Sdegno, stupore, approvazione. Così i principali leader del mondo reagiscono alla notizia dell’attacco missilistico americano in Siria sulla base aerea di Shayrat, nella provincia di Homs, da dove, secondo l’intelligence Usa, sarebbero partiti i raid con le armi chimiche che hanno ucciso decine di civili nella provincia di Idlib. Il raid americano e’ scattato alle 20:40 ora statunitense, in Siria le 04:40, le 03:40 in Italia. “Bambini bellissimi, uccisi brutalmente. Nessun bambino dovrebbe soffrire un simile orrore”. Con queste parole il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato il raid americano lanciato con 59 missili. Il Cremlino parla di “aggressione contro uno Stato sovrano, in violazione del diritto internazionale e con un pretesto inventato”. Per Mosca questa “aggressione porterà “danni considerevoli” alle relazioni tra Russia e Stati Uniti”. La Russia ha anche chiesto l’immediata riunione del Consiglio di sicurezza Onu. L’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Federica Mogherini,
“ha ricevuto nella notte, tra le altre, la chiamata del presidente del consiglio Paolo Gentiloni ed è in contatto con Usa e Onu”, hanno detto fonti di Bruxelles. Alle Nazioni Unite, prima dell’azione militare decisa da Trump si cercava una risoluzione sull’attacco chimico di martedì, poi è arrivata la notizia dei missili Usa sulla Siria. La decisione degli Usa ha ricevuto il plauso di Gran Bretagna, Turchia, Israele, e Arabia Saudita. Il ministro della Difesa siriano, Fahd Yasem al Freich, ha detto che l’azione decisa da Trump mette gli Stati Uniti sullo stesso piano dei terroristi dell’Isis. Sostegno del governo polacco al raid americano, secondo quanto riferisce il portavoce del governo di Varsavia, Rafal Bochenek (immagine @CorriereWeb)





