi serratissimi dei 5 stelle. Il leader Beppe Grillo oggi assistera’ dalla tribuna alla seduta in Aula, mentre fuori gli attivisti stellati, chiamati a raccolta in questi giorni, si sono dati appuntamento per un sit-in durante il quale seguiranno il dibattito a Montecitorio. Il disegno di legge però, come annunciato da giorni, potrebbe essere rinviato in Commissione Affari costituzionali visto che e’ approdato in Aula senza aver terminato il suo iter. Lega e Forza Italia hanno preannunciato intanto proprie proposte di legge sul taglio dei costi della politica, mentre dal Pd l’invito è a far passare le riforme per tagliare la spesa. “C’e’ un solo modo per tagliare i costi della politica: si chiama ‘fare le riforme’, solo che non piace a chi chiede semplici operazioni di maquillage” dice la vicepresidente del Gruppo Pd, Alessia Morani.

Oggi in Aula alla Camera approda il disegno di legge sulla riduzione degli stipendi ai parlamentari. Il testo taglia-stipendi è del Movimento 5Stelle, ed è stato inviato in Aula con un centinaio di emendamenti che fanno immaginare un rinvio in commissione Affari costituzionali. I pentastellati sostengono che, se passasse il testo, si risparmierebbero 61 milioni dalle indennità e 26 milioni dalle spese, ovvero più dei 58 milioni stimati dalla riforma di Renzi. Grillo ha convocato i militanti in piazza e nella tribuna di Montecitorio a sostegno del disegno di legge e anche lui sarà presente a Roma per spingere all’approvazione della norma. Intanto ieri il presidente del Consiglio e segretario del Pd, Matteo Renzi, ospite di Lucia Annunziata sui RaiTre, ha rilanciato una proposta. “Il Pd è favorevole a ridurre gli stipendi – ha detto – il problema è come. Perché ai parlamentari invece di dare l’indennità piena non la diamo in base alle persone?”. E ha continuato: “Di Maio ha il 37% di presenze e prende il doppio di me che non sono parlamentare: alla fine del mese gli si dia il 37% dello stipendio”.