“Proprio non capisco le ragioni dei leader riformisti schierati per il No. Capisco Salvini, Grillo, De Mita e Cirino Pomicino, ed e’ una foto di gruppo che non puo’ non suscitare qualche sorriso, ma D’Alema e Bersani proprio no. Le loro argomentazioni mi sono parse cariche di un allarme non spiegato e, anche stilisticamente, fuori dalla loro cifra”. Per il regista Paolo Virzi’, intervistato da Repubblica, “l’alternativa, per chi e’ di sinistra, non puo’ essere organizzare i girotondi del No con un teppista come Salvini, con un totale irresponsabile come Grillo e dulcis in fundo con quella lenza di Berlusconi. Attenzione – avverte – il vecchio Caimano e’ pronto a riemergere e a spalancare le sue fauci”. “Non mi piace quello che sta succedendo a sinistra, troppo astio”, dice Virzi’. “Vedo da una parte i seguaci del premier invocare espulsioni e, dall’altra, persino un signore pacato come Bersani, uno che da ministro le riforme le ha fatte davvero e che ha sempre incarnato la figura dello zio bonario e spiritoso, impegnarsi in una battagliuccia stizzita che non e’ da lui. Intanto – osserva – imperversano le tragedie del nostro tempo: immigrazione, poverta’, guerre, barbarie. La mucca e’ nel corridoio, altroche’: sta muggendo per disperazione, perche’ nessuno si occupa di lei”. “Renzi non lo conosco e ho la sensazione che non debba avere un buon carattere, ma questo mi sembra piu’ un problema per sua moglie che per l’Italia”, afferma Virzi’. “Lo trovate insolente e un po’ bullo? Anch’io, pero’ se uno da’ un’occhiata al panorama fuori dalla sinistra trova una gaglioffaggine e una violenza che fanno sembrare Renzi un boy-scout”. Se Bersani pensa davvero che Renzi stia alterando il Dna del Pd, “allora dichiari apertamente che il No serve a cacciarlo e si dedichi a un progetto alternativo. Non so se sottoscriverei, ma lo capirei. Altrimenti e’ difficile sfuggire alla sensazione che le ragioni di questa contrapposizione siano piu’ psicanalitiche che politiche”.





