attacco

A Londra il livello di allerta attentati è stato innalzato a “critico”, il massimo, che indica la possibilità di un attacco imminente, dopo l’esplosione dell’ordigno artigianale avvenuta ieri Parsons Green. Nell’attentato sono rimaste ferite 29 persone, tutte non gravi. Il gruppo jihadista dello Stato islamico ha rivendicato l’attacco. Secondo il quotidiano Guardian la polizia avrebbe individuato le immagini che colgono l’attentatore nell’atto di piazzare accanto alla porta di un vagone la bomba. Il commissario di Scotland Yard, Mark Rowley, ha chiesto ai cittadini di “vigilare”. Intanto questa mattina la fermata della metropolitana di Parsons Green ha riaperto garantendo i servizi. Lo ha fatto sapere la società dei trasporti di Londra .

E’ di otto morti e 18 feriti l’ultimo bilancio dell’attacco avvenuto stamane a colpi d’arma da fuoco contro i fedeli in una chiesa cattolica, mentre era in corso la celebrazione della Messa. L’annuncio e’ stato dato da Garba Umar, responsabile della polizia dello stato di Anambra, secondo il quale un solo uomo ha compiuto la strage nella St. Philip Catholic Church di Ozubulu.

“Fortunatamente, sia a Bruxelles sia a Parigi gli attentati non sono andati a segno. Evidentemente l’operatività, la capacità di reagire delle forze dell’ordine belghe e francesi sono superiori a quelle di qualche tempo fa. E anche gli attentatori commettono errori, tanto che alla fine l’unica vittima è stato l’autore stesso del tentativo di strage”. Lo ha detto Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo, intervenendo in diretta a Voci del Mattino su Radio1 Rai.

L’Isis ha chiesto ai suoi sostenitori di attaccare Usa e Europa durante il Ramadan. Secondo quanto riporta l’agenzia Ansa, in un audiomessaggio il portavoce Abu al-Hassan al-Muhajir ha lodato gli attacchi a Teheran affermando che l’Iran “è più debole di una ragnatela” e ha chiesto nuove azioni. Al-Muhajir ha poi chiesto di colpire anche Russia e Australia. Secondo il Site, nel messaggio non si fa riferimento alle voci sull’uccisione del leader dello Stato Islamico al Baghdadi diffuse ieri dalla tv siriana. L’ultimo messaggio del portavoce risale ad aprile.

Sdegno, stupore, approvazione. Così i principali leader del mondo reagiscono alla notizia dell’attacco missilistico americano in Siria sulla base aerea di Shayrat, nella provincia di Homs, da dove, secondo l’intelligence Usa, sarebbero partiti i raid con le armi chimiche che hanno ucciso decine di civili nella provincia di Idlib. Il raid americano e’ scattato alle 20:40 ora statunitense, in Siria le 04:40, le 03:40 in Italia. “Bambini bellissimi, uccisi brutalmente. Nessun bambino dovrebbe soffrire un simile orrore”. Con queste parole il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato il raid americano lanciato con 59 missili. Il Cremlino parla di “aggressione contro uno Stato sovrano, in violazione del diritto internazionale e con un pretesto inventato”. Per Mosca questa “aggressione porterà “danni considerevoli” alle relazioni tra Russia e Stati Uniti”. La Russia ha anche chiesto l’immediata riunione del Consiglio di sicurezza Onu. L’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Federica Mogherini,
“ha ricevuto nella notte, tra le altre, la chiamata del presidente del consiglio Paolo Gentiloni ed è in contatto con Usa e Onu”, hanno detto fonti di Bruxelles. Alle Nazioni Unite, prima dell’azione militare decisa da Trump si cercava una risoluzione sull’attacco chimico di martedì, poi è arrivata la notizia dei missili Usa sulla Siria. La decisione degli Usa ha ricevuto il plauso di Gran Bretagna, Turchia, Israele, e Arabia Saudita. Il ministro della Difesa siriano, Fahd Yasem al Freich, ha detto che l’azione decisa da Trump mette gli Stati Uniti sullo stesso piano dei terroristi dell’Isis. Sostegno del governo polacco al raid americano, secondo quanto riferisce il portavoce del governo di Varsavia, Rafal Bochenek (immagine @CorriereWeb)

“Anche questa assemblea e’ solidale con il Regno Unito e vicina alle vittime che hanno perso la vita a Londra: siamo vicini al popolo inglese”. Lo ha detto a Firenze il ministro dell’Interno Marco Minniti, aggiungendo che siamo davanti ad una “minaccia che e’ sempre piu’ imprevedibile: abbiamo il lupo solitario che si auto innesca e non e’ collegato ad una centrale di comando”. Il ministro ha aggiunto che h”serve l’intelligence e serve il controllo del territorio che non si puo’ fare da Roma perche’ non e’ possibile un unico modello di sicurezza: bisogna parlare con i sindaci e insieme costruire un modello di sicurezza efficiente”. Secondo Minniti serve “il decreto sulla sicurezza il cui senso e’ avere un’alleanza strategica per cambiare lo Stato”.

E’ di sei i morti, otto i feriti, alcuni dei quali gravi, il bilancio dell’attacco a colpi di arma da fuoco contro una moschea a Quebec City, in Canada. Lo ha riferito in conferenza stampa il primo ministro del Quebec, Philipp Couillard. L’attentato è avvenuto alle 20 ora locale, le 2 di notte in Italia. Quattro ore dopo l’assalto, la polizia del Quebec ha confermato il fermo di due persone. Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha descritto l’attentato come “un attacco terroristico contro i musulmani in un luogo di culto e di rifugio”. Ed ha dichiarato: “La diversità è la nostra forza e la tolleranza religiosa è un valore che noi canadesi amiamo”. Dall’Italia il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha espresso la vicinanza del governo al “popolo canadese, alla comunità musulmana canadese, oltre che al premier Trudeau”, così come hanno fatto altri leader europei.